Archivi categoria: URSS – Aleksander Blok

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Non uscirò incontro alla gente

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Non uscirò incontro alla gente

Non uscirò incontro alla gente,
mi spaventa il biasimo e le lodi.
Davanti a Te Sola risponderò
di quello che tutta la vita ho taciuto.

Capisco coloro che tacciono
e amo chi è volto all’ascolto:
oltre le parole, di tra il rombo indistinto
si spargerà il luminoso Spirito.

Uscirò alla festa del silenzio,
non noteranno il mio sembiante.
Ma, in me è recondito il sapere
sull’amore per Te senza fine.

14 gennaio 1903
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Aleksandr Aleksandrovic Blok – È terribile il freddo delle sere

Aleksandr Aleksandrovic Blok

È terribile il freddo delle sere

È terribile il freddo delle sere,
il loro vento che picchia con angoscia,
l’inquieto frusciare sulla strada
di passi inesistenti.

La fredda linea del crepuscolo
è come il ricordo di un male vicino
e il segno certo che noi siamo dentro
un cerchio non aperto.

luglio 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Divampano simboli occulti

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Divampano simboli occulti

Divampano simboli occulti
sul muro sordo, inerte.
Dorati, rossi papaveri
gravano sopra il mio sonno.

Mi celo negli antri notturni
e non rammentano gli austeri prodigi.
All’alba le azzurre chimere
si specchiano in chiari cieli.

Fuggo negli istanti passati,
dalla paura serro gli occhi,
sui fogli d’un libro che gela,
una treccia d’oro di fanciulla.

Su me il cielo è ormai basso,
nero sonno mi grava sul petto.
La fine predestinata è vicina,
e guerra e fiamme mi stanno davanti.

ottobre 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Entro nei templi tenebrosi

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Entro nei templi tenebrosi
*
Entro nei templi tenebrosi
compio un povero rito.
Attendo là la Bellissima Dama,
nello scintillio di rosse lampade.
*
Nell’ombra, presso un’altra colonna,
sussulto al cigolare delle porte.
Ma mi guarda in viso, illuminata,
solo l’immagine, il sogno di Lei.
*
Oh, sono avvezzo a queste icone
della solenne Eterna Sposa!
Fuggono in alto per i cornicioni
sorrisi, favole e sogni.

Oh, Sacra, come le candele sono
come consolanti le Tue fattezze!
non sento né sospiri, né parole,
ma io credo, Amata: sei Tu.

25 ottobre 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Ombre trasparenti, misteriose

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Ombre trasparenti, misteriose
*
Ombre trasparenti, misteriose
nuotano verso Te, e Tu con loro vai;
nell’abbraccio di cerulee visioni,
a noi incomprensibili, ti perdi.
*
Sconfinati avanti a Te s’inazzurrano
mari e campi, e montagne, e foreste,
gli uccelli si chiamano nella libera altezza,
la nebbia si leva, fiammeggiano i cieli.
*
Ma qui, in basso, nella polvere, nell’onta,
scorti un attimo i Tuoi tratti immortali,
l’ignoto schiavo ispirato
Ti canta. E tu lo ignori,
*
non lo distingui nella moltitudine,
non lo ripaghi d’un Tuo sorriso,
quando, vinto, Ti segue con lo sguardo
che ha gustato la Tua immortalità.
*
3 luglio 1901

Aleksandr Aleksandrovic Blok – L’invisibile

Aleksandr Aleksandrovic Blok

L’invisibile
*
Gaiezza nella bettola notturna.
Sulla città un’azzurrina nebbia.
Lontano, sotto il rosso crepuscolo,
nei campi fa baldoria l’Invisibile.
*
Danza nel fango dei pantani,
che ad anello circondano le case,
chiama con gridi lunghi e canta
imitando una nota voce.
*
Per voi è dolce sospirare d’amore,
cieche creature venali?
Chi ha sporcato di sangue il firmamento?
Chi ha appeso fuori il rosso lanternino?
*
E latra come un cane abbandonato,
miagola come una dolce gattina.
Getta mazzetti di rose della sera,
che cala nel finestrino delle meretrici…
*
E irrompe di forza nella nera bisca
una banda di ubriachi e bontemponi,
e ognuno è rapito nella nebbia
da un folla di vermiglie prostitute…
*
I lampioni sono in un buio di sepolcro,
cessa lo strepito sulla città…
Sopra il rosso astro del crepuscolo
barcolla una risata silenziosa…
*
L’insegna serale è ubriaca
sopra la porta aperta della bettola…
Si è mischiata alla folla demente
con la coppa di vino che trabocca
su una Bestia di Porpora, la Sposa.
*
16 aprile 1905

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Il celeste non si misura con la mente

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Il celeste non si misura con la mente
*
Il celeste non si misura con la mente,
l’azzurro è occulto agli intelletti.
Solo di rado i serafini portano
un sacro sogno agli eletti dei mondi.
*
E la Venere russa mi è apparsa,
avvolta in una tunica pesante,
insensibile e pura, immensamente non lieta,
con nei tratti un placido sogno.
*
Non per la prima volta è scesa sulla terra,
ma per la prima volta le si stringono intorno,
non gli eroi del mito, ma altri paladini…
E strano è il lampo dei suoi occhi profondi…
*
Sachmatovo, 29 maggio 1901