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Buona Pasqua

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Mario Masini – La mosca

Mario Masini

LA MOSCA
bzzz, bzzz, bzzzz

sei importuna mosca!
bzzzz, bzzzz, bzzzz
finalmente ti posi!
ma cosa fai?
giri e rigiri
su te stessa
sopra quel foglio bianco.
Sei ferma adesso
e ti freghi le zampe
contenta.
Forse hai trovato
ciò che cercavi.
bzzz, bzzzzzzzzz.
Anch’io con te.

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Francesco Tedaldi – A Pisa giunsi

Francesco Tedaldi

 

A Pisa giunsi come avrai inteso
sano e salvo, la grazia di Dio,
e ti vo’ dir, carissimo Anton mio,
che vita tengo e come son fornito.
Marino assai del fritto e del bolito
già mai non manca dove mi truov’io;
tinche e lucci troppo non li spio,
ch’a voi li lasso per far in mortito.
E tutti questi nobili mercanti
per farmi festa ciascun mi convita
e par che d’onorarmi ognun si vanti.
Lamprede e cheppie cotte a la pulita,
muggin, pagelli, orate mangio tante
che stuccheresti a fiutarmi le dita.
E per far miglior vita,
e’ non s’accosti a me Melanconia;
razzese beo a pasto e malvagia.

W,H Auden – Blues del profugo

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W,H Auden

Blues del profugo

Diciamo che questa città ha dieci milioni d’anime,

alcune abitano in ville, altre in tuguri:

eppure non c’è posto per noi, mia cara, non c’è posto per noi.

Una volta avevamo una terra, la credevamo bella,

cerca nell’atlante e la troverai:

non possiamo andarci adesso, mia cara, non possiamo

andarci adesso.

Nel cimitero del paese cresce un vecchio tasso,

ogni primavera fiorisce tutto:

fiorire non sanno i vecchi passaporti, mia cara, fiorire

non sanno i vecchi passaporti.

Il console ha battuto il pugno sul tavolo e ha detto:

“Se non avete un passaporto siete ufficialmente morti “:

ma noi siamo ancora vivi, mia cara, siamo ancora vivi.

Mi sono rivolto a un patronato; mi hanno fatto sedere;

mi hanno gentilmente chiesto di tornare l’anno prossimo:

ma oggi dove andremo, mia cara, oggi dove andremo?

Sono andato a una riunione; l’oratore s’è alzato e ha detto:

“Se li facciamo entrare, ci fregano il pane quotidiano”;

parlava di te e me, mia cara, parlava di te e me.

Mi è parso di sentire il rombo del tuono nel cielo;

era Hitler sull’Europa che diceva: “Devono morire”;

oh, pensava a noi, mia cara, oh sì, pensava a noi.

Ho visto un cagnolino in una giacca chiusa da uno spillo,

ho visto una porta aperta e un gatto entrare:

ma non erano ebrei tedeschi, mia cara, non erano ebrei tedeschi.

Ho passeggiato per il porto e mi sono fermato sul molo,

ho visto i pesci nuotare come se fossero liberi:

a soli tre metri da me, mia cara, a soli tre metri.

Ho attraversato un bosco, ho visto gli uccelli sugli alberi;

non conoscevano politicanti e cantavano a piacere:

non erano gli uomini, mia cara, non erano gli uomini.

Ho sognato un palazzo di mille piani,

con mille finestre e mille porte;

non una era nostra, mia cara, non una era nostra.

Stavo su una grande pianura sotto la neve;

diecimila soldati marciavano avanti e indietro:

cercavano te e me, mia cara, cercavano te e me

Neri Tanfucio – Meccanica Universale

 

Neri Tanfucio
Meccanica universale.
– La vita è il moto. Le infinite cose
Che nello spazio, stupefatto, scerno,
Dal sole, alle più incerte nebulose,
Muovonsi tutte in lento giro eterno.
Gira la Terra, e, come Dio lo impose,
Giriam con lei sull’ immutabil perno;
Così i geli succedonsi alle rose,
La bionda Estate al desolato Inverno.
Osservo sempre, e, più che penso e scruto,
Vedo che insiem cogli astri e le stagioni,
Tutto gira nè sta fisso un minuto…. –
– Bravo, perdio! stupende osservazioni….
Tant’è vero che appena t’ho veduto
M’ è entrato ‘l giramento di c……. –
Firenze, 1875

Czestaw Mitosz – Il giorno della fine del mondo

Czestaw Mitosz

Il giorno della fine del mondo

Il giorno della fine del mondo
L’ape gira sul fiore del nasturzio,
Il pescatore ripara la rete luccicante.
Nel mare saltano allegri delfini,
Giovani passeri si appoggiano alle grondaie
E il serpente ha la pelle dorata che ci si aspetta.

Il giorno della fine del mondo
Le donne vanno per i campi sotto l’ombrello,
L’ubriaco si addormenta sul ciglio dell’aiuola,
I fruttivendoli gridano in strada
E la barca dalla vela gialla si accosta all’isola,
Il suono del violino si prolunga nell’aria
E disserra la notte stellata.

E chi si aspettava folgori e lampi,
Rimane deluso.
E chi si aspettava segni e trombe di arcangeli,
Non crede che già stia avvenendo.
Finché il sole e la luna sono su in alto,
Finché il calabrone visita la rosa,
Finché nascono rosei bambini,
Nessuno crede che già stia avvenendo.

Solo un vecchietto canuto, che sarebbe un profeta,
Ma profeta non è, perché ha altro da fare,
Dice legando i pomodori:
Non ci sarà altra fine del mondo,
Non ci sarà altra fine del mondo.

Gianni Rodari – Viene la Befana

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Gianni Rodari

Viene viene la Befana

Da una terra assai lontana,

così lontana che non c’è…

la Befana, sai chi è?

La Befana viene viene,

se stai zitto la senti bene:

se stai zitto ti addormenti,

la Befana più non senti.

La Befana, poveretta,

si confonde per la fretta:

invece del treno che avevo ordinato

un po’ di carbone mi ha lasciato.