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Francesco Guccini – Incontro

Francesco Guccini
Incontro
E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,

la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia…
*
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l’uno all’ altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia…
*
E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste…
*
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s’ era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto…
*
E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà…
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa…
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno…

Claudio Baglioni – Avrai

Claudio Baglioni

Avrai

Avrai sorrisi sul tuo viso come ad agosto grilli e stelle

storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d’aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all’alba che si fa d’argento alla finestra
*
Avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l’America senza fermate.
*
Avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti e ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso, tradito, ingannato.
*
Avrai, avrai, avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai, avrai, avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore avrai
*
Avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in gola un po’ di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
*
Avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi, ombrelli e chiavi da scordare
*
Avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
avrai discorsi chiusi dentro e mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
*
Avrai, avrai, avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai, avrai, avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore, amore, amore, amore avrai

Georges Moustaki – "Hiroshima"

Georges Moustaki

"Hiroshima"

Per la colomba e l’olivo,
Con l’angoscia del prigioniero,
Per il bambino che non ha nulla a che fare,
Forse arriverà domani.
*
Con le parole di tutti i giorni,
Con i gesti d’amore,
Con la paura, con la fame,
Forse arriverà domani.
*
Per coloro che sono già morti,
Per tutti coloro che sono ancora in vita,
Per chi volesse finalmente vivere,
Forse arriverà domani.
*
Per il debole con i forti,
Con tutti quelli che sono d’accordo,
Sarebbe non pochi,
Forse arriverà domani.
*
Da tutti i sogni calpestati,
Abbandonato dalla speranza,
A Hiroshima, o più,
Forse arriverà domani
*
Pace!

Georges Moustaki – Lo straniero

Georges Moustaki

Lo straniero

Con questa faccia da straniero sono soltanto un uomo vero
anche se a voi non sembrerà.
Ho gli occhi chiari come il mare capaci solo di sognare
mentre ormai non sogno più.
Metà pirata metà artista un vagabondo un musicista
che ruba quasi quanto dà
con questa bocca che berrà a ogni fontana che vedrà
e forse mai si fermerà.
Con questa faccia da straniero ho attraversato la mia vita
senza sapere dove andar
e’ stato il sole dell’estate e mille donne innamorate
a maturare la mia età.
Ho fatto male a viso aperto e qualche volta ho anche sofferto
senza però piangere mai
e la mia anima si sa in purgatorio finirà
salvo un miracolo oramai.
Con questa faccia da straniero sopra una nave abbandonata
sono arrivato fino a te
adesso tu sei prigioniera di questa splendida chimera
di questo amore senza età.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà
il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.
Il nostro amore durerà per una breve eternità
finché la morte non verrà.

The Gang – La pianura dei sette fratelli

The Gang

La pianura dei sette fratelli

E terra e acqua e vento
non c’era tempo per la paura,
nati sotto la stella
quella più bella della pianura
Avevano una falce
e mani grandi da contadini
e prima di dormire
un "padre nostro" come da bambini.
*
Sette figlioli sette
di pane e miele a chi li dò.
Sette come le note,
una canzone gli canterò.
*
E pioggia e neve e gelo
e fola e fuoco insieme al vino
e vanno via i pensieri
insieme al fumo su per il camino.
Avevano un granaio
e il passo a tempo si chi sa ballare,
di chi per la vita
prende il suo amore e lo sa portare.
*
Sette fratelli sette
di pane e miele a chi li do’.
Non li darò alla guerra,
all’uomo nero non li darò.
*
Nuvola, lampo e tuono
non c’è perdono per quella notte
che gli squadristi vennero
e via li portarono coi calci e le botte.
Avevano un saluto
e degli abbracci quello più forte.
Avevano lo sguardo
quello di chi va incontro alla sorte
*
Sette fratelli sette,
sette ferite e sette solchi:
ci disse la pianura
i figli di Alcide non sono mai morti
*
In quella pianura gang,sette,fratelli,italia
Da Valle Re ai Campi Rossi
noi ci passammo un giorno
e in mezzo alla nebbia
ci scoprimmo commossi.

Luciano Ligabue – Il muro del suono

Luciano Ligabue

Il muro del suono

Sotto gli occhi da sempre distratti del mondo
sotto i colpi di spugna di una democrazia
c’è chi visse sperando
e chi disperando
e c’è chi visse comunque morendo
c’è chi riesce a dormire
comunque sia andata
comunque sia
Sotto gli occhi annoiati e distratti del mondo
la pallottola è in canna in bella calligrafia
la giustizia che aspetti
è uguale per tutti
ma le sentenze sono un pelo in ritardo
avvocati che alzano il calice al cielo
sentendosi Dio
C’è qualcuno che può rompere il muro del suono
mentre tutto il mondo si commenta da solo
il cerino sfregato nel buio
fa più luce di quanto vediamo
c’è qualcuno che può rompere il muro del suono
Sotto gli occhi impegnati in ben altro del mondo
ogni storia è riscritta in economia
con i pitbull mollati a sbranare per strada
e coi padroni che stanno fumando
chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria
C’è qualcuno che può rompere il muro del suono
mentre tutto il mondo si commenta da solo
il cerino sfregato nel buio
fa più luce di quanto vediamo
c’è qualcuno che può rompere il muro del suono
del suono
del suono
Sotto gli occhi comunque distratti del mondo
si rovesciano al centro e periferia
il vampiro non cambia
pistola alla tempia
non chiede scusa per tutto quel sangue
chi doveva pagare non ha mai pagato per la carestia
chi doveva pagare non ha mai pagato l’argenteria
chi doveva pagare non ha mai pagato
C’è qualcuno che può rompere il muro del suono
mentre tutto il mondo si commenta da solo
il cerino sfregato nel buio
fa più luce di quanto crediamo
c’è qualcuno che può rompere il muro del suono
del suono
del suono

Bob Dylan – Changin’

Bob Dylan
Changin’

Venite intorno gente
Dovunque voi vagate
Ed ammettete che le acque
Attorno a voi stanno crescendo
Ed accettate che presto
Sarete inzuppati fino all’osso.
E se il tempo per voi
Rappresenta qualcosa
Fareste meglio ad incominciare a nuotare
O affonderete come pietre
Perché i tempi stanno cambiando.
*
Venite scrittori e critici
Che profetizzate con le vostre penne
E tenete gli occhi ben aperti
L’occasione non tornerà
E non parlate troppo presto
Perché la ruota sta ancora girando
E non c’è nessuno che può dire
Chi sarà scelto.
Perché il perdente adesso
Sarà il vincente di domani
Perché i tempi stanno cambiando.
*
Venite senatori, membri del congresso
Per favore date importanza alla chiamata
E non rimanete sulla porta
Non bloccate l’atrio
Perché quello che si ferirà
Sarà colui che ha cercato di impedire l’entrata
C’è una battaglia fuori
E sta infuriando.
Presto scuoterà le vostre finestre
E farà tremare i vostri muri
Perché i tempi stanno cambiando.
*
Venite madri e padri
Da ogni parte del Paese
E non criticate
Quello che non potete capire
I vostri figli e le vostre figlie
Sono al dì la dei vostri comandi
La vostra vecchia strada
Sta rapidamente invecchiando.
Per favore andate via dalla nuova
Se non potete dare una mano
Perché i tempi stanno cambiando.
*
La linea è tracciata
La maledizione è lanciata
Il più lento adesso
Sarà il più veloce poi
Ed il presente adesso
Sarà il passato poi
L’ordine sta rapidamente
Scomparendo.
Ed il primo ora
Sarà l’ultimo poi
Perché i tempi stanno cambiando.

Traduzione di Anonimo

Bob Dylan – Like A Roliing Stone

Bob Dylan
Like A Roliing Stone

Una volta vestivi così bene

Gettavi una moneta ai mendicanti nel fiore dei tuoi anni, non è vero?
La gente ti avvisava "attenta ragazza! Sei destinata a cadere "
Tu pensavi che stessero tutti scherzando
Eri solita ridere
Di tutti quelli che tentavano di rimanere a galla
Ora non parli così forte
Ora non sembri così superba
Nel tuo dover elemosinare il tuo prossimo pasto
*
Come ci si sente
Come ci si sente
Senza una casa
Come una completa sconosciuta
Come una pietra che rotola?
*
Sei andata alle scuole più prestigiose, tutto ok signorina solitaria
Ma sai che ti piaceva solo ubriacarti
Nessuno ti ha mai insegnato come vivere per la strada
Ed ora dovrai abituartici
Dicevi che non saresti mai scesa a compromessi
Con il vagabondo misterioso ma adesso ti rendi conto
Che lui non sta vendendo alcun alibi
Mentre tu fissi nel vuoto dei suoi occhi
E dici "ci mettiamo d’accordo?"
*
Come ci si sente
Come ci si sente
A contare sulle proprie forze
Senza un posto dove andare
Una completa sconosciuta
Come una pietra che rotola?
*
Non ti sei mai voltata intorno per vedere lo sguardo aggrottato
Dei giocolieri e dei clowns
Quando tutti loro facevano trucchi per te
Non hai mai capito che non è bello
Lasciare che altri ti divertano
Eri solita andare sul cavallo cromato con il tuo diplomatico
Che portava sulla sua spalla un gatto siamese
Adesso è dura dal momento che ti sei accorta
Che in realtà non era come ti diceva
Dopo che ti ha portato via tutto quello che poteva rubarti
*
Come ci si sente
Come ci si sente
A contare sulle proprie forze
Senza un posto dove andare
Come una completa sconosciuta
Come una pietra che rotola?
*
La principessa sul campanile e tutta la gente carina
Sta bevendo e pensando che ce l’hanno fatta
E si scambiano tutti preziosi regali
Ma tu faresti meglio a prendere il tuo anello di diamanti
Faresti meglio ad impegnartelo babe
Eri solita ridere
Del Napoleone in stracci e del linguaggio che egli usava
Và da lui ora, ti sta chiamando non puoi rifiutare
Quando non possiedi più nulla non hai nulla da perdere
Sei invisibile ora, non hai segreti da nascondere
*
Come ci si sente
Come ci si sente
A contare solo su se stessi
Senza un posto dove andare
Come una completa sconosciuta
Come una pietra che rotola?
Traduzione di Anonimo

Luigi Tenco – Cara maestra,

Luigi Tenco
Cara maestra,

un giorno m’insegnavi
che a questo mondo noi
noi siamo tutti uguali.
Ma quando entrava in classe il direttore
tu ci facevi alzare tutti in piedi,
e quando entrava in classe il bidello
ci permettevi di restar seduti.
Mio buon curato,
dicevi che la chiesa
è la casa dei poveri,
della povera gente.
Però hai rivestito la tua chiesa
di tende d’oro e marmi colorati:
come può adesso un povero che entra
sentirsi come fosse a casa sua?
Egregio sindaco,
m’ hanno detto che un giorno
tu gridavi alla gente
"vincere o morire".
Ora vorrei sapere come mai
vinto non hai, eppure non sei morto,
e al posto tuo è morta tanta gente
che non voleva né vincere né morire?

Sergio Endrigo – La ballata dell’Ex

Sergio Endrigo
La ballata dell’Ex

Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
La notte solo il vento gli faceva compagnia
Laggiù nella vallata è già pronta l’imboscata
Nell’alba senza sole eccoci qua
Qualcuno il conto oggi pagherà
*
Andava per i boschi con due mitra e tre bombe a mano
Il mondo è un mondo cane ma stavolta cambierà
Tra poco finiranno i giorni neri di paura
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l’uguaglianza e la libertà
*
In soli cinque anni questa guerra è già finita
È libera l’Italia l’oppressore non c’è più
Si canta per i campi dove il grano ride al sole
La gente è ritornata giù in città
Ci son nell’aria grandi novità
*
E scese dai suoi monti per i boschi fino al piano
Passava tra la gente che applaudiva gli alleati
Andava a consegnare mitra barba e bombe a mano
Ormai l’artiglieria non serve più
Un mondo tutto nuovo sorgerà
Per tutti l’uguaglianza e la libertà
*
E torna al suo paese che è rimasto sempre quello
Con qualche casa in meno ed un campanile in più
C’è il vecchio maresciallo che lo vuole interrogare
Così per niente per formalità
Mi chiamano Danilo e sono qua
*
E vogliono sapere perché come quando e dove
Soltanto per vedere se ha diritto alla pensione
Gli chiedono per caso come è andata quella sera
Che son partiti il conte e il podestà
E chi li ha fatto fuori non si sa
E chi li ha fatto fuori non si sa
*
Se il tempo è galantuomo io son figlio di nessuno
Vent’anni son passati e il nemico è sempre là
Ma i tuoi compagni ormai non ci son più
Son tutti al ministero o all’aldilà
Ci fosse un cane a ricordare che …
*
Andavi per i boschi con due mitra e tre bombe a mano…