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Fabrizio De Andre – Fiume Sand Creek

Fabrizio De Andre
Fiume Sand Creek
Si sono presi i nostri cuori sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni, occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni, figlio di un temporale
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte, mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno: "è solo un sogno?", mio nonno disse "Sì"
a volte i pesci cantano nel letto del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio, nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole, le lacrime più grosse
quando l’albero della neve fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa sulle spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia al cielo per farlo respirare
tirai una freccia al vento per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi i nostri cuori sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni, occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni, figlio di un temporale
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek.

Badr Shakir Al Sayyab – Il fiume e la morte

Badr Shakir Al Sayyab
Il fiume e la morte
Buwayb…’
Buwayb…
Le campane di una torre perduta nel lontano fondo marino
l’acqua nelle giare, il tramonto sull’albero
sulle giare gocciolano campanili di pioggia
dai cristalli fusi in un lamento
Buwayb… oh Buwayb!
La notte del mio sangue non è che nostalgia
per te, o Buwayb,
o mio fiume, triste come la pioggia.
Vorrei correre nell’ombra,
le mie mani serrano un anno di desiderio
uno per ogni dito! Sarà il mio dono
di fiori e grano.
Vorrei elevarmi verso la corona delle alture
a sorprendere la luna
virare tra le tue rive, seminare ombre
riempire cesti
di acqua, fiori e pesci.
Vorrei tuffarmi per seguire la luna
e dal fondale ascoltare la ghiaia tintinnare
come il trillo di mille passeri sull’albero.
Sei una foresta di lacrime o un fiume?
I pesci vegliano, si addormenteranno all’alba?
Queste stelle attendono ancora
di nutrire di seta mille aghi?
E tu, o Buwayb?
In te vorrei annegare, raccogliere le perle
per farne una casa,
gocce di luce dalla luna e dagli astri
illuminare l’erba dell’acqua e i rami.
Nel riflusso, ti seguirei sino al mare!
La morte è un mondo estraneo che strega i bambini,
e la sua porta segreta, tu la celio Buwayb! …
‘Fiume che attraversa la città natale del poeta, Jaykùr

Fabrizio De Andrè – Fiume Sand Creek

Fabrizio De Andrè
Fiume Sand Creek –

"Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola
dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

C’è un dollaro d’argento
sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani
sulla pista del bisonte
e quella musica distante
diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì

A volte i pesci cantano
sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte
che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio
nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse

Ora i bambini dormono
nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa
tra’ le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo
e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare

La terza freccia cercala

sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore
sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola
dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale

Ora i bambini dormono
sul fondo del Sand Creek"

Pablo Neruda – Il Monte ed Il Fiume

Pablo Neruda
Il Monte ed Il Fiume
Nella mia terra natale c’è un monte.
Nella mia terra natale c’è un fiume.
Vieni con me.
La notte sale al monte.
La fame scende al fiume.
Vieni con me.
Chi sono coloro che soffrono?
Non lo so, ma mi riguardano.
Vieni con me.
Non lo so, ma mi chiamano
e mi dicono, “Soffriamo”
Vieni con me.
E mi dicono, “Il tuo popolo,
il tuo popolo, sventurato,
tra il monte ed il fiume,
affamato e sofferente,
non vuole lottare da solo,
ti sta aspettando, amico.”
Oh tu, mia amata
piccola, maturo chicco
di grano,
sarà dura la lotta,
la vita sarà dura,
ma tu verrai con me.