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Nâzim Hikmet – In questa notte d’autunno

Nâzim Hikmet
In questa notte d’autunno
In questa notte d’autunnosono
pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carnedal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
.Erano tristi, amareerano allegre,
piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.

Nazim Hikmet – Ragazzo mio

Nazim Hikmet

Ragazzo mio

Ragazzo mio
non vivere su questa terra
come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda: in questo mondo
devi vivere saldo,
vivere come nella casa paterna.

Credi al grano, alla terra, al mare;
ma prima di tutto all’uomo.
Ama la nuvola,  il libro,  la macchina,
ma prima di tutto l’uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto il dolore dell’uomo.

Godi di tutti i beni terrestri,
del sole, della pioggia e della neve,
dell’inverno e dell’estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto godi dell’uomo.

Nazim Hikmet – Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento

certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti

certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido

la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è divenuto prato

hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre

hai pianto
e perle son rotolate sulle mie palme

ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet – Addormentarsi adesso

Nazim Hikmet

Addormentarsi adesso

“Addormentarsi adesso
svegliarsi tra cento anni, amor mio…”
“No,
non sono un disertore.
Del resto, il mio secolo non mi fa paura
il mio secolo pieno di miserie e di scandali
il mio secolo coraggioso grande ed eroico.
Non ho mai rimpianto d’esser venuto al mondo troppo presto
sono del ventesimo secolo e ne son fiero.
Mi basta esser là dove sono, tra i nostri,
e battermi per un mondo nuovo…”
“Tra cento anni, amor mio…”
“No,
prima e malgrado tutto.
Il mio secolo che muore e rinasce
il mio secolo
i cui ultimi giorni saranno belli
la mia terribile notte lacerata dai gridi dell’’alba
il mio secolo splenderà di sole, amor mio
come i tuoi occhi…”

Nazim Hikmet – Nasceranno uomini migliori

NAZIM HIKMET
(Turchia, 1902-1963)

Nasceranno uomini migliori

Nasceranno da noi
uomini migliori.
La generazione
che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato
dalla terra,
dal ferro e dal fuoco.
Senza paura
e senza troppo riflettere
i nostri nipoti
si daranno la mano
e rimirando le stelle del cielo
diranno:
«Com’è bella la vita!
Intoneranno
una canzone nuovissima,
profonda come gli occhi dell’uomo
fresca come un grappolo d’uva
una canzone libera e gioiosa.
Nessun albero
ha mai dato
frutti più belli.
E nemmeno
la più bella
delle notti di primavera
ha mai conosciuto
questi suoni, questi colori.
Nasceranno da noi
uomini migliori.
La generazione
che dovrà venire
sarà migliore
di chi è nato
dalla terra
del ferro e del fuoco