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Alfonso Gatto – Soldati

Alfonso Gatto
Soldati

Al lampo delle ringhiere
fiammanti chicchirichì
i soldati dicono di sì
con tutti i piedi.
*
La chiave giusta
d’ogni suo dente
la chiave che gusta
il giro mordente
e terra ch’è terra
vivaddio d’un comando.
*
Solo una voce che non disse nulla
fu sola la voce, ma quando?
*
O voi che passate,
in ogni tempo una culla
porta un bambino innocente.
*
O voi che morite per niente,
fu sola la voce.
*
E chiodi e galli e patrie levate
e soldati di sì per una croce?
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Rafael Alberti – Dormono i soldati

 

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Rafael Alberti
Dormono i soldati
Guardateli.
Dormono con un’aria da villaggio,
(la animali tenerissimi, duri e abituati
ad accogliere di colpo, là dove sono, il sonno,
come tanti infaticabili cani da pastore.
*
Sopra una sfinitezza che rassomiglia a un paesaggio
battuto da zoccoli, scheletri e ossa stremate,
dal lento ritmo morse di mille uguali ruote,
sole ed assenti girano le pupille addormentate.
*
Dormono, sí, con le mani, che sono pugni, aperte,
per un istante dimentiche del recente esercizio
di lasciare le fosche e ostili vite deserte.
… Ma anche i fucili, intanto, silenziosi riposano.

Bob Dylan – Due soldati

Bob Dylan

Due soldati

Era un ragazzo di Boston con gli occhi azzurri
La sua voce era profonda e addolorata
"Farò la tua dichiarazione di morte, camerata,
se ritornerò
Ma se tu ritornerai ed io no
dovrai fare lo stesso per me
Mia madre, lo sai, deve sapere la notizia
perciò scrivile teneramente"
"Aspetta a casa come un santo paziente
Il suo viso affettuoso è pallido per il dolore
Le si spezzerà il cuore quando sarò morto
La rivedrò presto, lo so"
Poi arrivò l’ordine della carica
Per un istante le mani dei due si toccarono
E dissero "Aye", e cavalcarono via
quel gruppo di coraggiosi e devoti
Dritto fu il cammino verso la cima della collina
I ribelli sparavano e cannoneggiavano
Scavarono solchi di morte tra le fila che avanzavano a fatica
e li osservarono cadere
Poi arrivò improvviso un terribile grido di morte
dalle colline che non potevano conquistare
e quelli a cui fu risparmiato il fato e la morte
cavalcarono lentamente verso le retrovie
Ma tra i morti rimasti sulla collina
c’era un ragazzo con i capelli ricci
Di fianco a lui giaceva morto
l’uomo alto e scuro che aveva cavalcato al suo fianco
Nessuno scriverà alla ragazza dagli occhi azzurri
le parole del suo amato
La mamma aspetterà la notizia
e saprà solo che suo figlio è morto

Lu Lun – I soldati feriti

Lu Lun
I soldati feriti

Si trascinano sulla strada,
feriti, senza cibo,
tentando di giungere a casa;
lungo le mura delle città
si strappano i capelli,
ostrano !e loro ferite
al passanti per averne pleta,
chiedendo di che sfamarsi.
Il freddo vento d’autunno
morde senza cuore
le vecchie cicatrici.