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Guardo le tue mani – Giulio Stocchi

Guardo le sue mani che danzano sulla tastiera
Da esse scaturisce  non un mondo 
ma una lotta
per far sì che sia gentile il mondo
Il suo viso è un poco accigliato quasi assorto
Poi mi fa cenno
E quando si unisce  la mia voce alle sue note
capisco  che questa sintonia
è la cosa semplice
di cui scrisse il poeta difficile da fare
e tuttavia fattibile

Giulio Stocchi – In tempo di guerra

massacratori di bambini

sciacalli delle macerie
tigri per sventrare le donne

tristi macellai
per rompere
squartare
saccheggiare
bruciare
sgozzare

In tempo di guerra

di Giulio Stocchi

Incendiavano tutto: case

stazzi, capanne, con animali e contadini
ancora vivi dentro
C’era tanto fumo nel cielo. Chissà perchè
ho pensato alle bolle di sapone, agli aquiloni.

Era un martedì

Nel piazzale ci hanno messe su due file
e il mio vicino mi ha picchiata col calcio del fucile.
Le vecchie le hanno portate nel bosco.
La spalla mi faceva male quando siamo partite.
Abbiamo sentito tanti spari

La strada era lunga. Quando siamo entrate

un soldato mi ha toccato i capelli. C’erano tante

casse con i proiettili, una lampadina
e una branda

Dopo, mi hanno dato da mangiare.

Adesso lo facciamo ancora, mi hanno detto.
Non sentivo più niente

quando sono andata alla finestra.

Le zolle fumavano, c’era una fila

d’alberi lontana e una mucca bianca.
Allora ho pianto

Giulio Stocchi L’amico che è morto

Giulio Stocchi

L’amico che è morto
di notte mi torna a parlare

Mi chiede notizie del mondo
che ha dovuto abbandonare

Ascolta ciò che dico

Poi scuote la testa sospira
e scompare

Giulio Stocchi – Isaia

Giulio Stocchi
Isaia

Isaia
fu fatto a pezzi vivo
“con una sega da legno”
come dicono le antiche cronache
per ordine del Re di Israele Manasse
infastidito dalle invettive del profeta
Tempi fortunati i nostri!

Scrivendo le stesse cose che disse Isaia
si rischia oggi al massimo un’accusa
di antisemitismo da parte dei complici e degli stolti

Giulio Stocchi – La testa sfondata

Giulio Stocchi

La testa sfondata

La testa sfondata

dai calci

del ragazzo

sull’asfalto

vale dunque

meno

di una bandiera

bruciata

Ciò è giusto

è ragionevole

Nell’alto

dei cieli l’aereo

con la stella di Davide

infatti

vale di più

della casa

che tra poco

esploderà

Giulio Stocchi – La pesca

Giulio Stocchi
La pesca

Ormai li tirano
su a pezzi

dal fondo del mare
i pescatori

braccia
gambe
tronconi

qualche volta una testa

smangiati dai pesci
incrostati di sale

Poi li ributtano all’onda

Il loro nome
affondò con loro

Hassan
Mriam
Alì

‘Fleba il fenicio"
dice il poeta

"dimenticò il guadagno
e la perdita"

La perdita
fu loro

Di altri
il guadagno

Giulio Stocchi — “Lo avrai camerata Kesserling

Giulio Stocchi

“Lo avrai
camerata Kesserling
il monumento che pretendi da noi italiani”
esulta La Russa
“ma con che pietra si farà
a deciderlo tocca a noi”
mentre il sangue
gli imbratta il grugno
“Coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
colla terra dei cimiteri
dove i nostri camerati giovinetti
riposano in serenità”
e gli cola
tra i fili della barba
la merda
degli eroi di Salò