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Dylan Thomas – Questo pane che spezzo

Dylan Thomas

Questo pane che spezzo
Questo pane che spezzo un tempo era frumento,
questo vino su un albero straniero
nei suoi frutti era immerso;
l’uomo di giorno o il vento nella notte
piegò a terra le messi, spezzò la gioia dell’uva.

In questo vino, un tempo, il sangue dell’estate
batteva nella carne che vestiva la vite;
un tempo, in questo pane,
il frumento era allegro in mezzo al vento;
l’uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento.

Questa carne che spezzi, questo sangue a cui lasci
devastare le vene, erano un tempo
frumento ed uva, nati
da radice e linfa sensuali.
E’ il mio vino che bevi, è il mio pane che addenti.
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Bernard Brecht – Pane

Bernard Brecht

Il pane degli affamati è stato mangiato

Non si sa più cos’è la carne. Inutilmente
È stato versato il sudore del popolo
Gli allori sono stati
Tagliati.

Dalle ciminiere delle fabbriche di munizioni
Sale fumo

Bertold Brecht – Il pane del popolo

Bertold Brecht
Il pane del popolo

 

Giustizia è il pane del popolo.
Qualche volta è abbondante, qualche volta scarso.
Il suo sapore qualche volta è buono, qualche volta cat­tivo.

 

Quando il pane è scarso, regna la fame.
Quando il pane è cattivo, regna lo scontento.

 

Via la cattiva giustizia!
Messa in forno senza amore, impastata da inesperti!
La giustizia senza sapori, con la crosta grigia!
La giustizia rafferma, che arriva troppo tardi!

 

Quando il pane è buono e abbondante
il resto del pasto è scusabile.
Non possiamo avere tutto in abbondanza.
Nutrito del pane della giustizia
è possibile svolgere il lavoro
dal quale proviene l’abbondanza.

 

Come è indispensabile il pane quotidiano
così è indispensabile la giustizia quotidiana.
Si, è indispensabile più volte al giorno.

 

Da mattino a sera, nel lavoro, nello svago.
Nel lavoro, che è uno svago.
Nei tempi duri e in quelli felici
il popolo ha bisogno del copioso, sano
pane quotidiano della giustizia.

 

Poiché, dunque, il pane della giustizia è
così importante,
chi, amici, deve metterlo in forno?
Chi cuoce l’altro pane?
Come l’altro pane
Il pane della giustizia
Deve metterlo in forno il popolo
Senza risparmio sano ogni giorno

Gabriella Mistral – Pane

Gabriella Mistral

Pane

Han lasciato un pane sul desco,
metà arso, metà bianco,
sbocconcellato di sopra e aperto
in grosse candide molliche.
Mi sembra nuovo o come non visto
e non mi son nutrita d’altro,
ma girando le briciole, sonnambula,
tatto e odore m’ero scordata.

Ho la mano ricolma d’esso,
lo sguardo fisso alla mia mano;
lascio scorrere un pianto pentito
per l’oblio di tanti anni
e la faccia mi s’invecchia
o mi rinasce in quest’incontro.

Poiché si trova vuota la casa
restiamo insieme noi ritrovati
al desco senza carne e frutta,
tutti e due in questo silenzio umano,
fino a tornare ancora uno,
finché il giorno sarà terminato.