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Rebecca Matlou – Nostalgia

Rebecca Matlou

Nostalgia

Nostalgia tu non sei ripugnante
perciò mi sciogli il cuore
rompendolo in languidi frantumi
si, desidero ardentemente essere redentore
perché…..
Laggiù esseri umani vengono calpestati
Laggiù bambini vengono schiacciati
nonne macabramente polverizzate
divengono concime .
Laggiù, le strade sono vasche di sangue
Dove l’uomo viene dilaniato
dilaniato.. .
ecco anime in gabbia con catene
incatenate sino a che i loro polsi siano straziati
meccanicamente massacrate sino a ridurle cose
dolenti di fame e di animo
Tempesta sui ghetti senza tetto
veglia che piange i caduti
i caduti…..
Ecco dei modelli di dolore inflitto
Ecco gli umori contrastati dilaniati
da vermi che devono nutrire il seme del sadismo…
nostalgia tu non sei ripugnante.

Mongane Wally Serate – Il prigioniero politico

Mongane Wally Serate Il prigioniero politico
Avevo voglia di parlare
e dire con parole così numerose quanto granelli di sabbia,
L’altro lato della fortezza di pietra.
*
Avevo trovato una vedova che viaggiava
passando oltre i prigionieri con della legna da ardere
Questa è la donna che mi ha impedito di dormire
Che mi aveva colmato di sogni.
*
Il sogno è sempre lo stesso;
Gira su un ancora sin a quando trova un posto dove fissarsi:
tesse la sua rete di ragno con le ore.
*
Un bel giorno qualcuno arriva ed apre il portone
Il sole fa esplodere il suo fuoco
Disseminando le sue fiamme sulla terra,
toccando la sorgente dell’umanità.
*
Dietro di noi, vi sono montagne
Dove la vedova è abbandonata.
Lì ella rimane incapace di partorire

Mahmùd Hasan Ismà’il – Dalle lacrime dei rifugiati

Nel mio corpo, nella mia testa, nel mio sangue,

E tutto in me lo afferma.
Non so da dove vengo,
Ma so che arrivo.
Perpetue Kassy

Mahmùd Hasan Ismà’il

Dalle lacrime dei rifugiati

Fratello, il vento del buio
ha strappato la mia casa
e miei giorni.
Mi ha condotto in questa terra
con questo corpo insanguinato.
Questo spettro espulso
con la sua tristezza grida :
Dov’è la terra di Dio,
dove posso sostare
dov’è la terra
che mi ospita e allevia
i miei dolori ?
Qui nella tenda
della diffamazione
della crudeltà e della falsità
trovo il mio rifugio
come sepolcro dimenticato.
Bevo il mio sbigottimento,
le mie lacrime
dalle mani del ciclone.
Le mie lacrime
scorrono mute
nel silenzio delle tenebre

Leopold Pindy Mamonsono – Incubo d’inferno

Leopold Pindy Mamonsono
Incubo d’inferno

Intorno ad un cratere
Una colomba di sogno annunciò
prossimamente il fuoco
E l’alba pianse
D’un rantolo infinito
ed il mare spruzzò, inesauribile
E la terra gridò
i suo tormenti di madre
Ed il mostro ferito
Lo caricò a testa bassa
l’Apartheid era vinto.

Klaus Maphepha – Shaperville

Klaus Maphepha

Shaperville

Assai funeste sono queste lunghe stagioni secche
invase da quel baobab
da noi piantato con mani straniere
*
Siamo degli urlatori muti
sebbene lanciamo delle urla
*
Sotto il torcersi delle nostre braccia supplicando il carnefice.
*
Delle sonde incisive, penetrano ed escono
Come terapeutici avvenimenti dello spirito
*
Ma il seme che ha colpito quest’occhio
non sarà mai buttato fuori
*
La carne si imputridisce a contatto del seme straniero
piangendo come l’occhio a contatto di un granello di sabbia
*
Questa linfa amara inonderà i pori
attraverso il filtro arriva alla sede delle scorte
tessendo la treccia di foglie antiche
*
Quando alla fine ci alzeremo
quest’aria calda ci raffredderà con una pedata
consegnando il messaggio:
riposo attraverso il nostro pianto

Klaus Maphepha – Ci occorre denaro

E i figli miei lasciarono la quieta nudità

Per l’uniforme di ferro e di sangue
E più non ci siete, neppur voi
Tam-Tam delle mie notti, Tam-Tam dei miei padri
Le catene della schiavitù han straziato il mio cuore!
Ndjock Ngana

Klaus Maphepha

Ci occorre denaro

Ci occorre denaro
per acquistare la nostra nascita
per così dire.
non ci occorre denaro
per acquistare la nostra morte.
non abbiamo una fede abbastanza grande
per acquistare il nostro paese
con dei diamanti
ma abbiamo tanto di quel sangue da perdere
per ricordare tutto.
con tenacia i nostri ricordi si incolleranno a noi
come un pantalone a buon mercato
al vento

Klaus Maphepha – Terrore nelle città nere

Klaus Maphepha

Terrore nelle città nere

La paura della notte
impesta questa città
come una mosca intrappolata
nella complessità di una ragnatela.
*
Il fischio di un motore a vapore
è il sospiro di una prostituta
reso più acuto dal silenzio;
*
La notte porta al raffronto di detenzioni senza pietà
alla seconda ora
dopo la mezzanotte
e patisce
*
Ho paura di quelle case diroccate
senza bambini
Sono forse morti
vittime del giudizio del terrorismo?
*
non sento più
il brontolio di un utente
e del suo interlocutore
Hanno cucito loro le bocche con il filo della reticenza?
Voglio dire quelli che vedono?
*
Il silenzio è così voluttuoso
così voluttuoso qui
Ma chi può parlare
senza evidenza?
o piangere senza sfinimento?
*
Nero della notte
per la tua nicchia
cammini lungo gli ebbri sentieri.

Rebecca Matlou – Tempesta interiore

Rebecca Matlou

Tempesta interiore

Questa tempesta nel tuo seno materno

non dovrebbe erodere il fertile suolo
per disseccarsi nel corso di tanti anni
La stagione della fioritura è arrivata
per nutrire il tuo scarno volto ossuto mormora con forza
parole che martellano ciò che questo giorno porta
le tue labbra tremule ed il tuo corpo convulso
fanno eco al tanto atteso ritmo della comprensione
come acconsenti con la tua grigia testa madre
sostituisci la mia assenza con la tua matura collera
quelle gocce d’acqua che imperlano il tuo volto
mi riporteranno a te più determinato di ieri a vincere
gli instancabili sforzi del mostro
vieni dunque….lascia che il tuo corpo sia inondato dal tuo zelo.
*
Profumata, l’aria droga la sua vittima
volteggiando nel vento dei ‘consigli
andando e venendo andando e venendo
viaggia nel cerchio della follia
l’occhio dell’ aldilà l’osserva furtivamente
come per avvertirlo

*

L’Est diviene Ovest, Nord sud
Perché allora non danzi madre al ritmo di questo tamtam?
Amato e divertito l’eco salvatore
fa fiorire il suolo e non vacilla mai
affila la tua voce sino a che il suono del tamtam
anneghi il lamento del mostro che chiede perdono
danza e deridi il suo animo tormentato
non porre rimedio al suo spirito ventoso ventoso
danza e prenditi gioco di lui
danza e mostra il tuo disprezzo

Klaus Maphepha – Vi è un maiale

Klaus Maphepha
Vi è un maiale

Vi è un maiale
nel Waarheidkamer
Vi è fetore
in quella enclave di sicurezza
della sicurezza di Stato
*
Laggiù vi è un maiale.
Il maiale che si chiama
Mark Geldenhuys.
*
Ha studiato nella "CIA"
in America
ritornandone con un diploma
di sadismo.
Ma come sapete i bruti
non sono intelligenti, stupidamente dalla cima
delle scale
Egli manovra il suo rozzo rilevatore di menzogne.

Klaus Maphepha – Io sono l’esiliato

« Unitevi! Mobilitatevi! Lottate!
Tra l’incudine delle azioni di massa ed
il martello della lotta armata dobbiamo
annientare l’apartheid! »
Nelson Mandela

*

Klaus MaphephaIo
sono l’esiliato *
Sono l’esiliato
il giramondo
(Il trovatore
checché se ne dica)
Sono gentile, calmo
e camminando con passo sognatore
assorto nella pianificazione,
Sono cortese sino al servilismo.
Ma lamenti riempiono gli alveoli del mio cuore
E nella mia testa
dietro i miei occhi tranquilli
Sento le urla e le sirene.