Archivi categoria: USA – Canti Indiani

Canto Navajo – Canto del ritorno dopo una lunga assenza

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Canto Navajo
Canto del ritorno dopo una lunga assenza

Le nuvole indugiavano sul monte,
scrosci di pioggia cadevano ai suoi fianchi,
e tutta la terra era splendida.
Ed egli disse alla sua terra: «Aqualani! »
e una forte nostalgia lo invase
fino alle lacrime.
E così cantò:
Quell’acqua che scorre,
la mia mente la sta attraversando!
Quell’acqua potente,
la mia anima la sta attraversando!
Quell’acqua antica,
la mia mente la sta attraversando!


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Canto Navajo – Caccia

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Canto Navajo
Caccia

Ecco che arriva il cervo
chiamato dal mio canto,
il canto del merlo,
suo uccello prediletto.
Dalla Montagna Nera ecco che arriva
lungo il sentiero,
su campi di fiori in boccio,
sfiorando steli d’erba
pesanti di rugiada:
ecco che arriva
chiamato dal mio canto,
in mezzo al polline.
Ecco che arriva il cervo pauroso.
Fortunata è la caccia,
benevoli gli dèi,
quest’ oggi.


Canto Navajo – Agonia dell’uomo della medicina

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Canto Navajo
Agonia dell’uomo della medicina

Addio, miei giovani fratelli!
Dai sacri luoghi arrivano gli dèi,
amavano per me.
Mai più ci rivedremo.
Ma all’arrivo di ogni pioggia,
fra i tuoni,
potrete sentire la mia voce
e tra di voi direte:
«Ecco nostro fratello che ci parla!»
E nel periodo del raccolto,
prestando ascolto ai grilli
e agli uccelli che volano sui campi
conoscerete sempre il mio volere.


Canto Navajo – Canto di guerra

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Canto Navajo

Canto di guerra

Oggi sono assieme ad altri uomini,

ma tra le mani ho armi di magia,
toccate dal Tuono,
dall’ Acqu:a,
dalla Terra.
Armi invincibili.
il sentiero su cui mi metto in marcia
è il sentiero di una vita
lunga e ridente,
piena di vittoria.

Preghiera Kwakiutl – A un giovane cedro

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Preghiera Kwakiutl
A un giovane cedro

Amico, guardami!

Sono qui a supplicarti per la tua veste.
Sono qui per te:
per il tuo legno, i tuoi rami,
la tua corteccia, le tue radici.
Sono qui perché tu abbia pietà di noi.
Tu ci dai generosamente la tua veste
e io sono qui a implorarti per questo,
tu che dai lunga vita.
Per te io farò un cesto
con le tue radici.
Ti imploro, amico:
non provare collera
per quello che farò.
E dillo ai tuoi fratelli
perché sono qui.
Amico, proteggimi!
Amico, allontana la malattia da me
e la morte in guerra.

Capo Tecumseh – Vivi

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Capo Tecumseh
Nazione Shawnee

"Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore.
Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri,
e chiedi che essi rispettino le tue.
Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da.
Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo.
Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione.
Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario.
Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno.
Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita.
Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso.
Non abusare di niente e di nessuno, per farlo cambia le cose sagge
in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni.
Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui
cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno
e pregheranno per avere un ‘altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa.
Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa."

Anonimo Cayenne – Poesia

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Anonimo Cayenne

Poesia
Una poesia si specchia in una pietra di turchese e
li si ferma per un attimo.
Poi ricomincia a vagare,
per dare vita forse ai colori di un disegno
ricamato su una coperta.
I giunchi, raccolti li vicino,
vengono intrecciati da abili dita e
diventano un cesto:
la sua forma ricorda la volta del cielo.
Un pezzo di legno è lavorato:
da lui si ricaverà un’opera che dimostrerà
quale armonia ci sia fra legno e
intagliatore.
Il cervo percorre il suo sentiero e
l’aquila plana a grandi cerchi nel cielo.
Il salmone, nel tumultuoso torrente,
incontra l’orso che lo aspetta sulla riva.
I bambini danzano.
E l’artista afferra al volo tutto ciò
e la forza artistica della rappresentazione
guida le sue dita.
I lupi stanno mangiando un vecchio cervo
dividendosi le carni dell’animale.
Una giovane foca saltella sul ghiaccio.
Un anziano morente sta canticchiando
sottovoce un canto di guerra.
Questo è il cerchio,
e gira senza inizio e senza fine.