Archivi tag: miserabile

Zanus Zachenburg – Infanzia miserabile

Non Dimenticare

Zanus Zachenburg

Infanzia miserabile

Infanzia miserabile, catena

che ti lega al nemico e alla forca.

Miserabile infanzia, che dentro il suo squallore

già distingue il bene e il male.

Laggiù dove l’infanzia dolcemente riposa

nelle piccole aiuole di un parco

laggiù, in quella casa, qualcosa si è spezzato

quando su me è caduto il disprezzo:

laggiù, nei giardini o nei fiori

o sul seno materno,

dove io sono nato per piangere…

Alla luce di una candela m’addormento

forse per capire un giorno

che io ero una ben piccola cosa,

piccola come il coro dei 30.000,

come la loro vita che dorme

laggiù nei campi,

che dorme e si sveglierà,

aprirà gli occhi

e per non vedere troppo

si lascerà riprendere dal sonno.

Zanus Zachenburg 1929.19. luglio – Auschwitz 1943. 18. dicembre

Zanus Zachemburg – Infanzia miserabile

27 GENNAIO

Zanus Zachenburg
Infanzia miserabile

Infanzia miserabile, catena
che ti lega al nemico e alla forca.
Miserabile infanzia, che dentro il suo squallore
già distingue il bene e il male.
Laggiù dove l’infanzia dolcemente riposa
nelle piccole aiuole di un parco
laggiù, in quella casa, qualcosa si è spezzato
quando su me è caduto il disprezzo:
laggiù, nei giardini o nei fiori
o sul seno materno,
dove io sono nato per piangere…
Alla luce di una candela m’addormento
forse per capire un giorno
che io ero una ben piccola cosa,
piccola come il coro dei 30.000,
come la loro vita che dorme
laggiù nei campi,
che dorme e si sveglierà,
aprirà gli occhi
e per non vedere troppo
si lascerà riprendere dal sonno.

Zanus Zachenburg 1929.19. luglio – Auschwitz 1943. 18. dicembre

Zanus Zachenburg – Infanzia miserabile

Zanus Zachenburg
Infanzia miserabile

 

Infanzia miserabile, catena
che ti lega al nemico e alla forca.
Miserabile infanzia, che dentro il suo squallore
già distingue il bene e il male.
Laggiù dove l’infanzia dolcemente riposa
nelle piccole aiuole di un parco
laggiù, in quella casa, qualcosa si è spezzato
quando su me è caduto il disprezzo:
laggiù, nei giardini o nei fiori
o sul seno materno,
dove io sono nato per piangere…
Alla luce di una candela m’addormento
forse per capire un giorno
che io ero una ben piccola cosa,
piccola come il coro dei 30.000,
come la loro vita che dorme
laggiù nei campi,
che dorme e si sveglierà,
aprirà gli occhi
e per non vedere troppo
si lascerà riprendere dal sonno.