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Sylvia Plath – Papà

Sylvia Plath
Papà
Non servi, non servi più,
O nera scarpa, tu
In cui trent’anni ho vissuto
Come un piede, grama e bianca,
Trattenendo respiro e starnuto.
*
Papà, ammazzarti avrei dovuto.
Ma tu sei morto prima che io
Ci riuscissi, tu greve marmo, sacco pieno di Dio,
Statua orrenda dal grigio alluce
Grosso come una foca di Frisco
*
E un capo nell’Atlantico estroso
Al largo di Nauset laggiù
Dove da verde diventa blu.
Un tempo io pregavo per riaverti.
Ach, du.
*
In tedesco, in un paese
Di Polonia al suolo spianato
Da guerre, guerre, guerre.
Ma il paese ha un nome molto usato.
Un mio amico polacco
*
Mi dice che ce n’è un sacco.
Cosi non ho mai saputo
Dov’eri passato o cresciuto.
Mai parlarti ho potuto.
Mi si incollava la lingua al palato.
*
Mi s’incollava a un filo spinato.
Ich, ich, ich, ich,
Non riuscivo a dir più di così.
Per me ogni tedesco era te.
E quell’idioma osceno
*
Era un treno, un treno che
Ciuff-ciuff come un ebreo portava via me.
A Dachau, Auschwitz, Belsen.
Da ebreo mi mettevo a parlare.
E lo sono proprio, magari.
*
Le nevi del Tirolo, la birra chiara di Vienna
Non sono molto pure o sincere.
Per la mia ava zingara e fortunosi sbocchi
E il mio mazzo di tarocchi e il mio mazzo di tarocchi
Qualcosa di ebreo potrei avere.
*
Ho avuto sempre terrore di Te,
Con la tua Luftwaffe, il tuo gregregrè.
E il tuo baffo ben curato
E l’occhio ariano d’un bel blu
Uomo-panzer, panzer O Tu –
*
Non un Dio ma svastica nera
Che nessun cielo ci trapela.
Ogni donna adora un fascista,
Lo stivale in faccia e il cuore
Brutale di un bruto a te uguale.
*
Tu stai alla lavagna, papà,
Nella foto che ho di te,
Biforcuto nel mento anziché
Nel piede, ma diavolo sempre,
Sempre uomo nero che
*
Con un morso il cuore mi fende.
Avevo dieci anni che seppellirono te.
A venti cercai di morire
E tornare, tornare a te.
Anche le ossa mi potevano servire.
*
Ma mi tirarono via dal sacco,
Mi rincollarono i pezzetti.
E il da farsi così io seppi.
Fabbricai un modello di te,
Uomo in nero dall’aria Meinkampf,
*
E con il gusto di torchiare
E io che dicevo sì, sì.
Papà, eccomi al finale.
Tagliati i fili del nero telefono
Le voci più non ci possono miagolare.
*
Se ho ucciso un uomo, due ne ho uccisi –
Il vampiro che diceva esser te
E un anno il mio sangue bevé,
Anzi sette, se tu
Vuoi saperlo. Papà, puoi star giù.
*
Nel tuo cuore c’è un palo conficcato.
Mai i paesani ti hanno amato.
Ballano e pestano su di te.
Che eri Tu l’hanno sempre saputo.
Papà, papà, bastardo, ho finito.

Charles-Bukowski – Lancia-il-dado

Charles-Bukowski
Lancia-il-dado

Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate, mogli, parenti, impieghi
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza,
di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze.
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo.
Non esiste sensazione altrettanto bella.
Sarai solo con gli Dei.
E le notti arderanno tra le fiamme.
Fallo, fallo, fallo. FALLO!
Fino in fondo, fino in fondo.
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta.
È l’unica battaglia giusta che esista.

Allen Ginsberg – America

Allen Ginsberg
America
America ti ho dato tutto e ora non sono nulla.
America nelle tasche ho due dollari e ventisette centesimi, 17 Gennaio 1956.
Non sopporto la mia mente.
America quando avrà termine la guerra tra gli uomini?
America fatti inculare assieme alla tua bomba atomica.
Non mi sento bene non stressarmi.
Non scriverò il mio poema se prima non cesserà la mia follia.
America quando sarai angelica?
Quanto scaglierai per terra i tuoi abiti?
Quando ti osserverai attraverso la tua tomba?
Quando esulterai per la presenza dei tuoi milioni di Trotzkisti?
America perché le tue libreria sono piene di lacrime?
America quando porterai le tue uova in India?
Sono stufo delle tue richieste illogiche.
Quando potrò andare al supermarket e comprare ciò
di cui ho bisogno con questa mia bella faccia?
America dopo tutto te ed io siamo perfetti non il resto del mondo.
Il tuo Sistema per me è insopportabile.
Tu hai cercato di trasformarmi in un santo.
Ci devono essere altri modi per affrontare questi argomenti.
Burroughs è a Tangeri io non penso che tornerà indietro è minaccioso.
Stai per diventare anche tu minacciosa o è solo una beffa?
Cerco di venire al punto.
Mi rifiuto di cedere alla mia ossessione.
America smettila di torturarmi so cosa sto facendo.
America i seni avvizziti stanno cadendo.
Non ho letto i giornali per mesi interi, ogni giorno
Qualcuno è processato per omicidio.
America mi riempio di emozioni pensando ai Wobblies.
America sono comunista da sempre e non sono pentito.
Fumo marijuana ogni volta che posso.
Sono immobile da giorni nella mia casa e fisso le rose
nel mio armadio.
Quando mi reco a Chinatown bevo sino a star male senza mai riposarmi.
La mia testa è fuori controllo forse ci saranno complicazioni.
Mi avrai visto mentre leggevo Marx.
Il mio psicanalista ritiene che io abbia tutte le rotelle al posto giusto.
Non intesserò mai lodi al Signore.
Io ho solo visioni mistiche e vibrazioni cosmiche.
America ancora non ti ho detto cosa hai fatto a mio zio
Max dopo il suo ritorno dalla Russia.***
Sto parlando con te.Le tue emozioni continueranno ad essere soffocate dal Time?
Io sono ossessionato dal Time.
Lo leggo ogni settimana.
Parlo solo con me stesso, nuovamente.
La sua copertina m osserva ogni volta che passo oltre
l’angolo del negozio di caramelle.
Lo leggo ogni volta nello scantinato della Libreria Pubblica di Berkeley.
Affronta ogni volta il tema della responsabilità.
Gli uomini d’affari sono seri. I produttori di film sono seri.
Tutti sono seri tranne me.
Io sono americano.
Parlo nuovamente con me stesso.***
L’Asia si ribella contro di me.Io non ho le stesse forze di un cinese.
Dovrei considerare le potenzialità della mia Nazione.
La mia Nazione possiede due canne di marijuana
Milioni di genitali una letteratura intima, non pubblicabile,
che viaggia a 1400 miglia l’ora, e venti- cinque- mila manicomi.
Non mi soffermo sulle mie prigioni non mi soffermo sui milioni
di poveri cristi che vivono nel mio portafiori
sotto la luce di cinquecento soli.
Io ho abolito le case chiuse di Parigi, Tangeri è la prossima
meta da raggiungere.
Il mio obiettivo è divenire Presidente pur essendo Cattolico.
America quando potrò scrivere una litania sacra utilizzando
stile da idioti?
***
America tu non vuoi davvero fare la guerra.
America è tutta colpa dei Russi.
Solo colpa dei Russi, i Russi e i Cinesi.
E i Russi.
La Russia vuole mangiarci vivi. Il potere della Russia
è folle. La Russia vuole prendere le nostre auto e portarle
fuori dal garage.
La Russia vuole fottere Chicago. Ha bisogno di un Readers’ Digest
rosso. La Russia vuole che le nostre auto arrivino in Siberia.
La grande burocrazia corre lungo le stazioni stracolme.
Non è una buona idea. No! Gli Indiani impareranno a leggere.
Ci sarà bisogno di grandi neri. Hah. La Russia ci farà lavorare
per sedici ore al giorno. Aiuto.
America ciò è davvero serio.
America questa è l’impressione che si ha guardando
i programmi che mandano in televisione.
America le cose stanno davvero così?
***
America ti dono le mie spalle da checca in silenzio.

Sylvia Plath – Lady Lazarus

 

Sylvia Plath

Lady Lazarus

L’ho rifatto
Un anno ogni dieci
Ci riesco

Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
Splendente come un paralume nazi, il mio
Piede destro,

Un fermacarte
La mia faccia un anonimo, perfetto
Lino ebraico.

Via il drappo,
O mio nemico!
Faccio forse paura?

Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti?
Il fiato puzzolente
In un giorno svanirà.

Presto, ben presto la carne
Che il sepolcro ha mangiato si sarà
Abituata a me

E io sarò una donna che sorride.
Non ho che trent’anni.
E come il gatto ho nove vite da morire.

Questa è la Numero Tre.
Quale ciarpame
Da far fuori a ogni decennio.

Che miriade di filamenti.
La folla sgranocchiante nocioline
Si accalca per vedere

Che mi sbendano mano e piede
Il grande sporgliarello.
Signori e signore, ecco qui

Queste sono le mie mani,
I miei ginocchi.
Sarò anche pelle e ossa,
Ma pure sono la stessa, identica donna.
La prima volta sucesse che avevo dieci anni.
Fu un incidente.

Ma la seconda volta ero decisa
A insistere, a non recedere assolutamente.
Mi dondolavo chiusa

Come una conchiglia.
Dovettero chiamare e chiamare
E staccarmi via i vermi come perle appiccicose.

Morire
É un’arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in un modo eccezionale.

Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammetterete che ho la vocazione.

È facile abbastanza da farlo in una cella.
È facile abbastanza da farlo e starsene lì.
È il teatrale

Ritorno in pieno giorno
A un posto uguale, uguale viso, uguale animale
Urlo divertito:

“Miracolo!”
È questo che mi ammazza.
C’è un prezzo da pagare

Per spiare le mie cicatrici, c’e’ un prezzo da pagare
Per auscultare il mio cuore
Eh sì, batte.

E c’è un prezzo, un prezzo molto caro,
Per una toccatina, una parola,
O un po’ del mio sangue

O di capelli o un filo dei miei vestiti.
Eh sì, Herr Doktor.
Eh sì, Herr nemico.

Sono il vostro opus magnum.
Sono il vostro gioiello,
Creature d’oro puro
Che a uno strillo si liquefà.
Io mi rigiro e brucio.
Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà.

Cenere, cenere
Voi attizzate e frugate.
Carne, ossa, non ne trovate

Un pezzo di sapone,
Una fede nuziale,
Una protesi dentale.

Herr Dio, Herr Lucifero,
Attento,
Attento.

Dalla cenere io rinvengo
Con le mie rosse chiome
E mangio uomini come aria di vento.

Richard Yates – Un aviatore irlandese prevede la sua morte,

Richard Yates

Un aviatore irlandese prevede la sua morte,

 

Sento che troverò il mio fato
In un luogo tra le nuvole lassù;
Coloro ch’io combatto io non odio,
Coloro ch’io difendo io non amo;
Il mio paese è Kiltartan Cross,
Etnici compaesani i suoi pezzenti,
Non può alea nessuna menomarli
O rendere più lieti che in passato.
Non legge né dovere m’imposero la guerra,
Non uomini politici, né folle plaudenti,
Un impulso gioioso e solitario
Trasse a questo tumulto fra le nubi;
Ho soppesato tutto, valutato ogni cosa,
Gli anni avvenire parvero uno spreco di fiato,
Spreco di fiato gli anni del passato,
In bilico con questa vita, questa morte.

Emily Dickinson – Se dovessi morire

Emily Dickinson

Se dovessi morire,

Se io dovessi morire –
E tu dovessi vivere –
E il tempo gorgogliasse –
E il mattino brillasse –
E il mezzodì ardesse –
Com’è sempre accaduto –
Se gli Uccelli costruissero di buonora
E le Api si dessero altrettanto da fare –
Ci si potrebbe accomiatare a discrezione
Dalle imprese di quaggiù!
È dolce sapere che i titoli terranno
Quando noi con le Margherite giaceremo –
Che il Commercio continuerà –
E gli Affari voleranno vivaci –
Rende la partenza tranquilla
E mantiene l’anima serena –
Che gentiluomini così brillanti
Dirigano la piacevole scena!

Bob Dylan – Vicolo della desolazione

Bob Dylan

Vicolo della desolazione

Vendono cartoline dell’impiccagione
E colorano i passaporti di marrone
Il salone di bellezza è pieno di marinai
Il circo è in città
Ecco che arriva il commissario cieco
Lo hanno fatto entrare in trance
Una mano è legata al funambolo
E l’altra è nei suoi pantaloni
E le squadre anti-sommossa sono irrequiete
Hanno bisogno di un posto dove andare
Mentre la mia signora ed io ci affacciamo
Nel vicolo della desolazione
*
Cenerentola sembra così tranquilla
Ci vuole uno come lei per capirla
Sorride e si mette le mani nelle tasche posteriori
Alla Bette Davis
Ed arriva Romeo che si lamenta
"Credo che tu appartenga a me"
e qualcuno dice "Sei nel posto sbagliato, amico
faresti meglio ad andartene"
E l’unico suono che rimane
Dopo che se ne sono andate le ambulanze
è Cenerentola che spazza la strada
nel vicolo della desolazione
*
Ora la luna è quasi completamente nascosta
Ed anche le stelle cominciano a scomparire
Anche la cartomante
Ha messo a posto tutte le sue cose
Tutti tranne Caino e Abele
Ed il gobbo di Notre Dame
Stanno facendo l’amore
O aspettano la pioggia
Ed il buon samaritano si sta vestendo
Si sta preparando per lo show
Andrà al carnevale stanotte
Al vicolo della desolazione
*
Ora Ofelia è vicino alla finestra
Sono molto preoccupato per lei
Al suo ventiduesimo compleanno
È già una vecchia zitella
Per lei la morte è alquanto romantica
Indossa una maglia d’acciaio
La sua professione è la sua religione
Il suo peccato è la mancanza di vita
E sebbene i suoi occhi siano fissi
sul grande arcobaleno di Noè
Lei passa il suo tempo a sbirciare
Nel vicolo della desolazione.
*
Einstein camuffato da Robin Hood
Con i suoi ricordi in un baule
È passato da qui un’ora fa
Con il suo amico, un monaco geloso
Ora sembra così immacolatamente spaventoso
Mentre scrocca una sigaretta
poi se ne va via annusando i tubi di scarico dell’acqua
E recitando l’alfabeto
Non lo penseresti mai guardandolo
Ma era famoso qualche tempo fa
Per suonare il violino elettrico
Nel vicolo della desolazione
*
Il dottor Sudiciume tiene il suo mondo
In una tazza di cuoio
Ma tutti i suoi pazienti asessuati
Stanno cercando di tirarlo fuori
La sua infermiera una provinciale fallita
è incaricata del buco del cianuro
Ed inoltre tiene le carte che recitano
"Abbi Pietà dell’Anima Sua"
Tutti soffiano nei fischietti
Li puoi sentire suonare
Se sporgi la tua testa abbastanza
nel vicolo della desolazione
*
Aldilà della strada hanno inchiodato le tende
Si stanno preparando per la festa
Il fantasma dell’opera
in una perfetta immagine da prete
Stanno imboccando Casanova
Per farlo sentire più sicuro
Poi lo uccideranno con l’eccessiva sicurezza di sè
Dopo averlo avvelenato di parole
Ed il fantasma sta gridando a ragazze pelle ed ossa
"Via di qui se non lo sapete"
Casanova è stato punito per essere andato
Nel vicolo della desolazione"
*
A mezzanotte tutti gli agenti
E la ciurma sovrumana
Vengono fuori ed arrestano tutti quelli
Che ne sanno più di loro
Poi li portano alla fabbrica
Dove la macchina per l’infarto
È fissata sulle loro spalle
E poi il cherosene
È portato giù dai castelli
Da assicuratori che vanno
A controllare che nessuno stia scappando
Dal vicolo della desolazione
*
Sia lode al Nettuno di Nerone
Il Titanic salpa all’alba
E tutti stanno gridando
"Da che parte stai ?"
ed Ezra Pound e T. S. Eliot
combattono nella torre di comando
mentre cantanti di calipso ridono di loro
ed i pescatori tengono fiori
tra le finestre del mare
dove amabili sirene nuotano
e nessuno deve preoccuparsi troppo
del vicolo della desolazione
*
Sì, ieri ho ricevuto la tua lettera
(Riguardo a quando la maniglia della porta si è rotta)
Quando mi hai chiesto cosa stavo facendo
Era una specie di scherzo?
Tutte questa persone alle quali accenni
Sì, le conosco e sono abbastanza deboli
Ho dovuto riordinare le loro facce
E assegnare a tutte un altro nome
Ma ora non riesco a leggere molto bene
Non mandarmi più lettere, no ,
Non finchè continuerai a inviarle
dal vicolo della desolazione