Archivi categoria: Spagna – Resistenza Spagnola

Rafael Alberti – Primo Maggio nella Spagna repubblicana del 1938

clip_image002

Rafael Alberti
Primo Maggio nella Spagna repubblicana del 1938

Corale di primavera

Primo di Maggio.
Inni, sangue, fiori.
Primavera di guerra dei lavoratori.
*
" Dimmi, che farai il Primo Maggio? "
Il mio paese è in guerra, contadina.
Io, da vero buon soldato dei mari,
farò che la bandiera di marina
s’agiti sopra i venti regolari. "
*
" Dimmi, che farai il Primo Maggio? "
– Il mio paese è in guerra. Una gran pioggia
di fuoco i campi vuole flagellare.
lo, come contadina, o marinaio,
offrirò le mie braccia per falciare.
*
" Dimmi, che farai il Primo Maggio? "
" Il mio paese è in guerra. Le officine
raddoppiano, veloci, la giornata.
Fianco a fianco degli uomini, le donne
presteranno il loro polso affrettato. "
*
Dimmi, che farai il Primo Maggio? "
II mio paese è in guerra. Nel suo cielo
vedo ali d’uccelli predatori.
Io di gloria incoronerò il volo,
o repubblica, dei nostri aviatori.
*
Dimmi, che farai il Primo Maggio?"
" Il mio paese è in guerra. Duramente
farò parlare all’arma quel linguaggio
che porti la mia Spagna eroicamente
a conquistare ancora il suo paesaggio.

Primo di Maggio.
Inni, sangue, fiori.
Primavera di vittoria dei lavoratori.

Miguel Hernández – Canzone dello sposo soldato

clip_image002

Miguel Hernández
Canzone dello sposo soldato

Ho popolato il tuo ventre d’amore e di sementi,
ho prolungato l’eco di sangue a cui rispondo
e attendo sopra il solco come l’aratro attende:
sono giunto fino al fondo.
*
Bruna di alte torri, alta luce e occhi alti,
sposa della mia pelle, gran sorso di mia vita,
i tuoi folli seni crescono verso di me a sussulti
come di cerva fecondata.
*
Già mi sembra che tu sia cristallo delicato,
che tu possa andare in pezzi all’urto più lieve,
e a rinsaldarti le vene la mia pelle di soldato
farebbe come il ciliegio.
*
.Specchio della mia carne, sostegno alle mie ali,
ti dò vita nella morte che mi dànno e non prendo.
Donna, donna mia, così circondato dai proiettili,
bramato dal piombo, ti amo.
*
Sopra i feretri crudeli in agguato,
sopra gli stessi morti senza scampo e senza fossa
io ti amo, e ti vorrei abbracciare con tutto il petto
fin nella polvere, sposa.
*
Quando presso i campi di battaglia ti pensa
la mia fronte che non raffredda né placa la tua figura,
m t’avvicini a me come una bocca immensa
d’affamata dentatura.
*

Parlami nella lotta, sentimi nella trincea:
io qui con il fucile il tuo nome evoco e imprimo,
e difendo il ventre tuo, povera che m’aspetti,
e difendo tuo figlio.
*
Con il pugno chiuso nascerà nostro figlio,
avvolto in un clamore di vittoria e chitarre:
lascerò sulla tua porta la mia vita di soldato
senza incisivi e senz’artigli.
*
E’ necessario uccidere per vivere ancora.
Un giorno verrò all’ombra dei tuoi capelli lontani,
e dormirò nel lenzuolo d’amido e di lusso
cucito dalle tue mani.

Le tue gambe implacabili al parto vanno diritte,
e la tua implacabile bocca d’indomite labbra,
e dinanzi alla mia solitudine di scoppi e di breccia
percorri una via d’implacabili baci.
*
Al figlio è destinata la pace che sto forgiando.
E alla fine in un oceano d’irreparabili ossa
il tuo cuore e il mio naufragheranno, e saremo
una donna e un uomo consunti dai baci.

Rafael Alberti – Galoppo

clip_image002
Rafael Alberti
Galoppo
Le terre, le terre, le terre di Spagna,
le vaste, le sole, deserte pianure.
Galoppa, cavallo balzano,
cavaliere del popolo,
al sole e alla luna.
*
Sotto, a galoppare;
a galoppare,
fino a sprofondarli nel mar !
*
Come un cuore risuonano e risuonano
sotto gli zoccoli le terre di Spagna.
Galoppa, cavaliere del popolo,
cavallo balzano,
cavallo di spuma.
*
Sotto, a galoppare;
A galoppare,
fitto a sprofondarli nel mare!
*
Nessuno, nessuno, di fronte nessuno;
perche è nessuno la morte sulla tua sella.
cavallo balzano,
cavaliere del popolo,
poi che la terra è tua.
*
Sotto a galoppare;
fino a sprofondarli nel mare!

Rafael Alberti – Sono del Quinto Reggimento

clip_image002

Rafael Alberti
Sono del Quinto Reggimento

Domani lascio la mia casa,
lascio i buoi e il villaggio.
Salve ! Dimmi: dove vai?
Vado al Quinto Reggimento.

Camminare senz’acqua, a piedi.
Sopra i monti, o in campo aperto.
Voci di gloria e di trionfo.
Sono del Quinto Reggimento!

Juan Miguel Roma – A Manuela Sánchez

 

clip_image002
Juan Miguel Roma
A Manuela Sánchez

 

Al lume d’un doppio sonno vegliavi
gli uomini, presaghi già di vittoria,
e le tue mani, grani d’oro e gloria,
per vincere te stessa col tuo impegno.
*
La tua fronte, increspata come il ciglio
del rovere che è unito con la storia,
ha una rosa di sangue, alta memoria
di cruda volontà e volto scarno.
*
Giallastri e verdi, sgraziati e curvi,
coti manti neri, come funebri panni,
giunsero in ordine sparso i tricorni.*

 

F. a spari tu iniziasti l’epopea
che le tue nobili gesta proclama
e le tue virtù alla Spagna affida.

 

* 1 ” tricorni ” sono i cappelli d’incerata
dei ” carabineros,” ossia glì stessi ” carabineros.”

José Herrera Petere – L’esperienza

clip_image002
José Herrera Petere
L’esperienza
Ho veduto bruciare le labbra
d’un cadavere,
la mascella tesa come chitarra;
e nelle fiamme ho visto un mulo in fuga
mordere il vento,
scalciare alla brezza.
Ilo veduto un uomo morto
lungo una strada:
dal cielo l’avevano mitragliato,
e ho scorto in un crepuscolo d’allume
un avvoltoio grigio.
E l’orizzonte fuggiva.
*
Ho ascoltato la. voce dei pittori
disegnarsi in terra e polvere
in un lamento.
Cantava ancora García Lorca ferito
E la torre nella pianura
era ancora un’alta torre.
*
Ho contemplato il vasto incendio
della notte
in un’aurora artificiale
di benzina
e come s’infrangevano le finestre
d’un casamento di pietra
senza più abitanti.
*
Passavano gli aerei
e il silenzio
nella campagna diventava stupore
che ci fosse un cielo azzurro.
*
Avvicinatevi alla morte:
laggiù ci chiama
la violacea lavanda, tutta tremante!
E un organo di sole erano i campi
e un bue addormentato e grasso
il cimitero.
*
Noi abbiamo fede. Brillano i poggi, sodano
le fronti sopra i fucili.
0 cuore dell’uomo,
si muovevano le tue dita
e un cannone puntava la sua bocca
in mezzo ai cardi.
*
Si smorzano le voci
E si schianta
un olmo verde
e cade in un fossato.
*
Si spengano le luci: e tutto resti
Sommerso
come in un lago nero!

Lorenzo Varela – Fernando de Rosa

clip_image002

 

Lorenzo Varela
Fernando de Rosa

 

Tutti i popoli del mondo
triste annunzio ascoltavano.
Arriva da Navalperal,
da Peguerinos, Las Navas;
arriva dalle montagne,
dalla pianura d’Avila.
*
“Morto è Fernando de Rosa,”
figlio del popolo italiano.
A Peguerinos è morto,
in piedi, in testa alla lotta:
per chi è uomo ed eroe
il mondo intero è la Patria.
Nell’apprenderlo un silenzio
religioso si diffonde
per strade, campi e fabbriche.
Fernando de Rosa è
morto per la libertà di Spagna!
*
Maldicenze, dicerie
e bugie di canaglie.
Fernando de Rosa, fratello,
mio valoroso compagno:
per seppellirle con te
non occorreva una bara.
Ma se sulla tua verità
hanno detto nere parole,
chi le ha dette più non abbia,
come te, limpido il sangue!
*
Chi le ha dette più non abbia,
come te, sereno il cuore!
Se una menzogna t’ha ucciso,
leale soldato, compagno,
una verità ti riscatta
dalla morte e dal nulla.
Che sei un eroe, de Rosa,
la Morte ben lo proclama!
E la morte è il testimone
di tutti gli eroi, compagno!
*
Arrivano per le strade
dai fronti della battaglia
delegati combattenti dì
Somosierra, d’Avila,
di Talavera, del Tajo,
dove c’è grande battaglia.
Giunge, fischiando trionfante,
con notizie da Las Navas,
la locomotiva rossa:
” Miliziani e compagni!
Abbiamo vinto la lotta
dopo una dura battaglia.
La gioia della vittoria
un brutto annunzio ci toglie:
Fernando de Rosa è morto
come muore un compagno!
*
Passa il feretro per le vie.
D’emozione, fredde e smorte
le mani in pugno gridano
ciò che tacciono le labbra.
I giovani e i sindacati,
tutto il popolo che lavora
porta Fernando de Rosa
verso la tomba, scavata
da buone mani operaie,
da mani di compagni.
*
Una fossa di degna terra
chiude le braccia e accoglie
l’eroe che ha presidiato
quella terra col fucile,
con la morte e con la vita,
con l’anima e con il corpo.
*
Fratelli d’arme! Compagni!
Fernando de Rosa è morto
Per la Spagna e per l’Italia,
per la Russia e la Germania,
per la Francia e l’Inghilterra.
Fernando de Rosa è morto
per il mondo di domani:
senza inganni e tradimenti,
senza fame ed ignoranza.
Tutto il mondo conoscerà
Il suo nome e le sue gesta!