Archivi categoria: URSS

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Non uscirò incontro alla gente

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Non uscirò incontro alla gente

Non uscirò incontro alla gente,
mi spaventa il biasimo e le lodi.
Davanti a Te Sola risponderò
di quello che tutta la vita ho taciuto.

Capisco coloro che tacciono
e amo chi è volto all’ascolto:
oltre le parole, di tra il rombo indistinto
si spargerà il luminoso Spirito.

Uscirò alla festa del silenzio,
non noteranno il mio sembiante.
Ma, in me è recondito il sapere
sull’amore per Te senza fine.

14 gennaio 1903
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Canti Popolari Russi – Fratelli ci cacciano lontano

Canti Popolari Russi

Fratelli ci cacciano lontano

Fratelli, ci cacciano lontano
Verso le steppe dell’Estremo Oriente,
Lontan-lontano dalla natia terra,
Oimè, ritorneremo da questa guerra?
Forse ché in Russia lo spazio ci manca
Se fino in Cina, fratelli, ci mandan?
Se i nobili di qui, hanno tutto arraffato
Han colpa i giapponesi di questo stato?
Ci aspetta il freddo, ci aspetta la fame,
La mitraglia ed il piombo nemico.
Chi ci comanda, gli schifosi capi
Affondano nel grasso, e noi dobbiamo
Pagare per le lor fanfaronate,
Esporre il petto alle palle nemiche.

Anna Andreevna Achmatova – Dante

Anna Andreevna Achmatova

DANTE
Il mio bel San Giovanni
Dante
Neppure dopo morto ritornò
nella sua vecchia Firenze.
Partendo non si volse indietro,
ed io a lui canto questo canto.
Fiaccole, notte, ultimo abbraccio,
oltre la soglia, selvaggio il grido del destino.
Le scagliò dall’inferno il suo anatema,
non la poté scordare in paradiso.
Ma scalzo, in panni da penitente
e cero acceso, non passò mai
per la sua Firenze agognata
, perfida, vile, attesa così a lungo…

Vladimir Vladimirovič Majakovskij – All’amato me stesso

Vladimir Vladimirovič Majakovskij
All’amato me stesso

Quattro. Pesanti come un colpo.
“A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”.
Ma uno come me dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?
S’io fossi piccolo come il grande oceano,
mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l’alta marea,
accarezzando la luna.
Dove trovare un’amata uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!
O s’io fossi povero come un miliardario…
Che cos’è il denaro per l’anima?
Un ladro insaziabile s’annida in essa:
all’orda sfrenata di tutti i miei desideri
non basta l’oro di tutte le Californie!
S’io fossi balbuziente come Dante o Petrarca…
Accendere l’anima per una sola, ordinarle coi versi…
di struggersi in cenere.
E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto
le amanti di tutti i secoli.
O s’io fossi silenzioso, umil tuono… Gemerei stringendo
con un brivido l’intrepido eremo della terra…
Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa.
Le comete torceranno le braccia fiammeggianti,
gettandosi a capofitto dalla malinconia.
Coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
s’io fossi appannato come il sole…
Che bisogno ho io d’abbeverare col mio splendore
il grembo dimagrato della terra?
Passerò trascinando il mio enorme amore
in quale notte delirante e malaticcia?
Da quali Golia fui concepito
così grande,
e così inutile?

Aleksandr Aleksandrovic Blok – È terribile il freddo delle sere

Aleksandr Aleksandrovic Blok

È terribile il freddo delle sere

È terribile il freddo delle sere,
il loro vento che picchia con angoscia,
l’inquieto frusciare sulla strada
di passi inesistenti.

La fredda linea del crepuscolo
è come il ricordo di un male vicino
e il segno certo che noi siamo dentro
un cerchio non aperto.

luglio 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Divampano simboli occulti

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Divampano simboli occulti

Divampano simboli occulti
sul muro sordo, inerte.
Dorati, rossi papaveri
gravano sopra il mio sonno.

Mi celo negli antri notturni
e non rammentano gli austeri prodigi.
All’alba le azzurre chimere
si specchiano in chiari cieli.

Fuggo negli istanti passati,
dalla paura serro gli occhi,
sui fogli d’un libro che gela,
una treccia d’oro di fanciulla.

Su me il cielo è ormai basso,
nero sonno mi grava sul petto.
La fine predestinata è vicina,
e guerra e fiamme mi stanno davanti.

ottobre 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Entro nei templi tenebrosi

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Entro nei templi tenebrosi
*
Entro nei templi tenebrosi
compio un povero rito.
Attendo là la Bellissima Dama,
nello scintillio di rosse lampade.
*
Nell’ombra, presso un’altra colonna,
sussulto al cigolare delle porte.
Ma mi guarda in viso, illuminata,
solo l’immagine, il sogno di Lei.
*
Oh, sono avvezzo a queste icone
della solenne Eterna Sposa!
Fuggono in alto per i cornicioni
sorrisi, favole e sogni.

Oh, Sacra, come le candele sono
come consolanti le Tue fattezze!
non sento né sospiri, né parole,
ma io credo, Amata: sei Tu.

25 ottobre 1902