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Dylan Thomas – Questo pane che rompo

Dylan Thomas

Questo pane che rompo

Questo pane che rompo un tempo fu frumento,
Questo vino su un albero straniero
Nel suo frutto fu immerso;
L’uomo di giorno o il vento nella notte
Gettò a terra le messi, la gioia dell’uva infranse.

Un tempo, in questo vino, il sangue dell’estate
Pulsò nella carne che vestì la vite;
Un tempo, in questo pane
il frumento fu allegro in mezzo al vento;
L’uomo spezzò allora il sole, abbattè allora il vento.

Questa carne che rompete, il sangue a cui lasciate
devastare per le vene, furono
Frumento ed uva, nati
Da radice e da linfa sensuali; voi
Bevete del mio vino, spezzate del mio pane.

Dylan Thomas – E la morte non avrà più dominio

Dylan Thomas

E la morte non avrà più dominio

E la morte non avrà più dominio.
I morti nudi saranno una cosa
Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;
Quando le loro ossa saranno spolpate e
le ossa pulite scomparse,
Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;
Benché impazziscano saranno sani di mente,
Benché sprofondino in mare risaliranno a galla,
Benché gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;
E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.
Sotto i meandri del mare
Giacendo a lungo non moriranno nel vento;
Sui cavalletti contorcendosi mentre i tendini cedono,
Cinghiati ad una ruota, non si spezzeranno;
Si spaccherà la fede in quelle mani
E l’unicorno del peccato li passerà da parte a parte;
Scheggiati da ogni lato non si schianteranno;
E la morte non avrà più dominio.

E la morte non avrà più dominio.
Più non potranno i gabbiani gridare ai loro orecchi,
Le onde rompersi urlanti sulle rive del mare;
Dove un fiore spuntò non potrà un fiore
Mai più sfidare i colpi della pioggia;
Ma benché pazzi e morti stecchiti,
Le teste di quei tali martelleranno dalle margherite;
Irromperanno al sole fino a che il sole precipiterà;
E la morte non avrà più dominio.

Philip Larkin – Omaggio a un governo

Philip Larkin

Omaggio a un governo

L’anno prossimo dovremo riportare i soldati a casa

per mancanza di denaro, e questo va bene.

I luoghi che hanno protetto o tenuto in ordine

dovranno proteggersi da soli e da soli tenersi in ordine.

Vogliamo il denaro che ci spetta a casa

invece di andare a lavorare. E questo va bene.

È difficile dire chi ha voluto tutto questo,

ma adesso che si è deciso non importa piú a nessuno.

I luoghi sono molto lontani, non sono qui,

e questo va bene, e da quanto ne sappiamo

i soldati là non facevano che guai.

L’anno prossimo saremo piú tranquilli.

L’anno prossimo vivremo in un paese

che ha riportato a casa i suoi soldati per mancanza

di denaro.

Le statue si staglieranno ancora nelle stesse

piazze avvolte d’alberi, e sembreranno quasi le stesse.

I nostri figli non sapranno che è un paese differente.

Adesso quello che possiamo sperare di lasciar loro è il

denaro.

Alfred Edward Housman – Epitaffio per un esercito di mercenari

Alfred Edward Housman

Epitaffio per un esercito di mercenari

Questi, nel giorno che i cieli caddero,

l’ora in cui le fondamenta della terra cedettero

seguirono le loro vocazioni mercenarie

ebbero i loro soldi e sono morti

Con quelle spalle tennero sospeso il cielo,

Stettero e le fondamenta della terra stanno,

ciò che Dio abbandonò , essi difesero,

e salvarono ogni cosa per la paga