Al mio amico

Non è come nasci,
ma come muori,
che rivela a quale popolo appartieni.
Alce Nero,

Wilfred Owen

Al mio amico
con un dischetto d’identità *
Se ho mai sognato il mio morto nome
alto nel cuore di Londra, mai raggiunto
dal Tempo, e la Fama fugace, finalmente,
li decisa a trovare duraturo rifugio
O se mai sperai celarne la vergogna,
-la vergogna del successo, la pena dello smacco
sotto i sacri cipressi che sempre
ombreggiano la quiete di Keats,
Adesso, grazie a Dio, non corre rischio
che scalpellini l’incidano in ricche volute.
A ricordar la mia morte sia questo disco…
Portalo, dolce amico. Non iscrivervi date né gesta.
Ma giorno e notte baciandolo, i battiti del tuo cuore
vi consumino il nome, finché svanisca

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