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Gaetano Esposito (Pasqualotto) – La sedia elettrica (Mamma sfortunata)

Gaetano Esposito (Pasqualotto)
La sedia elettrica (Mamma sfortunata)

Quando lessi il nome sul giornali
urlai forte davanti a tutti
No, non è vero. Mio figlio è innocente…
Chi lo ha accusato commette un’infamia!
I cuori di tutte le mamme non sentono ragione:
Nessuno può dire alle mamme che i loro figli non sono bravi ragazzi
ma quella mamma si accorse subito
che suo figlio andava a morire sulla sedia elettrica
*
Tutti i gioielli e tutte le cose care,
questo l’ha venduto, quell’altro lo ha impegnato,
sperando che la parola dell’avvocato
rendesse possibile il ritorno a casa del figlio.
Io solo a lui tengo, diceva a tutta la gente,
voglio vivere da pezzente ma voglio che mio figlio esca!
Io che sono madre, posso dire chi è mio figlio:
No! non deve morire sulla sedia elettrica
*
Questa mamma moribonda nel suo letto
mentre il figlio è sul banco degli imputati.
A uno a uno i giurati ritornano:
"omicidio di primo grado, deve morire"
Non lo dite a mia madre che non tornerò a casa,
ditele: "un giorno lo vedrai ritornare"
La madre malata prega e aspetta la grazia…
Ma suo figlio sta morendo sulla sedia elettrica!

Note
La canzone, scritta nel 1924, non è mai stata inserita in nessun fascicolo di Piedigrotta (in questa data), poiché la polizia americana perseguita chiunque spendesse una parola a favore di Sacco e Vanzetti.

Tratto da
Canzoni contro la guerra