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Walt Whitman – Kosmos

Walt Whitman
Kosmos

Chi include la diversità ed è Natura,
Chi è l’ampiezza della terra e la volgarità e la sessualità
della terra, e la grande carità della terra, e il suo equilibrio anche,
Chi non per nulla ha guardato dalle finestre degli occhi e
non per nulla nel suo cervello ha dato udienza ai messaggeri,
Chi contiene credenti e miscredenti, chi è il più maestoso amante,
Chi possiede debitamente uomo e donna, la sua una e
trina porzione di realismo, spiritualismo, senso estetico o intellettuale,
Chi avendo preso in considerazione il corpo trova tutti i suoi
organi e le sue parti buone,
Chi, fuori dalla teoria della terra e del suo corpo, uomo o
o donna, capisce per sottile analogia tutte le altre teorie,
la teoria di una città, di un poema, dell’ampia politica di questi stati,
Chi crede non soltanto nel nostro pianeta con il suo sole e
la sua luna, ma anche in altri pianeti con i loro soli e le loro lune,
Chi, costruendo la sua casa, non per un giorno, ma per
sempre, vede razze, ere, date, generazioni,
il passato, il futuro abitare lì, come lo spazio, insieme, inseparabili
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Walt Whitman – La voce della pioggia

Walt Whitman

La voce della pioggia
E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce,
e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito:
sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia,
eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal mare insondabile,
su verso il cielo, da dove, in forma labile,
totalmente cambiata, eppure la stessa,
discendo a bagnare i terreni aridi, scheletrici,
le distese di polvere del mondo,
e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente, non nato;
e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia stessa origine,
la faccio pura, la abbellisco;
(perché il canto, emerso dal suo luogo natale,
dopo il compimento, l’errare,
sia che di esso importi o no,
debitamente ritorna con amore.)

Walt Whitman – La poesia salverà il mondo

Walt Whitman
La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano

Edgar Lee Masters – La collina

Edgar Lee Masters
La collina

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
*
Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
*
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
*
Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag –
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
*
Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.
*
Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.
*
Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.

Langston Hughes (Usa) Eroica Brigata Internazionale

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Langston Hughes
(Usa)
Eroica Brigata Internazionale
Il sangue,
o una bandiera,
o una fiamma,
o la vita stessa
sono forse tutt’uno
come il nostro sogno?
Sono accorso. Dietro di me un oceano
E mezzo continente.
Frontiere,
e montagne alte all’orizzonte,
e governi che mi dicevano NO,
NON PUOI ANDARE!
Sono accorso.
Sulle frontiere splendenti di domani
ho deposto la forza e la saggezza
dei miei anni.
Non molta,
giovane come sono.
(Ero giovane,
è forse meglio dire,
ché adesso sono morto.)
*
Ma fossi vissuto cent’anni
la vita non avrebbe potuto
avere termine migliore.
Ho dato ciò che desideravo
E quanto avevo da dare
perché altri vivessero.
*
E quando le pallottole
m’hanno spezzato il cuore,
e il sangue m’è salito a fiotti in gola
mi chiesi s’era sangue
che a fiotti arrivava.
O era una fiamma rossa?
Oppure soltanto la mia morte
che si mutava in vita?
Sono tutt’uno:
il nostro sogno,
la mia morte,
la tua vita,
il nostro sangue,
un’unica fiamma.
Sono tutt’uno!

Ben Maddow (USA) – Fortificazioni

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Ben Maddow
(USA)
Fortificazioni

Cielo bianco, e luce di luna splendida nei nostri occhi;
abbracciati presso l’albero, contorti, ci baciammo,
sperduti nel nostro ardente immaginoso amore.
*
Poi nel mattino celeste la luna si fa calma e trasparente;
e noi andiamo al lavoro, parlando dolcemente o sorridendo,
*
scrivendo in libertà, e il pensiero si muove tra i fogli
come un uccello familiare; oppure guarda, o interroga;
il viso di ciascuno è illuminato come da temi d’amore.
*
E allora: ma la radio gioiosa cessa la musica,
l’orologio continua i suoi semplici secondi, e le mani
ci crollano a metà del pranzo: — che è stato?
E sentiamo il brivido raccapricciante del disastro.

Leggevamo ad alta voce in una stanza della città e
[arrivavano
le notizie straordinarie a mezzanotte come un violento
anche noi, talvolta, dobbiamo, si, dobbiamo
[batticuore:
piazzare i fucili sulle soglie di marmo dell’università;
e i nostri amici, morti; e i fascisti attestati nel manicomio;
e gli occhi pallidi dei nostri uomini; e l’amara ritirata;
la difesa dello spiazzo d’erba bruciata nel parco;
*
E quella notte le facce spaccate, le bende nere di ferite,
i vivi che lentamente muovevano indietro, trincerati dietro
[i sassi, oltre i ruscelli,
maledicendo la luna fatale che porta bombardamenti.
*
Si, ci baciammo, presso quest’albero, che i proiettili ricercano
minuto per minuto, che potrebbero trovare e distruggere.
O città al di là di un oceano, Yenan, Ciungking, con
[acciaio scuro difendetevi)
E tu, capitale del nostro mondo,
Madrid, Madrid! — le tue vaste trincee tengono
la morte lontana dall’amore; e se resistono, fanno salvi
i nostri alberi, i nostri porti, e la nostra felicità.

Walt Whitman – Noi due, quanto a lungo fummo ingannati

Walt Whitman

Noi due, quanto a lungo fummo ingannati

Noi due, quanto a lungo fummo ingannati,
ora metamorfosati fuggiamo veloci come fa la Natura,
noi siamo Natura, a lungo siamo mancati, ma ora torniamo,
diventiamo piante, tronchi, fogliame, radici, corteccia,
siamo incassati nel terreno, siamo rocce,
siamo querce, cresciamo fianco a fianco nelle radure,
bruchiamo, due tra la mandria selvaggia, spontanei come chiunque,
siamo due pesci che nuotano insieme nel mare,
siamo ciò che i fiori di robinia sono, spandiamo profumi
nei sentieri intorno i mattini e le sere,
siamo anche sterco di bestie, vegetali, minerali,
siamo due falchi, due predatori, ci libriamo in alto nell’aria e guardiamo sotto,
siamo due soli splendenti, siamo noi che ci bilanciamo
sferici, stellari, siamo come due comete,
vaghiamo con due zanne e quattro zampe nei boschi, ci lanciamo sulla preda,
siamo due nuvole che mattina e pomeriggio avanzano in alto,
siamo mari che si mescolano, siamo due di quelle felici
onde che rotolano una sull’altra e si spruzzano l’un l’altra,
siamo ciò che l’atmosfera è, trasparente, ricettiva, pervia, impervia,
siamo neve, pioggia, freddo, buio, siamo ogni prodotto, ogni influenza del globo,
abbiamo ruotato e ruotato sinchè siamo arrivati di nuovo a casa, noi due
abbiamo abrogato tutto fuorché la libertà, tutto fuorché la gioia.