Ignazio Buttitta – Incontravo il Signore

Ignazio Buttitta

Incontravo il Signore
Incontravo il Signore per la strada
e gli dissi:
non ti vergogni di camminare scalzo?
Era stanco.
Le ossa rosicchiate dal verme,
la tonaca stracciata
la bocca secca
e cercava acqua.
Faceva pietà a vederlo.
Ma pensando a quello che fece
per il piacere di metterci al mondo
e vederci rubare, odiare,
rincorrere i dinari
e godere del male degli altri,
vi dico la verità:
non spuntò una lacrima
E faceva impressione
un giovanotto di trentatre anni
bello, alto, ossuto,
e gli occhi come uova di colomba
fatti nella paglia
Faceva impressione
quello sguardo d’uomo
che entrava nel cuore
con vento del fiato,
nel cuore come una lingua d’agnello
e tette di madre
Ma pensando a quello che fece
per il piacere di vederci
strappare gli occhi l’uno con l’altro,
scorticare l’uno con l’altro, ammazzarci
e piantare bandiere di vittoria
nelle pance dei morti,
vi dico la verità:
non spuntò una lacrima
Gli dissi solo:
meglio se non nascevi,
non scendevi sulla terra
e non morivi sulla croce.
Noi non saremmo niente,
né foglie né fiori
e nemmanco carne punta dalle api
e mangiata dai vermi.
Non saremmo niente,
nebbie senza tempesta
e senza tuoni e lampi nel cielo
e terremoto sulla terra…
niente
Era stanco,
mi guardava e piangeva
come un’innocente
che sale al patibolo.