Archivi categoria: URSS – Aleksander Blok

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Preludio

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Preludio

Ti sei allontanata nei campi senza ritorno.
Sia consacrato il Tuo Nome!
Di nuovo le rosse lance del tramonto
hanno volto aguzze verso me.

Solo alla Tua dorata zampogna
stringo le labbra nel nero giorno.
Se tutte le preghiere cesseranno,
oppresso, mi assopirò nel campo.

Passerai nella propria d’oro, – e io non potrò aprire gli occhi.poeta,
Fammi respirare in questo mondo assonnato,
baciare l’irradiato cammino…

Oh,s trappa via l’anima arrugginita!
Dammi la pace coi santi,
tu, Reggitrice dell’immobile mondo e del mare
con la Mano sottile!

16 aprile 1905
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Aleksandr Aleksandrovic Blok – La sconosciuta

Aleksandr Aleksandrovic Blok

La sconosciuta

Nelle serate sui ristoranti
l’aria ardente è sorda e selvaggia
e governa le grida degli ubriachi
lo spirito insano della primavera.

Lontano, sulla polvere dei vicoli,
sulla noia delle ville suburbane,
s’indora la ciambella s’un fornaio,
e riecheggia un pianto infantile.

E ogni sera, oltre le barriere,
con il cappello sulle ventitrè,
passeggiano fra i borri con le dame
i navigati bontemponi.

Sopra il lago scricchiolano gli scalmi,
e risuona uno strillo femminile,
mentre nel cielo, avvezzo a tutto,
stupidamente il disco s’incurva.

Ed ogni sera l’unico mio amico
si riflette nel mio bicchiere
e dall’aspro e misterioso liquido
è come me stordito e sottomesso.

Mentre di fianco, ai tavoli vicini,
sonnolenti lacché stanno impalati,
e gli ubriachi con occhi di coniglio
gridano: «In vino veritas!»

E ogni sera, all’ora stabilita,
(o è soltanto un sogno?)
una figura di fanciulla avvolta di seta
si muove nella nebbiosa finestra.

E, passando fra gli ubriachi, lentamente,
sempre senza compagni, sempre sola,
esalando nebbia e profumi,
va a sedersi vicino alla finestra.

Ed emanano antiche credenze
le sue elastiche vesti di seta,
e il cappello con piume di lutto
e la sottile mano inanellata.

E, avvinto dalla strana vicinanza,
guardò di là della scura veletta,
e vedo una riva incantata
e una incantata lontananza.

Cupi misteri mi sono confidati,
mi è affidato un sole sconosciuto,
e un vino aspro ha permeato
tutti i meandri dell’anima mia.

E le oblique piume di struzzo
si dondolano nel mio cervello,
e gli occhi turchini senza fondo
fioriscono su una remota riva.

Nella mi anima giace un tesoro,
la cui chiave è affidata solo a me!
Tu hai ragione, mostro ubriaco!
Lo so, nel vino è la verità.

Ozerki, 24 aprile 1906

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Io trascino la mia vita

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Io trascino la mia vita

Io trascino la mia vita,
la mia vita sorda, dissennata:
oggi esulto con animo sereno,
domani invece piango e canto.

Ma se è imminente la rovina?
Ma se mi sta dietro la schiena
colui che con la mano immensa
ha coperto lo specchio?…

Dallo specchio sfolgorerà una luce
e, socchiudendo gli occhi nell’orrore,
arretrerò in quel regno della notte
donde non c’è ritorno…

27 settembre 1910

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Le cose si sono compiute

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Le cose si sono compiute

Le cose si sono compiute.
I giorni sono contati.
Qui abbiamo pregato
presso il fiume sonnolento.

Là i ghiacci sono andati
nei giorni di primavera.
E obliati, i giorni!
Come lontani!

Il mio giorno compiuto
ha finito se stesso.
Il mio spirito nudo
canta per tutti.

Stanco, innamorato,
io attendo te,
cupo, insonne,
freddo come il ghiaccio.

4 marzo 1903

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Non uscirò incontro alla gente

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Non uscirò incontro alla gente

Non uscirò incontro alla gente,
mi spaventa il biasimo e le lodi.
Davanti a Te Sola risponderò
di quello che tutta la vita ho taciuto.

Capisco coloro che tacciono
e amo chi è volto all’ascolto:
oltre le parole, di tra il rombo indistinto
si spargerà il luminoso Spirito.

Uscirò alla festa del silenzio,
non noteranno il mio sembiante.
Ma, in me è recondito il sapere
sull’amore per Te senza fine.

14 gennaio 1903

Aleksandr Aleksandrovic Blok – È terribile il freddo delle sere

Aleksandr Aleksandrovic Blok

È terribile il freddo delle sere

È terribile il freddo delle sere,
il loro vento che picchia con angoscia,
l’inquieto frusciare sulla strada
di passi inesistenti.

La fredda linea del crepuscolo
è come il ricordo di un male vicino
e il segno certo che noi siamo dentro
un cerchio non aperto.

luglio 1902

Aleksandr Aleksandrovic Blok – Divampano simboli occulti

Aleksandr Aleksandrovic Blok

Divampano simboli occulti

Divampano simboli occulti
sul muro sordo, inerte.
Dorati, rossi papaveri
gravano sopra il mio sonno.

Mi celo negli antri notturni
e non rammentano gli austeri prodigi.
All’alba le azzurre chimere
si specchiano in chiari cieli.

Fuggo negli istanti passati,
dalla paura serro gli occhi,
sui fogli d’un libro che gela,
una treccia d’oro di fanciulla.

Su me il cielo è ormai basso,
nero sonno mi grava sul petto.
La fine predestinata è vicina,
e guerra e fiamme mi stanno davanti.

ottobre 1902