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Novello Rocchi – Fuggitivo

Novello Rocchi
Fuggitivo
(Seconda guerra mondiale)

Dietro di me, sentivo
Il rullio della mitraglia,
Grida, parole che non
Comprendevo, ma seguivo
A distanza l’eco. Abbandonai
Ogni cosa, lo zaino con tutto ciò
Che in esso teneva, cose che
Mamma date m’aveva.
Fuggivo, su quei sentieri
Sconnessi, attraverso boschi
E montagne brulle, ma seguivo
Il mio istinto, non sapendo
Quale futuro la in alto mi
Attendeva, una speranza
Fulgida mi sorreggeva.
Vagavo Sperduto in quella boscaglia
Di giorno il sole mi sorreggeva
La buia notte mi abbatteva,
le Fronde degli alberi difendevano
Il mio corpo dalla rugiada, ma le
Lacrime amare non riuscivo a
Trattenere. Raggiunsi un piccolo
Casolare a piè d’una scarpata
Una piccola donna coi segni
Della tristezza, espressa dalla
Sua gonna nera, nel suo sguardo
I segni di tanto pianto, guardava
La mia mano tesa. Che vuoi tu
"Italos" mio marito e mio figlio
Periti son dall’arma, non seppi
Rispondere, dall’urto che ricevetti
In cuore, preferii andarmene
Nascondendo con le mani la
Vergogna di tanto dolore.
Cercai Di allontanarmi in fretta, ma una
Mano decisa m’afferrò, "Ela"
Mi disse, "vieni" e scusami, non
Volevo offendere, maledetta guerra!
S’ho che anche tu, lontano hai
Una mamma che ti aspetta.

Tratto da
Poesie dal fronte
Nodo Libri

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Novello Rocchi – A mamma mia

Novello Rocchi
A mamma mia

(Seconda guerra mondiale)

Un giorno partimmo,
dove e quando non sapemmo,
le armi erano il nostro bagaglio,
un altro giorno poi arrivammo.
Io mi guardai intorno,
là in fondo a quella strana via,
sapevo ch’era falsa chimera,
quella lunga macchina lontano,
portato mi aveva,
dalla casa e dalla
mamma mia.
*
Una grossa lacrima
mi sfuggì in quell’istante
raggiunse il labbro,
era tanto amara,
la ripresi con la lingua,
per riportarla dentro di me,
per custodirla in un
angolo del mio cuore,
per riportarla al mio ritorno,
al mio grande amore,
-Mamma".
*
Passarono i mesi,
passarono gl’anni,
tanti furono gl’affanni,
calpestammo quel suolo antico,
dove i Sommi savi cullarono,
della civiltà nostra e loro,
il nido. Dall’Olimpo Delfo,
d’orrore e di vergogna
ne fu pieno, veder scorrer
tanto sangue sul patrio suol,
Elleno.

Tratto da

Poesie dal fronte

Nodo Libri

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Novello Rocchi – 25 settembre 1943

Novello Rocchi
25 settembre 1943

(Seconda guerra mondiale)

Difficile dimenticare,
quella data, e quel giorno,
in quella terra piena di storia,
dove la civiltà fiori un giorno
con l’alba, per illuminare con
la sua luce gli uomini
di tutto il mondo.
Là ci condussero come un
esercito di prodi,
eravamo solo degli aggressori
portatori di morte.
Fummo dei vincitori, vilipesi
e derisi, poi fummo dei vinti
senza gloria e senza onore
chi ci condusse là ci abbandonò
nella vergogna e nella cattiva sorte.
Sebben strana fosse per noi la sorte
l’alto senso di civiltà ci accolse
senza odio e senza vendetta.
Ecco il prologo della storia mia
viver ora come allor non è stata
una magia ma la saggezza
di una civiltà nata tanti secoli fa.
Lo ricordino le genti, i poeti e gli
scrittori, i politici e i governanti,
il mondo non ha bisogno di eserciti
di prodi, ha bisogno di pace e di saggezza

Tratto da
Poesie dal fronte
Nodo Libri
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Novello Rocchi – Una finestra chiusa

Novello Rocchi
Una finestra chiusa
(Seconda guerra mondiale)

 

Un piccolo stanzino,
Una finestra e
porta chiusa,
Trasformata in cripta,
per un giovane soldato.
*
Cercava un giaciglio,
per un agognato riposo,
a trovato una tomba,
senza alloro.
*
Fuggiva dal piombo,
Cadeva, in quel nudo
giaciglio, come un fiore
*
Appassito
All’isola di Cefalonia,
aveva fatto il suo dovere,
la patria lo ricompensava,
Con l’abbandono.
*
Invocava la madre,
“Lontana”
Invocava la patria,
“ insensibile”.
*

 

Sarà il suo nome sul
monumento all’ignoto
la patria lo ricorderà
inciso su una lunga
lapide di marmo,
Per sua madre vivrà
Sempre nel suo
Cuore

 

Tratto da
Poesie dal fronte
Nodo Libri

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