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Jaroslav Seifert – Ho veduto solo una volta

Jaroslav Seifert

Ho veduto solo una volta

Ho veduto solo una volta
un sole così insanguinato.
E poi mai più.
Scendeva funesto sull’orizzonte
e sembrava
che qualcuno avesse sfondato la porta dell’inferno.
Ho domandato alla spècola
e ora so il perché.
*
L’inferno lo conosciamo, è dappertutto
e cammina su due gambe.
Ma il paradiso?
Può darsi che il paradiso non sia null’altro
che un sorriso
atteso per lungo tempo,
e labbra
che bisbigliano il nostro nome.
E poi quel breve vertiginoso momento
quando ci è concesso di dimenticare velocemente
quell’inferno.

Jaroslaw Seifert – Io volli qui così cantar per voi

Jaroslaw Sejfert

Io volli qui così cantar per voi

Io volli qui così cantar per voi,
mentre ora il vento per l’ultima volta

senza il suggeritore ripeteva

la sua nella notte priva di luci.

Sulle labbra il tuo nome, andrò da lei
come un bambino, seppure bruciasse.

Così l’amai, come s’ama una donna

di cui la gonna il nostro corpo avvolge.

La capricciosa a cui sotto l’ascella
suona la luna come un mandolino,

e quella che veglia e monta la guardia

tenendo la mano in quell’orologio
che va e ancora va né mai più s’arresta.

Praga! Ha sapore di sorso di vino.

Jaroslav Seifert – Canzone sulla guerra

Jaroslav Seifert
Canzone sulla guerra

Strozzate la guerra,
che le donne possano sorridere
e non invecchiare così rapidamente
come invecchiano le armi.

La guerra però dice: Io sono!
Sono dal principio,
non v’è mai stato momento
in cui non fossi

Sono vecchia come la fame
e come l’amore.
Io non mi sono creata,
ma il mondo è mio!

E lo distruggerò.
Sarò presente
quando il brandello insanguinato a fuoco
cadrà nel buio

come la saliva dei bambini
sul fondo di un pozzo
quando vogliono misurarne
la buia profondità

Ma noi – e questa speranza
Possiamo ancora un attimo
Ancora un breve attimo
Possiamo riflettere

Jaroslav Seifert – Io volli qui così cantar per voi

Jaroslav Seifert

Io volli qui così cantar per voi

Io volli qui così cantar per voi,
mentre ora il vento per l’ultima volta
senza il suggeritore ripeteva
la sua nella notte priva di luci.

Sulle labbra il tuo nome, andrò da lei
come un bambino, seppure bruciasse.
Così l’amai, come s’ama una donna
di cui la gonna il nostro corpo avvolge.

La capricciosa a cui sotto l’ascella
suona la luna come un mandolino,
e quella che veglia e monta la guardia

tenendo la mano in quell’orologio
che va e ancora va né mai più s’arresta.
Praga! Ha sapore di sorso di vino.

Jaroslav Seifert – Canzoni sulla guerra

Jaroslav Seifert
Cecoslovacchia
Canzone sulla guerra

Strozzate la guerra,
che le donne possano sorridere
e non invecchiare così rapidamente
come invecchiano le armi.
*
La guerra però dice: Io sono!
Sono dal principio,
non v’è mai stato momento
in cui non fossi
*
Sono vecchia come la fame
e come l’amore.
Io non mi sono creata,
ma il mondo è mio!
*
E lo distruggerò.
Sarò presente
quando il brandello insanguinato a fuoco
cadrà nel buio
*
come la saliva dei bambini
sul fondo di un pozzo
quando vogliono misurarne
la buia profondità.
*
Ma noi — e questa è speranza —
possiamo ancora un attimo,
ancora un breve attimo possiamo
riflettere.

Jaroslav Seifert: – "Musica e poesia"

Jaroslav Seifert: "Musica e poesia"

Da tempo la vita mi ha insegnato

che musica e poesia

sono al mondo le cose più belle.

Oltre all’amore, ovviamente.

In una vecchia crestomanzia

stampata all’epoca dell’Imperalregia Libreria,

nei tempi in cui viveva Vrchlicky,

cercai una trattazione di poetica

e stili di poesia.

Poi misi una rosellina in un bicchiere,

accesi una candela

e cominciai a scrivere i primi versi miei.

Divampi pure la fiamma di parole

e arda, magari mi bruci le dita:

una sorprendente metafora val più

che anello d’oro.

Ma nemmeno il Rimario di Puchmajer

a niente mi servì.

Invano raccolsi i pensieri

e spasmodicamente chiusi gli occhi

per udire il primo meraviglioso verso.

Nell’oscurità invece di parole

scorsi un sorriso di donna e una chioma

svolazzante nel vento.

Fu il mio destino.

Dietro d’essi ho arrancato

senza respiro per tutta la vita.

Jaroslav Seifert

Jaroslav Seifert

Spezzerà sopra i tetti l’anatema

e noi dimenticheremo le bombe,

in tutta la città scroscerà vita,

come in quel tempo che sta nel ricordo.

Vivere in pieno, non vivere a poco,

per senso di acquisita volontà,

non pensare alla morte, bensì essere,

essere per vita, essere di gioia.

Perché il silenzio della sicurezza

torni ad entrare nelle nostre case.

Si dorme assai male sopra la spada,

e ancora peggio poi dorme l’inerme.

Di notte ho spesso nel sonno invocato

tutto ciò che mi stava dentro il cuore.