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William Butler Yeats – I cigni selvatici a Coole

William Butler Yeats

I cigni selvatici a Coole

Gli alberi sono nella loro bellezza autunnale,
i sentieri del bosco sono asciutti,
nel crepuscolo di ottobre l’acqua
riflette un cielo immobile;
sull’acqua fra le pietre
ci sono cinquantanove cigni.
*
È questo il diciannovesimo autunno
da quando la prima volta li contai;
li vidi, prima che finissi il conto,
tutti all’improvviso alzarsi
e disperdersi volteggiando in grandi cerchi spezzati
sulle ali rumorose.
*
Ammirai quelle splendenti creature
e ora il mio cuore è triste.
Tutto è cambiato da quando io,
ascoltando al crepuscolo
la prima volta, su questa riva,
lo scampagnio delle loro ali sopra il mio capo,
camminavo con passo più leggero.
*
Instancabili, amata e amante,
remano nelle fredde
correnti amiche o scalano l’aria;
i loro cuori non sono invecchiati;
passione o conquista ancora li accompagna
nel loro errante vagare.
*
Ma ora si lasciano andare sull’acqua immobile,
misteriosi, stupendi.
Fra quali giunchi costruiranno il nido,
su quale sponda di lago o stagno
incanteranno occhi umani quando al risveglio
un giorno scoprirò che son volati via?
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William Butler Yeats, – La seconda venuta

William Butler Yeats,
La seconda venuta
Turbinando nel cerchio che si allarga

Il falcone non può sentire il falconiere
Le cose cadono a pezzi, il centro non può tenere.
Pura anarchia dilaga nel mondo
La marea insanguinata s’innalza e dovunque
La cerimonia dell’innocenza è annegata.
I migliori mancano di ogni convinzione mentre i peggiori
Sono pieni di intensità appassionata.
Certo è imminente una rivelazione
Certo è imminente la seconda venuta
La seconda venuta! Difficile pronunciare queste parole
Un ampio squarcio fuor dallo Spiritus Mundi
Tormenta la mia visione;
Da qualche parte nelle sabbie del deserto
Una forma con il corpo di leone e la testa di uomo
Bianco lo sguardo e senza pietà come il sole
Muove le sue cosce lente. Tutto intorno
Spirali fosche di uccelli del deserto.
La tenebra discende: adesso intendo
Che venti secoli di granitico sonno
Erano condannati all’incubo da una culla ondeggiante
E quale bestia orrenda, ora che alfine è venuta la sua ora
Striscia verso Betlemme per venire al mondo?

William Butler Yeats – La rosa del mondo

William Butler Yeats

La rosa del mondo

Chi sognò che bellezza trascorre come un sogno?

Per queste labbra rosse, con tutta la loro fierezza dolente,

Dolente che nessun nuovo prodigio possa accadere,

Troia passò in alto funereo splendore,

E i figli d’Usna perirono.

*

Noi e il mondo travaglioso trascorriamo:

Fra le anime degli uomini, che ondeggiano e si traggon da parte

Come pallide acque nel loro corso invernale,

Sotto le stelle trascorrenti, spuma del cielo,

Sempre vive quest’unico volto.

*

Inchinatevi, arcangeli, nella vostra dimora in penombra:

prima che voi foste, prima che un cuore palpitasse,

Benigna e languida una indugiava presso al Suo seggio;

Ei fece il mondo perché fosse erbosa via

Dinnanzi ai piedi errabondi di lei.

Eric Bogle. – Verdi campi di Francia

Eric Bogle.
Verdi campi di Francia

Come stai, soldato semplice William MacBride?
Ti dà fastidio se mi siedo un po’ qui tra le vostre tombe
E mi riposo un po’ nel caldo sole d’estate?
Ho camminato tutto il giorno e sono stanco morto.
Vedo dalla tua lapide che avevi solo diciannove anni
Quando hai raggiunto gli eroi caduti nel 1916.
Beh, spero che tu sia morto rapidamente e perbene
Oppure, Willie MacBride, è stata una morte lenta e tremenda?
Battevano i tamburi lentamente?
Suonavano piano le cornamuse?
I fucili sparavano mentre ti calavano nella fossa?
I corni cantavano "The Last Post" in coro?
Le cornamuse suonavano "The Flowers o’ the Forest"?
Hai lasciato una moglie o una fidanzata a aspettarti,
e in qualche cuore fedele sei custodito per sempre?
E anche se la tua morte risale al 1916
Per qualche cuore fedele hai per sempre diciannove anni?
Oppure sei solo uno straniero senza neanche un nome
per sempre racchiuso dietro a qualche lastra di vetro
in una vecchia foto strappata, spiegazzata e macchiata
che sta ingiallendo in una cornice di pelle marrone?
Battevano i tamburi lentamente?
Suonavano piano le cornamuse?
I fucili sparavano mentre ti calavano nella fossa?
I corni cantavano "The Last Post" in coro?
Le cornamuse suonavano "The Flowers o’ the Forest"?
Il sole splende adesso su questi verdi campi di Francia,
Un vento caldo soffia piano e danzano i papaveri rossi.
I solchi delle trincee sono scomparsi sotto l’aratro,
Adesso niente più gas, né filo spinato, né fucili.
Ma qui in questo cimitero è sempre Terra di Nessuno,
Le infinite croci bianche stanno a muta testimonianza
Della cieca indifferenza umana verso il prossimo,
Per un’intera generazione massacrata e abbattuta.
Battevano i tamburi lentamente?
Suonavano piano le cornamuse?
I fucili sparavano mentre ti calavano nella fossa?
I corni cantavano "The Last Post" in coro?
Le cornamuse suonavano "The Flowers o’ the Forest"?
E non posso fare a meno di chiedermi ora, Willie MacBride,
Tutti quelli che giacciono qui sanno perché sono morti?
Ci hai creduto davvero quando ti han detto perché?
Hai creduto davvero che quella sarebbe stata l’ultima guerra?
E la sofferenza, la pena, la gloria e la vergogna,
Uccidere e morire – tutto è stato invano.
Perché, Willie MacBride, tutto quanto è successo di nuovo,
Di nuovo, di nuovo, di nuovo, di nuovo.
Battevano i tamburi lentamente?
Suonavano piano le cornamuse?
I fucili sparavano mentre ti calavano nella fossa?
I corni cantavano "The Last Post" in coro?
Le cornamuse suonavano "The Flowers o’ the Forest"?

Phil Ochs – Canzone della guerra di Spagna

Phil Ochs
Canzone della guerra di Spagna

Su, dimmi, ti ricordi di 25 anni fa,
combattevano l’esercito fascista, combattevano il nemico fascista?
Ti ricordi di Franco, il vecchio alleato di Hitler?
Massacrò la democrazia spagnola, morì mezzo milione di uomini liberi.

Ahi, ahi, ahi, ahi –
Te ne chiedi il perché?
Ti sei mai fermato a piangere?

E non dimenticare le chiese e il triste ruolo che giocavano:
crocifissero il loro popolo e fecero il gioco del diavolo.
Ma ora le ferite stanno guarendo col passare del tempo,
così ora mandiamo loro aerei, fucili e riconosciamo il loro crimine.

Ahi, ahi, ahi, ahi –
Te ne chiedi il perché?
Ti sei mai fermato a piangere?

E quindi spendete i vostri dollari da turisti e voltate la testa.
Dimenticate il massacro, è il prezzo che tutti noi dobbiamo pagare,
perché ora il mondo sta combattendo, per vincere tutti dobbiamo piegarci:
spegni la luce nell’anima della liberà. Dormi bene, amico mio.

Ahi, ahi, ahi, ahi –
Te ne chiedi il perché?
Ti sei mai fermato a piangere?

William Butler Yates – A chi gli chiede una poesia di guerra

William Butler Yates

A chi gli chiede una poesia di guerra

Mi par meglio che in tempi come questi

La bocca del poeta si taccia. a dire il vero

Non abbiamo il dono di metter nel giusto un uomo di stato;

Si è immischiato abbastanza chi può far piacere

A una fanciulla nell’indolenza della sua giovinezza,

Oppure a un vecchio in una sera invernale.

William Butler Yeats – Olio e sangue

William Butler Yeats

OLIO E SANGUE

 
In tombe d’oro e lapislazzuli
Corpi di santi e sante trasudano
Olio miracoloso, odore di viole.
Ma sotto grossi cumuli di creta calpestata
Giacciono corpi di vampiri pieni di sangue;
Sanguigni i loro sudari, umide le loro labbra.