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R Mahumoud Darwisch – Reazione

R Mahumoud Darwisch
Reazione
Patria mia, il ferro delle mie catene mi insegna
la violenza delle aquile e la tenerezza dell’ottimista.
Non sapevo che sotto le nostre pelli
ci fosse nascita d’uragani e nozze di ruscelli.
M’han precluso la luce in una cella,
ma nel cuore s’illumina… un sole di fiaccole.
Han scritto sulla parete il numero della mia tessera,
ma sulla parete è sorto un prato di spighe.
Han disegnato sulla parete l’immagine del mio uccisore,
ma l’ombra delle sue trecce ne ha cancellato i tratti.
Ho inciso coi denti la tua effige, sanguinando
e ho scritto il canto della tenebra partente.
Ho messo nella carne della tenebra la mia sconfitta
e ho infilato nei capelli delle luci le mie dita.
E i conquistatori sui tetti delle mie abitazioni
han conquistato solo le promesse dei miei terremoti,
vedranno solo il luccichio della mia fronte
non udranno che lo stridor delle mie catene.
E se bruciassi sulla croce della mia devozione
diverrò un santo in veste di combattente.
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Mahmoud Darwish – La terra è stufa di noi

Mahmoud Darwish
La terra è stufa di noi
Ci respinge la terrae
ci costringe nell’ultimo varco
ci spogliamo dalle membra per poter passare.
Ci spreme la terra.
Magari fossimo il suo grano
per morire e
Rinascere.
Magari fosse madre nostra
Perché abbia pietà di noi.
Magari fossimo dipinti sulle rocce,
che il nostro sogno porterà,
come specchi.
Abbiamo visto i volti
Di chi verrà assassinato
Dall’ultimo di noi,
in difesa dell’anima!
Abbiamo pianto sulle feste
dei loro bambini.
Abbiamo visto i volti
di chi lancerà i nostri bambini
dalle finestre di questo ultimo spazio.
Specchi che la nostra stella appenderà!
Dove andremo dopo le ultime frontiere?
Dove voleranno le rondini dopo l’ultimo cielo?
E dove dormiranno gli alberi dopo l’ultimo
respiro d’aria?
Scriveremo i nostri nomi
Con vapore scarlatto,
interromperemo il canto,
perché lo completi la nostra carne lacerata.
Qui moriremo,
qui nell’ultimo passaggio,
qui o forse qui,
pianterà i suoi olivi il nostro sangue.

Mahmoud Darwisck – Passanti tra parole fugaci

Mahmoud Darwisck
Passanti tra parole fugaci
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci
portate i vostri nomi,
ed andatevene.
Ritirate i vostri istanti dal nostro tempo,
ed andatevene.
Rubate ciò che volete dall’azzurrità del mare
e dalla sabbia della memoria.
Prendete ciò che volete d’immagini,
per capire  che mai saprete
come una pietra dalla nostra terra
erige il soffitto del nostro cielo.
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci
da voi  la spada … e da noi il  sangue
da voi l’acciaio, il fuoco … e da noi la  carne
da voi un altro carro armato … e da noi un sasso
da voi una bomba lacrimogena … e da noi la pioggia.
E’ nostro ciò che avete di cielo ed aria.
Allora, prendete la vostra parte del nostro sangue,
ed andatevene.
Entrate ad una festa di cena e  ballo,
ed andatevene.
Noi dobbiamo custodire i fiori dei martiri.
Noi dobbiamo vivere, come  desideriamo.
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci.
Come la polvere amara, marciate dove volete
ma non  fatelo  tra di noi, come insetti volanti.
L’aceto è nella nostra terra finché lavoriamo,
mietiamo il nostro grano, lo annaffiamo
con le rugiade dei nostri corpi.
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:
un sasso … o una soggezione.
Prendete il passato, se volete, e portatelo
al mercato degli oggetti artistici.
Rinnovate lo scheletro all’ upupa, se volete,
su un vassoio di terracotta.
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta:
abbiamo il futuro….e abbiamo
nella nostra terra, ciò che fare.
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci.
Ammassate le vostre fantasie in una
fossa abbandonata,  ed andatevene.
E riportate le lancette del tempo
alla legittimità del vitello sacro
o al momento della musica di una pistola !
Abbiamo qui ciò che non vi accontenta
abbiamo ciò che non c’è  in voi:
una patria sanguinante
un popolo sanguinante,  una patria
adatta all’oblio  o alla memoria ….
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci.
E’ giunto il momento che ve ne andiate
  e dimoriate dove volete, ma non tra noi.
E’ giunto il momento che vi ne andiate
e moriate dove volete, ma non tra noi.
Abbiamo nella nostra terra, ciò che fare
il passato qui è nostro.
E’  nostra la prima voce della vita,
nostro il presente … il presente e il futuro
nostra, qui, la vita …e nostra l’eternità.
Fuori dalla nostra patria  …
dalla nostra terra … dal nostro mare
dal nostro grano … dal nostro sale
dalla nostra ferita …da ogni cosa.
Uscite dai ricordi della memoria
O voi, viaggiatori tra  parole fugaci !….