Archivi categoria: Francia – Charles Baudelaire

Charles Baudelaire – Lo Scheletro agricoltore

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Charles Baudelaire
Lo Scheletro agricoltore
I
In quelle vecchie illustrazioni ai libri
d’anatomia sopra le bancarelle
qua e là sui polverosi lungo-Senna,
dove dorme, come una mummia antica,
più d’un libro dall’aria cadaverica;
disegni ai quali serietà e sapienza
d’un vecchio artista han dato la Bellezza,
e ciò malgrado la materia triste,
capita di vedere, ultimo tocco
a quegli orrori misteriosi, in atto
di dar di vanga come agricoltori
raffigurati Scorticati e Scheletri.

II

In questo campo che scavate, funebri
e rassegnati contadini, usando
tutta la forza delle vostre vertebre
ovver dei vostri muscoli spellati,
dite, che strana messe raccogliete,
o forzati strappati al cimitero,
a che padrone ricolmar dovete
il granaio? Volete (chiaro e orrendo
emblema d’un destino troppo duro)
far vedere che fino nella fossa
non è sicuro quel promesso sonno;
che verso noi è traditore il Nulla;
che tutto, anche la Morte, ci mentisce,
e che in eterno, ahimè, dovremo forse,
in un paese sconosciuto, l’aspra
terra grattare ed affondar la vanga
col nostro piede nudo e insanguinato?
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Charles Baudelaire – L’Albatro

Charles Baudelaire

L’Albatro

Spesso, per divertirsi, uomini d’equipaggio
catturano degli albatri, vasti uccelli dei mari,
che seguono, compagni indolenti di viaggio,
il solco della nave sopra gli abissi amari.
*
Li hanno appena posati sopra i legni dei ponti,
ed ecco quei sovrani dell’azzurro, impacciati,
le bianche e grandi ali ora penosamente
come fossero remi strascinare affannati.
*
L’alato viaggiatore com’è maldestro e fiacco,
lui prima così bello com’è ridicolo ora!
C’è uno che gli afferra con una pipa il becco,
c’è un altro che mima lo storpio che non vola.
*
Al principe dei nembi il Poeta somiglia.
Abita la tempesta e dell’arciere ride,
esule sulla terra, in mezzo a ostili grida,
con l’ali da gigante nel cammino s’impiglia.

Charles Baudelaire – La Fontana di sangue

Charles Baudelaire

La Fontana di sangue

Mi sembra a volte che il mio sangue scorra
a torrenti, come una fonte scossa
da ritmici singhiozzi. Con un lungo
murmure colar via lo sento, e invano
mi palpo per trovare la ferita.
E via scorre attraverso la città,
come in un campo chiuso, trasformando
selciati in isolotti, dissetando
ognuno, e colorando la natura
di rosso. Molte volte ho domandato
a vini capziosi di assopire
per un giorno il terrore che mi strugge:
il vino fa più limpida la vista,
l’orecchio più sensibile! Ho cercato
nell’amore il gran sonno dell’oblio.
Ma l’amore per me non è nient’altro
che un materasso d’aghi al fine
di dar da bere a crudeli puttane i

Charles Budelaire – Il Vino degli amanti

Charles Budelaire

Il Vino degli amanti

Oggi Io spazio è splendido!
Senza morso, speroni, a briglia sciolta,
via, sul vino, a cavallo,
verso un cielo incantevole e sublime!
Al pari di due angeli
che una febbre implacabile tortura,
dentro il cristallo azzurro del mattino
inseguiamo là in alto
il bel miraggio! Mentre mollemente
di un cerebrale turbine sull’ala
ci culliamo, o sorella,
in un delirio parallelo, a fianco
mi nuoterai: lontano
senza riposo e tregua fuggiremo
incontro al paradiso dei miei sogni

Tratto da “I FIORI DE MALE”

Universale Economica Feltrinelli

Febbraio 1977

Charles Baudelaire – La Distruzione

Charles Baudelaire

La Distruzione

Accanto a me incessantemente s’agita
il Demonio, e mi gira intorno come
aria impalpabile; io l’ingoio e sento
che mi brucia il polmone, e d’un eterno
desiderio colpevole lo colma.
*
A volte, conoscendo l’amor mio
per l’Arte, mi si mostra sotto forma
di donna seducente, e con speciosi
pretesti, comportandosi da ipocrita,
a filtri infami le mie labbra avvezza.
*
In mezzo alle distese solitarie
e profonde del tedio egli mi guida
ansante e affranto di fatica, lungi
dallo sguardo di Dio, e dentro agli occhi
conturbati m’avventa vesti lorde,
ferite aperte e tutto il sanguinoso
triste apparato della Distruzione!

Charles Baudelaire – La Morte degli amanti

 

Charles Baudelaire
La Morte degli amanti

 

Avremo letti pieni di profumi
lievissimi, divani come tombe
profondi, e su scaffali strani fiori
schiusi per noi sotto cieli piú belli.
Usando poi le estreme fiamme a gara,
i nostri cuori saranno due fiaccole
superbe, che le loro doppie luci
rifletteranno dentro i nostri spiriti,
questi specchi gemelli. In una sera
fatta di rosa e di un azzurro mistico,
ci scambieremo un unico baleno,
come un singhiozzo lungo, denso, pieno
di addii. Più tardi un Angelo, le porte
dischiudendo, verrà, lieto e fedele,
per ravvivare gli appannati specchi
e risvegliar le nostre fiamme morte.

Charles Boudelaire – L’anima del vino

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Charles Boudelaire
« Questo libro, il cui titolo: Les Fleurs du mal,
dice tutto, è rivestito di una bellezza sinistra e fredda..
.È stato fatto con furore e pazienza »
(lettera di Charles Baudelaire alla madre

 

L’Anima del vino

 

Nelle bottiglie l’anima del vino
una sera cantava: “Dentro a questa
mia prigione di vetro e sotto i rossi
suggelli, verso te sospingo, o caro
diseredato, o Uomo, un canto pieno
di luce e di fraternità. So bene
quanta pena, sudore, e quanto sole
cocente, sopra la collina in fiamme,
son necessari per donarmi vita
ed infondermi l’anima. Ma ingrato
non sarò, né malefico, ché provo
immensa gioia quando nella gola
cado d’un uomo usato dal lavoro:
il suo petto per me è una dolce tomba
e mi ci trovo meglio che nel freddo
delle cantine. Odi risuonare
i ritornelli delle tue domeniche
e la speranza che bisbiglia dentro
al mio seno che palpita? Coi gomiti
sopra il tavolo mentre ti rimbocchi
le maniche, mi vanterai e contento sarai:
della tua donna affascinata
accenderò lo sguardo; robustezza
ridarò a tuo figlio e i suoi colori,
e sarò per codesto esile atleta
della vita, l’unguento che rafforza
i muscoli dei lottatori. In te
cadrò, ambrosia vegetale, grano
prezioso, sparso dal Seminatore
eterno, perché poi dal nostro amore
nasca la poesia che a Dio rivolta
spunterà in boccio come un raro fiore.”

 

 

 

Tratto da “I FIORI DE MALE”

Universale Economica Feltrinelli

Febbraio 1977