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Paul Celan Corona

Paul Celan

Corona

L’autunno mi bruca dalla mano la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l’affanno abbia un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.

È tempo.

Nelly Sachs – [Protetti sono gli amanti]

Nelly Sachs
[Protetti sono gli amanti]

Protetti sono gli amanti
sotto il cielo murato.
Un elemento misterioso gli dà il fiato
e fanno vivere le pietre
e tutto ciò che cresce
trova ormai una patria solo in loro.
*
Protetti sono gli amanti
e solo per loro gli usignoli continuano a cantare
e non sono morti nella sordità
e le quiete leggende del bosco, i caprioli,
soffrono per loro in mansuetudine –
*
Protetti sono gli amanti,
vedono il dolore nascosto del tramonto
sanguinare sul ramo di un salice ‑
e di notte si esercitano sorridendo alla morte,
la quieta morte,
con ogni fonte che stilla in nostalgia.

Nelly Sachs – E’ l’ora planetaria dei fuggiaschi]

Nelly Sakh
E’ l’ora planetaria dei fuggiaschi]

E’ l’ora planetaria dei fuggiaschi.
E’ la fuga travolgente dei fuggiaschi
nella vertigine, la morte!
*
E’ la caduta stellare dalla magica prigione
del focolare, del pane, della soglia.
*
E’ il frutto nero della conoscenza,
angoscia! Spento sole d’amore
in fumo! È il fiore della fretta
stillante sudore! Sono i cacciatori
fatti di nulla, solo di fuga.
*
Sono i cacciati, che portano nelle tombe
i loro mortali nascondigli.
È la sabbia, atterrita,
con ghirlande di commiato.
*
È la terra che s’affaccia all’aperto,
il suo respiro mozzato
nell’umiltà dell’aria.

Nelly Sachs – (Pronti sono i paesi a sollevarsi]

Nelly Sachs

(Pronti sono i paesi a sollevarsi]

Pronti sono i paesi a sollevarsi
dall’atlante.
A scrollarsi il loro involucro stellare
e annodarsi sulla schiena
i fasci azzurri dei loro mari,
a mettersi, berretti sul fumo dei capelli,
le montagne dalle radici ardenti.

Pronti a portare nel bagaglio
l’ultimo peso di tristezza, questa crisalide
sulle cui ali un giorno
termineranno il viaggio.

Nelly Sachs – [Popoli della terra]

Nelly Sachs

[Popoli della terra]

Popoli della terra,
voi che vi avvolgete come gomitoli di refe
con la forza di astri sconosciuti,
che cucite e disfate nuovamente,
che entrate nella confusione dei linguaggi
come in alveari
per pungere nel miele
e venir punti –
*
Popoli della terra,
non distruggete l’universo delle parole,
non tagliate con lame d’odio
la voce nata con il respiro.
*
Popoli della terra,
che nessuno pensi morte quando dice vita
e non sangue quando dice culla –
*
Popoli della terra,
lasciate alla fonte le parole
che loro sole fanno avanzare gli orizzonti
cieli
e con l’altro lato,
maschera dietro cui sbadiglia la notte,
aiutano le stelle a partorire.

Nelly Sachs – [Se venisse qualcuno]

Nelly Sachs
[Se venisse qualcuno]

Se venisse qualcuno di lontano
e parlasse una lingua che maschera i suoni
con il nitrito della giumenta
o
con il pigolio
dei giovani merli
oppure come una stridula sega che lacera ogni vicinanza –
Se venisse qualcuno
di lontano
con i movimenti di un cane
o
forse di un topo
e fosse inverno
dagli vestiti caldi
può darsi anche
che abbia il fuoco sotto i piedi
(forse ha cavalcato una meteora)
non lo sgridare
se il tuo tappeto bucato si lamenta –

Uno straniero porta sempre
la sua patria fra le braccia
come un’orfana
per la quale forse
cerca solo una tomba.

Paul Celan – Il Salmo

 

Paul Celan
Il Salmo

 

Nessuno c’impasta di nuovo, da terra e fango,
Nessuno insuffla la vita alla nostra polvere.
Nessuno.
*
Che tu sia lodato, Nessuno.
È per amor tuo
che vogliamo fiorire.
Incontro a
te.
*
Noi un Nulla
fummo, siamo,
resteremo, fiorendo:
la rosa del Nulla,
la rosa di Nessuno.
*
Con
lo stimma anima-chiara,
lo stame ciel-deserto,
la corona rossa
per la parola di porpora
che noi cantammo al di sopra,
ben al di sopra
della spina.