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Khalil Gibran – Il canto dell’anima

Khalil Gibran

Il canto dell’anima
*
Nel fondo dell’anima mi risuona
un canto senza voce: un canto che vive
alla radice del mio cuore.
*
Esso non vuole fondersi con l’inchiostro
sulla pergamena; ammanta
di trasparenza il mio sentimento e scorre,
ma non sulle mie labbra.
*
Come posso esalarlo in sospiri? Temo
che nell’aere terrestre si disperda;
A chi posso cantarlo? Esso dimora
nella casa della mia anima: ha paura
che orecchie indelicate
lo ascoltino.
*
Se mi osservo con l’occhio interiore
vedo l’ombra della sua ombra;
nel toccarmi la punta delle dita
avverto le sue vibrazioni.
*
I gesti delle mie mani lo rispecchiano
come un lago e’ costretto a riflettere
il luccichio delle stelle; le mie lacrime
lo rivelano, come il brillio della rugiada
rivela il segreto di una rosa che appassisce.
*
E’ un canto scritto dalla contemplazione,
e’ proclamato dal silenzio,
e’ un canto che rifugge il clamore,
e si amalgama alla realtà,
e’ un canto che ritorna nei sogni
ed e’ composto dall’amore
e’ un canto che al risveglio si nasconde
e risuona soltanto nell’anima.
*
E’ il canto dell’amore;
quale Caino o Esaù potrebbero intonarlo?
E’ piu’ fragrante del gelsomino;
quale voce potrebbe asservirlo?
E’ rinchiuso nel cuore, come il segreto di una vergine;
quali corde lo faranno vibrare?
*
Chi osera’ accostare il ruggito del mare
al canto dell’usignolo?
Chi osera’ paragonare l’urlo della tempesta
al sospiro di un neonato?
Chi osera’ pronunciare le parole
concepite per essere dette con il cuore?
*
Quale uomo oserà dare voce
al canto di Dio?

Kahlil Gibran – Sofferenza

Kahlil Gibran

Sofferenza
Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi mantenere il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.

Kahlil Gibran – L’amore

Kahlil Gibran

L’amore

Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Anche attraverso le sue tante vie faticose e ripide.
E quando le tue ali ti avvolgono, abbandonati.

Non importa se la spada nascosta tra le sue piume può ferirti.

Credi in lui, sebbene la sua voce possa frantumare i sogni e strappare fiori
nel giardino della tua anima.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Lui sa accarezzare i momenti più teneri, anche quando tremano al Sole.

Seguilo.

Ti accoglierà come il prato che fa crescere l’erba, come il cielo che fa bionde
le spighe, come la macina che fa candido il grano.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.

Conoscerai tutti i segreti del tuo cuore, così come sarai padrone di ogni
frammento della vita.

Non aver mai paura dell’amore.

Entra nel suo mondo.

Vivi le stagioni del sorriso, come pure quelle del pianto.

Scoprirai che non sono amare le sue lacrime.

Quando l’amore ti chiama, seguilo.
E lasciati guidare.

Kahlil Gibran – Preghiera

Kahlil Gibran

Preghiera

"Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Kahlil Gibran – Magia della vita

Kahlil Gibran

Magia della vita

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?

Kahlil Gibran – Te

Kahlil Gibran

Te

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Kahlil Gibran – [Senza titolo]

Kahlil Gibran

[Senza titolo]

La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini, miei simili, è un’isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.

Kahlil Gibran – La morte

Kahlil Gibran

La morte

Conoscere il segreto della morte
significa cercare nel cuore della vita
svelare il mistero della luce.
Significa spalancare le porte del cuore
sui cieli dell’universo,
poiché la vita e la morte sono unite
indivisibili
proprio come lo sono il fiume e il mare
la terra e il cielo, l’alba e il tramonto
ed è nel profondo delle speranze
e dei desideri
che giace silenziosa
la conoscenza dell’aldilà.
E così come semi sognanti sotto la neve
ogni cuore sogna la primavera.
Così nei sogni
è nascosto il cancello dell’eternità.
E così morire
è bere dal fiume del silenzio
è scalare la cima del monte
significa stare nudi nel vento
e sciogliersi al sole.
Significa liberare il respiro
perché possa elevarsi
e cercare Dio.

Kahlil Gibran – Il piacere

Kahlil Gibran

Il piacere

Il piacere è un canto di libertà
è la fioritura di tutti i desideri
è una profondità che invoca un’altezza
è lo spazio infinito
che ha radici nel cuore della terra.
Il piacere
è il raccolto di un’estate
il silenzio della notte
che fa di una lucciola una stella
è la fiamma e il vento
è l’arpa che vibra nell’anima
musica dolce e suoni confusi.
Il piacere
è un tesoro con mani tremanti
è una necessità e un’estasi
è un messaggero d’amore
è una sorgente di vita.

Kahlil Gibran – Il folle

Kahlil Gibran

Il folle

Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.
E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi, "Perchè sei qui?".
E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse: "E’ una domanda poco opportuna, comunque risponderò.
Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso,e così mio zio.
Mia madre vedeva in me l’immagina del suo illustre genitore.
Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire.
Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta.
"E anche i miei insegnanti,
il dottore in filosofia,e il maestro di musica,e il logico,erano ben decisi:
ognuno di loro,voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.
"Per questa sono venuto qui.
Trovo l’ambiente più sano.
Qui almeno posso essere ME stesso".
E di scatto si volse verso me e chiese: "Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?"
Ed io risposi:" No, sono qui in visita".
E lui disse:" Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altre parte del muro".