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Charles Baudelaire – Armonia della sera

Charles Baudelaire

Armonia della sera

Ecco giungere il tempo in cui, fremente sullo stelo,
come un incensiere fumiga ogni fiore;
nell’aria della sera profumi e suoni danzano;
valzer malinconico e languida vertigine!

Come un incensiere fumiga ogni fiore;
come un cuore afflitto il violino freme;
valzer malinconico e languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un’urna d’’oro.

Come un cuore afflitto il violino freme,
un cuore generoso che odia il nulla immenso e nero!
Il cielo è triste e bello come un’’urna d’’oro;
è annegato il sole nel suo sangue denso.

Un cuore generoso, che odia il nulla immenso e nero,
recupera ogni vestigia dal passato luminoso!
È annegato il sole nel suo sangue denso
il tuo ricordo in me brilla come un ostensorio!
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Charles Baudelaire – Allegoria

Charles Baudelaire
Allegoria
Bella è la donna, e dalla ricca nuca:
lascia nel vino che fluisca folta
la chioma; sul granito della pelle
tutto si ottunde e scivola, gli artigli
dell’amore e i veleni della bisca.
La Morte ella deride, e beffa il Vizio,
quei mostri la cui mano, anche se raschia
e falcia sempre, ha rispettato intatta
la maestà rude di quel corpo fermo
diritto, nei suoi giochi distruttori.
L’incedere ha di Dea, la posa d’una
sultana; è maomettana nel piacere,
e nelle braccia spalancate, colme
dei suoi seni, con gli occhi attira tutta
la razza umana. Crede, sa, codesta
vergine non feconda e necessaria
al cammino del mondo, che sublime
dono del corpo è la bellezza, e che
strappa il perdono d’ogni infamia. Ignora
Inferno e Purgatorio, e quando l’ora
verrà d’entrare nella nera Notte,
nel viso affiserà la Morte, senza
odio, come un neonato, né rimorso.

Charles Boudelaire – Poesie

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Charles Boudelaire

« Questo libro, il cui titolo: Les Fleurs du mal,
dice tutto, è rivestito di una bellezza sinistra e fredda..
.È stato fatto con furore e pazienza »
(lettera di Charles Baudelaire alla madre

Charles Boudelaire
La Morte

La Morte degli amanti

Avremo letti pieni di profumi
lievissimi, divani come tombe
profondi, e su scaffali strani fiori
schiusi per noi sotto cieli piú belli.
Usando poi le estreme fiamme a gara,
i nostri cuori saranno due fiaccole
superbe, che le loro doppie luci
rifletteranno dentro i nostri spiriti,
questi specchi gemelli. In una sera
fatta di rosa e di un azzurro mistico,
ci scambieremo un unico baleno,
come un singhiozzo lungo, denso, pieno
di addii. Piú tardi un Angelo, le porte
dischiudendo, verrà, lieto e fedele,
per ravvivare gli appannati specchi
e risvegliar le nostre fiamme morte.
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La Morte dei poveri

La Morte, ahimè, consola e dà la vita:
è il fine all’esistenza ed è la sola
speranza che ci esalta e che ci inebria,
come elisir, donandoci il coraggio
di camminare fino a sera; è luce
che trema all’orizzonte nostro oscuro,
in mezzo alla tempesta, fra la neve
e la brina; è l’ottima locanda
indicata sul libro, ove sedersi,
mangiare, si potrà, dormire; è un Angelo
che regge nelle sue dita magnetiche
l’urna del sonno e il dono dell’estatico
sognare, e che rifà alla gente misera
e nuda il letto; degli Dei è la gloria,
è il mistico granaio, è d’ogni povero
la borsa e la sua patria antica, è il portico
aperto sopra i Cicli sconosciuti.
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La Morte degli artisti

Quante, ma quante volte dovrò scuotere
i miei sonagli, e la tua fronte bassa,
caricatura triste e malinconica,
dovrò baciare? Per colpire il segno,
di mistica natura, o mio turcasso,
quanti mai giavellotti dovrò perdere?
Nelle trame ingegnose la nostra anima
logoreremo e piú d’un’armatura
pesante noi consumeremo prima
di contemplare la Creatura immensa
della quale ci colma di singhiozzi
un infernale desiderio. Esiste
chi il suo idolo mai conobbe, e a questi
scultori condannati, dallo scorno
marchiati, i quali vanno martellandosi
la fronte e il petto, solo una speranza
rimane, strano e cupo Campidoglio:
che la Morte, sospesa in alto come
un nuovo sole si solleva, faccia
sbocciare i fiori del loro cervello !
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La Fine del giorno

Sotto una luce scialba
corre, danza, si torce
senza ragione la Vita
chiassosa ed impudente.
Così, appena la notte
sull’orizzonte si leva,
placando voluttuosa
tutto, perfino la fame,
lavando tutto, perfino
l’onta, il Poeta si dice:

"Ardentemente il riposo
spirito e vertebre ormai
invocano. Con il cuore
pieno di funebri sogni,
mi stenderò, nelle vostre
cortine tutto ravvolto,
o tenebre rinfrescanti!"

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Il Sogno di un curioso

A F. N.
Gustare, come me, tu sai il dolore
saporito, e di te fai che si dica:
"che uomo singolare!"
Ero sul punto
di morire. Si univano nell’anima
innamorata un desiderio misto
d’orrore, un singolare male; angoscia
e vivida speranza, senza umori
di ribellione. Piú andava vuotandosi
la clessidra fatale, piú la mia
tortura m’era aspra e deliziosa;
al mondo familiare tutto il cuore
si strappava. Ero come il bimbo avido
di ciò che vede sulla scena, e che odia
il sipario, un ostacolo. Alla fine
la fredda verità si rivelò:
ero già morto, non sapevo come,
e mi avvolgeva la tremenda aurora.
E come, è tutto qui? La giú la tela
era levata, ed attendevo ancora.
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Charles Baudelaire – Elevazione

Charles Baudelaire
Elevazione

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l’etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
anima mia tu ti muovi con agilità,
*
e, come un bravo nuotatore che fende l’ onda,
tu solchi gaiamente, l’immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà.
*
Via da questi miasmi putridi,
va’ a purificarti nell’aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i limpidi spazi.
*
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d’ala vigoroso
slanciarsi verso campi luminosi e sereni;
*
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
– che plana sulla vita. e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

Charles Boudelaire – Epigrafe per un libro condannato

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Charles Boudelaire

« Questo libro, il cui titolo: Les Fleurs du mal,
dice tutto, è rivestito di una bellezza sinistra e fredda..
.È stato fatto con furore e pazienza »
(lettera di Charles Baudelaire alla madre
Charles Boudelaire
Epigrafe

per un libro condannato

Lettore quieto e bucolico, sobrio
uomo ingenuo e dabbene, getta via
questo mio libro saturnino, orgiastico,
tutto venato di malinconia.

Se non hai fatto il corso di retorica
da Satana, decano scaltro, via
gettalo i Nulla vi comprenderesti
o penseresti che sono un isterico.

Ma se, senza lasciarsi affascinare,
l’occhio tuo sa scrutare negli abissi,
leggimi allora, per sapermi amare;

anima curiosa che t’affanni
e vai cercando il tuo paradiso,
compiangimi, se no ti maledico

Tratto da “I FIORI DE MALE”
Universale Economica Feltrinelli
Febbraio 1977

Charles Baudelaire Armonia della sera


Charles Baudelaire

Armonia della sera

Ecco giungere il tempo in cui, fremente sullo stelo,
come un incensiere fumiga ogni fiore;
nell’’aria della sera profumi e suoni danzano;
valzer malinconico e languida vertigine!

Come un incensiere fumiga ogni fiore;
come un cuore afflitto il violino freme;
valzer malinconico e languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un’’urna d’’oro.

Come un cuore afflitto il violino freme,
un cuore generoso che odia il nulla immenso e nero!
Il cielo è triste e bello come un’’urna d’’oro;
è annegato il sole nel suo sangue denso.

Un cuore generoso, che odia il nulla immenso e nero,
recupera ogni vestigia dal passato luminoso!
È annegato il sole nel suo sangue denso …
il tuo ricordo in me brilla come un ostensorio!

Charles Baudelaire – Elevazione

Charles Baudelaire
Elevazione



Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli,
delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari,
oltre il sole e l’etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
anima mia tu ti muovi con agilità,
*
e, come un bravo nuotatore che fende l’ onda,
tu solchi  gaiamente, l’immensità profonda
con indicibile e maschia voluttà.
*
Via da questi miasmi putridi,
va’ a purificarti nell’aria superiore,
e bevi come un puro e divin liquore
il fuoco chiaro che riempie i  limpidi spazi.
*
Alle spalle le noie e i molti dispiaceri
che gravano col loro peso sulla grigia esistenza
felice chi può con un colpo d’ala vigoroso
slanciarsi verso  campi luminosi e sereni;
*
colui i cui pensieri, come allodole,
verso i cieli al mattino spiccano un volo
– che plana sulla vita. e comprende senza sforzo
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.