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SAMIR AL-QASIM (Giordania, 1939) Lettera di un morto in esilio

SAMIR AL-QASIM
(Giordania, 1939)
Lettera di un morto in esilio
Un giorno mi sorpresero:
spinsero via la madre e la sorella
mi arrestarono.
*
Erano quali statue di polvere,
dei visi che han perduto la luce degli occhi,
quando vennero all’improvviso
mi arrestarono.
*
Mio padre era allora lì a pregare
il Signore della terra:
pregava nel podere da noi ereditato dai nonni
quando vennero all’improvviso e mi arrestarono.
*
Mi portarono lontano
mi buttarono nel buio di un carcere dove m’incoronarono di spine.
Ciò malgrado, la mia fronte rimase alta.
*
Sul fango e sui fili spinati
mi trascinarono tutta la notte;
Ciò malgrado la mia fronte rimase alta.
*
Sfregarono con sabbia e con sale le mie ferite
in un angolo odioso mi scalciarono.
Le loro scarpe nere erano estranee:
erano dei resti dei maledetti schutztaffel dei Nazisti (di Bonn)…

Diventai un giardino di ferite

SAMIR AL-QASIM (Giordania, 1939) Lettera di un morto in esilio

SAMIR AL-QASIM
(Giordania, 1939)
Lettera di un morto in esilio
Un giorno mi sorpresero:
spinsero via la madre e la sorella
mi arrestarono.
*
Erano quali statue di polvere,
dei visi che han perduto la luce degli occhi,
quando vennero all’improvviso
mi arrestarono.
*
Mio padre era allora lì a pregare
il Signore della terra:
pregava nel podere da noi ereditato dai nonni
quando vennero all’improvviso e mi arrestarono.
*
Mi portarono lontano
mi buttarono nel buio di un carcere dove m’incoronarono di spine.
Ciò malgrado, la mia fronte rimase alta.
*
Sul fango e sui fili spinati
mi trascinarono tutta la notte;
Ciò malgrado la mia fronte rimase alta.
*
Sfregarono con sabbia e con sale le mie ferite
in un angolo odioso mi scalciarono.
Le loro scarpe nere erano estranee:
erano dei resti dei maledetti schutztaffel dei Nazisti (di Bonn)…



Diventai un giardino di ferite

Archad Al-Abed (Giordania) Il tessuto del buio

 

Archad Al –Abed
(Giordania)
Il tessuto del buio
i
Forse, quando piove addosso
a un uomo senza ombrello
si rivela l’odore della femmina
sui vestiti e sui suoi capelli,
questa femminilità scombinata
ha bisogno di ricomporsi
di incarnarsi
ma l’uomo che cammina sotto la pioggia
è senza ombrello
perché non vede la pioggia.
2
Il vento scuote la polvere dalla scrivania
si accende solo il volto della memoria.
Cammina
lungo la strada senza ritorno
e il buio si sgrava della femmina
e lotta il sole col buio
la femmina si perde tra due intervalli.
E qui arrotolo in me i giorni
che spendo con lei.
Si appoggia sul suo bastone
i capelli bianchi scalpitano sulla sua testa.
La femmina che aspettavo
l’ha rubata il treno!
Le lacrime che cadono dagli alberi e l’autunno
trattano severamente le foglie.
L’inverno comprime la terra,
le mie lacrime baciano le mie guance
tu, nella tua bara, aspetti la pioggia.
La morte lotta contro le cose
la vittima sono io…
Il fiume corre verso il mare
i miei passi verso il miraggio
non sono arrivato ancora…
Il sole irradia le sabbie
il deserto cresce nel mio cuore.

Samir Al Qasim – Lettera di un morto in esilio

Samir Al Qasim

(Giordania, 1939)

Lettera di un morto in esilio

Un giorno mi sorpresero:

spinsero via la madre e la sorella

e mi arrestarono.

Erano quali statue di polvere,

dei visi che han perduto la luce degli occhi,

quando vennero all’improvviso

e mi arrestarono.

Mio padre era allora lì a pregare

il Signore della terra:

pregava nel podere da noi ereditato dai nonni

quando vennero all’improvviso e mi arrestarono.

Mi portarono lontano

e mi buttarono nel buio di un carcere

dove m’incoronarono di spine.

Ciò malgrado, la mia fronte rimase alta.

Sul fango e sui fili spinati

mi trascinarono tutta la notte;

Ciò malgrado la mia fronte rimase alta.

Sfregarono con sabbia e con sale le mie ferite

e in un angolo odioso mi scalciarono.

Le loro scarpe nere erano estranee:

erano dei resti dei maledetti schutztaffel

dei Nazisti (di Bonn)…

Diventai un giardino di ferite,

uno stendardo rosso

una circolare di lotta

Così ero quando stridette la porta del carcere

prima della nascita del mattino;

e senza un battito di ciglio

mi uccisero……

Mi uccisero un giorno

o amati miei!…

Però malgrado la morte, la mia fronte

rimase alta verso l’oriente