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David Maria Turoldo – Itinerari

 

David Maria Turoldo

 

Itinerari

 

Liberata l’anima ritorna
agli angoli delle strade
oggi percorse, a ritrovare i brani.
Lì un gomitolo d’uomo
posato sulle grucce,
e là una donna offriva al suo nato
il petto senza latte.

 

Nella soffitta d’albergo
una creatura indecifrabile:
dal buio occhi uguali
al cerchio fosforescente d’una sveglia
a segnare ore immobili.
E io a domandare alle pietre agli astri
al silenzio: chi ha veduto Cristo?

Piero Torresan – lo non ho mai parlato con te, Signore

Piero Torresan
lo non ho mai parlato con te, Signore
(Seconda guerra mondiale)

Io non ho mai parlato con te, Signore.
Mi dicevano che tu non esisti e io credetti che fosse vero.
Stasera però, quando stavo nascosto nel fosso di una granata, vidi il tuo cielo. Chi avrebbe detto che per vederti sarebbe bastato stendermi sul dorso?
È strano che non ti abbia incontrato prima ma solo in un inferno come questo. L’offensiva ci aspetta tra poco.
Mio Dio, non ho paura da quando ho scoperto che sei vicino.
Tardi ti ho scoperto… senza paura vado alla morte.

Tratto da
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Roberto Vecchioni, – La Viola d’inverno

Roberto Vecchioni,
La Viola d’inverno
Arriverà che fumo o che do l’acqua ai fiori, o che ti ho appena detto:
"scendo, porto il cane fuori",
che avrò una mezza fetta di torta in bocca,
o la saliva di un bacio appena dato,
arriverà, lo farà così in fretta
che non sarò neanche emozionato…
Arriverà che dormo o sogno,
o piscio o mentre sto guidando,
la sentirò benissimo suonare mentre sbando,
e non potrò confonderla con niente,
perché ha un suono maledettamente eterno:
e poi si sente quella volta sola
la viola d’inverno.
Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è scontato
che non t’immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso…
E non potrò parlarti, strizzarti l’occhio,
non potrò farti segni,
tutto questo è vietato da inscrutabili disegni,
e tu ti chiederai che cosa vuole dire tutto quell’improvviso starti intorno
perché tu non potrai,
non la potrai sentire la mia viola d’inverno.
E allora penserò che niente ha avuto senso
a parte questo averti amata,
amata in così poco tempo;
e che il mondo non vale un tuo sorriso,
e nessuna canzone è più grande di un tuo giorno
e che si tenga il resto,
me compreso, la viola d’inverno.
E dopo aver diviso tutto:
la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
questa è davvero l’unica cosa
che devo proprio fare da solo
e dopo aver diviso tutto
neanche ti avverto che vado via,
ma non mi dire pure stavolta
che faccio di testa mia:
tienila stretta la testa mia.