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Mario Masini – Mio padre io lei loro la poesia

Mario Masini

Mio padre io lei loro la poesia

Venne appiccato il fuoco

per mano che conosco.
Ne fu combusta tutta
la grande quercia
e intorno a sé seccò le più vicine.
Nel mio giovane tronco
divenuto cavo
cadde il silenzio,
e la termite

già cominciava a rosicchiare il torso.

Profonda

una radice piccola e viva ancora

in una bruna

vergine terra
incominciò a succhiare.

Fu la salvezza lenta.
Teneri polloni sono nati
l’uno vicino all’altro.
A un’arnia ho dato posto
dentro me

che brulica di versi.

Cassaforte di miele per chi ha fame
l’albero cavo adesso
risuona di speranza.

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Ernesto Ragazzoni – ballata

Ernesto Ragazzoni

Ballata

Se ne vedono pel mondo
che son osti… cavadenti
boja, eccetera… o, secondo
le fortune, grandorienti;
c’è chi taglia e cuce brache,
chi leoni addestra in gabbia,
chi va in cerca di lumache,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

I poeti, anime elette,
riman laudi e piagnistei
per l’amore di Giuliette
di cui mai sono i Romei;
i fedeli questurini
metton argini alla rabbia
dei colpevoli assassini;
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

Sento intorno susurrarmi
che ci sono altri mestieri…..
bravi; a voi! scolpite marmi,
combattete il beri-beri,
allevate ostriche a Chioggia,
filugelli in Cadenabbia
fabbricate parapioggia,
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia

O cogliete la cicoria
od allori. A voi! Dio v’abbia
tutti e quanti in pace, in gloria!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
io fo buchi nella sabbia.

Pietro Gori – Inno del 1 Maggio

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Pietro Gori

Inno del 1 Maggio

Vieni o Maggio t’aspettan le genti
ti salutano i liberi cuori
dolce Pasqua dei lavoratori
vieni e splendi alla gloria del sol

Squilli un inno di alate speranze
al gran verde che il frutto matura
a la vasta ideal fioritura
in cui freme il lucente avvenir

Disertate o falangi di schiavi
dai cantieri da l’arse officine
via dai campi su da le marine
tregua tregua all’eterno sudor!

Innalziamo le mani incallite
e sian fascio di forze fecondo
noi vogliamo redimere il mondo
dai tiranni de l’ozio e de l’or

Giovinezze dolori ideali
primavere dal fascino arcano
verde maggio del genere umano
date ai petti il coraggio e la fè

Date fiori ai ribelli caduti
collo sguardo rivolto all’aurora
al gagliardo che lotta e lavora
al veggente poeta che muor!

Rocco Scotellaro – A una Madre

Rocco Scotellaro
A una madre

Come vuoi bene a una madre
che ti cresce nel pianto
sotto la ruota violenta della Singer
intenta ai corredi nuziali
e a rifinire le tomaie alte
delle donne contadine?

Mi sganciarono dalla tua gonna
pollastrello comprato alla sua chioccia.
Mi mandasti fuori nella strada
con la mia faccia.
La mia faccia lentigginosa ha il segno
delle tue voglie di gravida
e me le tengo in pegno.

Tu ora vorresti da me
amore che non ti so dare.
Siamo due inquilini nella casa
che ci teniamo in dispetto,
ti vedo sempre tesa
a rubarmi un po’ di affetto,
tu che a moine non mi hai avvezzato.

Una per sempre io ti ho benvoluta
quando venne l’altro figlio di papà:
nacque da un amore in fuga,
fu venduto a due sposi sterili
che facevano i contadini
in un paese vicino.
Allora alzasti per noi lo stesso letto
e ci chiamavi Rocco tutt’e due.

Il grano del sepolcro

Giuseppe Colzani – Avevo Due Paure

– Giuseppe Colzani
Avevo Due Paure

La prima era quella di uccidere
La seconda era quella di morire
Avevo diciassette anni
Poi venne la notte del silenzio
In quel buio si scambiarono le vite
Incollati alle barricate alcuni di noi morivano d’attesa
Incollati alle barricate alcuni di noi vivevano d’attesa
Poi spuntò l’alba
Ed era il 25 Aprile

Babulco Arcade – In nome del Burchiello

Gianfruscolo Miliano
BUBULCO ARCADE

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.

Gianfruscolo Miliano

Bubulco Arcade

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.

Mario Masini – Inquinamento e sommergibili

Mario Masini
INQUINAMENTO E SOMMERGIBILI
Bocca di pesce mortalmente apertanon si mostra soltanto nei mercati;
nel tempo nostro sopra alle rive:
tragica immagine del mondo stupido
che, come tale, giustamente muore.
I pescatori al fiume
diventano filosofi.E’ raro il trillo della campanella.Hanno più tempo adesso per pensare.
Per loro è un bene, forse.Ma a quelli al mare, che escono di nottecon i grossi maglioni e le calosce
e il vento nelle orecchie umido e freddo,
rimane solo il panequando ce l’hanno
e non si sdoppia come una volta fu.Con alito di termoconvettore
l’estate viene,il fazzoletto in mano, a tergere le frontidi sudori diversi.
Andremo a quello che ci rimaned’acqua salata, se si potrà.
E, dopo un anno di nere naricie pizzicore in gola,
il rischio è di ammalare
in questa parvenza di mare:scrigno svuotato di molte gemme,
brillanti squame.Ci stiamo regalando una paludepercorsa al fondo
da mille ocarine giganti
adatte a suonare soltanto
atomiche note di morte.