Archivi categoria: Italia – Sonetti e Poesie

Mario Masini – follia di sempre

Mario Masini

Follia di sempre

Follia di sempre stessi gesti

motivazioni nuove

nei cuori acerbi

muovono.

Solo,
ora il fratello gira anch’esso armato

e non volge le spalle al suo Caino.
Nel dissonante

coro in crescendo
d’urla diverse,
amore
su per il mondo suona unica voce

non udibile mai
annullata dispersa:
splendido tintinnio

di preziosa rugiada
da verdi larghe foglie speranzosa

a goccia a goccia stillante
presso il fragore

d’una cascata immane.

Guardo le tue mani – Giulio Stocchi

Guardo le sue mani che danzano sulla tastiera
Da esse scaturisce  non un mondo 
ma una lotta
per far sì che sia gentile il mondo
Il suo viso è un poco accigliato quasi assorto
Poi mi fa cenno
E quando si unisce  la mia voce alle sue note
capisco  che questa sintonia
è la cosa semplice
di cui scrisse il poeta difficile da fare
e tuttavia fattibile

Guido Gozzano – Le golose

Guido Gozzano
Le golose

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m’è concesso –
o legge inopportuna! –
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Ernesto Ragazzoni – ballata

Ernesto Ragazzoni

Ballata

Se ne vedono pel mondo
che son osti… cavadenti
boja, eccetera… o, secondo
le fortune, grandorienti;
c’è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

I poeti, anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l’amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei;
i fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini;
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

Sento intorno susurrarmi
che ci sono altri mestieri…..
bravi; a voi! scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia
fabbricate parapioggia,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia

O cogliete la cicoria
od allori. A voi! Dio v’abbia
tutti e quanti in pace, in gloria!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

Babulco Arcade – In nome del Burchiello

Gianfruscolo Miliano
BUBULCO ARCADE

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.

Gianfruscolo Miliano

Bubulco Arcade

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.

Mario Masini – Inquinamento e sommergibili

Mario Masini
INQUINAMENTO E SOMMERGIBILI
Bocca di pesce mortalmente apertanon si mostra soltanto nei mercati;
nel tempo nostro sopra alle rive:
tragica immagine del mondo stupido
che, come tale, giustamente muore.
I pescatori al fiume
diventano filosofi.E’ raro il trillo della campanella.Hanno più tempo adesso per pensare.
Per loro è un bene, forse.Ma a quelli al mare, che escono di nottecon i grossi maglioni e le calosce
e il vento nelle orecchie umido e freddo,
rimane solo il panequando ce l’hanno
e non si sdoppia come una volta fu.Con alito di termoconvettore
l’estate viene,il fazzoletto in mano, a tergere le frontidi sudori diversi.
Andremo a quello che ci rimaned’acqua salata, se si potrà.
E, dopo un anno di nere naricie pizzicore in gola,
il rischio è di ammalare
in questa parvenza di mare:scrigno svuotato di molte gemme,
brillanti squame.Ci stiamo regalando una paludepercorsa al fondo
da mille ocarine giganti
adatte a suonare soltanto
atomiche note di morte.

Mario Masini – Ho ritrovato i luoghi

Mario Masini

Ho ritrovato luoghi
dei quali la memoria
conservava un’idea così
fresca e presente
che i brividi di allora,
quando vi ripensavo,
mi correvano addosso.

Non li ricerco mai;

neppure le persone.
Furono belli o brutti
soltanto in quei momenti
e per me solamente.

Ci sono capitato;

perché il caso li giuoca
a volte questi tiri.

I brividi di allora

sono scomparsi a un tratto.
Il lavorio del tempo
ha cancellato troppo
di quanto ricordavo.

Rileggere il passato

con gli occhi della mente
per capire il presente.
Lo scorrere del tempo
su cose e su persone
è fuliggine antica
che nasconde i colori.