Kurt Tucholsky – Il fatterello

libro 4

Kurt Tucholsky

Un fatterello

Il calzettaio e il giovane contadino di notte si erano spostati in un’altra buca. Perché l’avessero fatto non lo sapevano. Era stato detto loro di farlo. L’avevano detto dei signori che sapevano leggere e scrivere. Nell’altra buca vennero presi quella notte stessa; e poiché avevano il vestito di un altro colore, vennero picchiati ben bene e rinchiusi dentro un edificio. Quindi un avvocato seduto dietro un tavolo – com’era contento di poter stare seduto là dietro! – si mise a scrivere tutto quello che il calzettaio e il contadino gli seppero dire. C’era anche un oste che li picchiava se non dicevano abbastanza. Passò poi uno a dire che li avrebbero uccisi e da quel momento due persone – uno spaccapietre e un giovanotto che ancora non aveva un mestiere e viveva con i genitori – fecero loro la guardia.

,Ci volevano ventiquattro uomini per uccidere quei due. Se ne presentarono, volontariamente, ottanta. Ottanta. Gente di tutti i tipi: sposati e celibi, timidi e sfrontati, vigorosi e flaccidi. Normalmente bravissime persone, che non avevano mai fatto male a nessuno ed ora, una volta tanto, volevano vedere che effetto fa quando uno viene ucciso. Meglio ancora, volevano essere loro a uccidere. Perché tanto era permesso … Il comando ce l’aveva un commerciante di carbone.

All’alba di quel giorno il triste corteo fece la sua apparizione sull’immenso campo di neve a sud del villaggio. Avanti a tutti il contadino e il calzettaio, tra due uomini di quelli scelti tra gli ottanta: un medico di una grande città, che non aveva mai visto niente di simile ed era curioso di vederlo, e il commerciante di carbone con i suoi uomini. Quei due nelle loro giacchette sottili tremavano di freddo e di paura. Il corteo si arrestò dietro al fienile. L’avvocato, che si era unito agli altri, fece vedere ai due un pezzo di carta, ma loro avevano freddo e poi non sapevano leggere. Vennero messi contro dei paletti neri. Il commerciante di carbone disse ai suoi di caricare i fucili. Lo disse molto forte, benché si trovasse vicino a loro. Avrebbe voluto che ci fosse stata sua moglie a vederlo, lui che di solito vendeva carbone, ma ora qui poteva uccidere due persone. Partirono i colpi. I due caddero come sacchi vuoti. Il medico della grande città andò ad esaminarne le ferite. Poi li sotterrarono.

Ho dimenticato di dire che erano tutti mascherati: i giustiziati da soldati serbi, i boia da soldati tedeschi.

1921

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