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Nicolás Guillén (Cuba) Una canzone in coro

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Nicolás Guillén
(Cuba)
Una canzone in coro
Tutti noi la strada conosciamo;
già sono puliti i fucili;
e sono pronte le nostre, braccia:
avanti, marciamo!
*
Non importa alla fine morire,
perché morire non è gran cosa;
brutto è l’esser libero e in catene,
brutto è l’esser libero e schiavo!
*
C’è chi muore sul proprio letto,
per dodici mesi agonizzando,
e altri che muoiono cantando
con dieci palle dentro il petto!
*
I uttì noi la strada conosciamo;
già sono puliti i fucili;
e sono all’erta le nostre braccia:
avanti, marciamo!
*
Cosi dobbiamo marciare,
severamente marciare, avvolti nel giorno
che nasce. Le nostre rozze scarpe, risuonando,
diranno al tremulo bosco: " é il futuro che passa!
Ci perderemo in lontananza… Scomparirà la oscura massa
di uomini, ma all’orizzonte, ancora
come in sogno, si udrà la nostra compatta voce che vibra:
*
… La strada conosciamo..
… Puliti i fucili…
… E sono all’erta le nostre braccia…
FI la canzone allegra navigherà come una nube sulla
[rossa lontananza!

Alex Fleittes – Inverno per decreto

Alex Fleittes
Cuba

Inverno per decreto

La Prefettura di Governo comunica c
he questa mattina all’alba’
comincerà il freddo

Amanti, passanti e mendicanti
devono prendere alcune precauzioni
non lasciare il cuore all’intemperie
camminare verso il sole nascente
e, soprattutto, nutrire la fede
che l’inverno è qualcosa di transitorio

Giorni addietro, alcuni rivoltosi
sono usciti in strada con soprabiti e sciarpe
in aperta sfida all’ordine pubblico
Sono gli scontenti di sempre,
quelli che vogliono prendersi l’inverno da soli,
quelli che esigono il diritto al freddo desolante

Ma il buon cittadino può aver fiducia
la Prefettura controllerà la colonnina di mercurio
affinché non scenda sotto i gradi ammissibili
1 ‘Inverno durerà lo stretto necessario
Vi terremo informati tramite la televisione e la radio

Anonimo – Canti Popolari Cubani

CANTI POPOLARI CUBANI

I conquistatori

Furono i conquistatori

ruffiani e avventurieri

che nel ruolo di guerrieri

riempirono la storia di orrori

E dicevano di esser difensori

di una santa religione

Non avevano compassione

dell’Indio dei Caraibi umiliato:

la spada si alza e brilla

poi spacca il cuore.

L’America fu la scena

dei crimini più grandi

che hanno contemplato le Ande

nel loro spazio solitario.

E Colombo fu l’emissario

prescelto dai re;

qua cadono i siboneyes

là gli araucani

di fronte all’invasore spagnolo

protetto dalle leggi.