La lettera

clip_image001

Wilfred Owen

La lettera
Presso il B.E.F. IO giugno. Cara moglie,
(maledetta matita. Ehi Bill, molla il coltello).
Mi sento proprio in forma, cara.
La guerra penso finirà quest’anno.
Di quelle teste quadre di tedeschi non se ne vedono
tante.
Non corriamo pericoli. Si mangia mica male.
Ho una voglia matta delle tue ciambelle.
(Dài, Jimmie, non finirti tutto il pane).
Sul momento non ho molto da dirti.
(Le tue che? Piantala, pezzo di somaro!
E ridammi la sigaretta!)
Presto ritorno a casa. Abbi pazienza.
Il piede migliora, te l’ho detto.
È l’ora del riposo. Sta’ tranquilla.
, (VRACH! Cavolo, quella si ch’era vicina).
Forse mamma ti passerà mezza sovrana.
Bacia Nell e Bert. Quando io e te…
(Eh? Miseria! All’erta? All’erta.!
Forza Jim, dammi ‘na mano co’ ‘sto zaino.

Ah! Cristo! M’hanno beccato. Reggi. Ahi che male!
No, al diavolo il tuo iodio. Jim? Vieni qua!
Scrivi alla mia mogliettina, ch’è un tesoro).

Note
La lettera
I B.E.F.: British Expeditionary Force (Corpo di spedizione inglese).
mi sento proprio in forma:
la frase idiomatica l’m in the pink (godo di ottima salute), volta a
rassicurare amici e familiari, era di prammatica nella corrispondenza dal fronte (la quale, del resto, doveva passare attraverso le maglie della censura).

Annunci