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Arthur Rimbraud – I poveri e il Signore

Arthur Rimbraud

I poveri e il Signore
Stabbiati in mezzo ai banchi, nel fondo della chiesa
Fetida e intiepidita dai fiati, con gli sguardi
Rivolti verso il coro sfavillante e i cantori
Che dalle venti fauci urlano gli inni sacri,
*
Fiutando come pane l’odore della cera,
Umiliati e contenti come cani battuti,
I Poveri al buon Dio, sommo padrone e sire,
Offrono i loro oremus risibili e cocciuti.
*
Per le donne, è un sollievo lustrare bene i banchi,
Dopo i sei giorni neri in cui Dio le tormenta!
Cullano, attorcigliati dentro pellicce strane,
Delle specie d’infanti che piangon da morire.
*
Coi seni sozzi fuori, quelle mangiaminestra
Che pregan con lo sguardo senza pregare mai,
Osservano maligne pavoneggiarsi un gruppo
Di bambine coperte da cappelli deformi.
*
Fuori, il freddo, la fame, il marito in bisboccia.
Qui, si sta bene. Un’ora. Poi, mali senza fine!
Intorno a loro, ecco la sinfonia nasale
Di vecchie pappagorge disposte in bella mostra.
*
Ecco gli stralunati, ecco qui gli epilettici
Da cui ci si distoglie se li incontri per via;
E, pascolando avidi col naso nei messali,
Ecco i ciechi che un cane guida dentro i cortili.
*
Tutti, sbavan la fede tonta degli accattoni,
Recitando un lamento infinito a Gesù
Che sogna, in alto, giallo per la vetrata livida,
Lungi da quei cattivi macilenti o panciuti,
*
Lungi da quell’afrore di carni e stoffe putride,
Dai buffoni prostrati con gesti ripugnanti;
— Le preci s’infiorettan di locuzioni scelte
E il misticismo assume un tono più incalzante
*
Quando, dalle navate dove perisce il sole,
Con sorrisi verdastri nella seta banale,
Le Dame dei quartieri distinti, fegatose,
Fan baciare le dita gialle all’acquasantiera.

Piero Torresan – lo non ho mai parlato con te, Signore

Piero Torresan
lo non ho mai parlato con te, Signore
(Seconda guerra mondiale)

Io non ho mai parlato con te, Signore.
Mi dicevano che tu non esisti e io credetti che fosse vero.
Stasera però, quando stavo nascosto nel fosso di una granata, vidi il tuo cielo. Chi avrebbe detto che per vederti sarebbe bastato stendermi sul dorso?
È strano che non ti abbia incontrato prima ma solo in un inferno come questo. L’offensiva ci aspetta tra poco.
Mio Dio, non ho paura da quando ho scoperto che sei vicino.
Tardi ti ho scoperto… senza paura vado alla morte.

Tratto da
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