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Attila Jozsef – Un cuore puro

Attila Jozsef
Un cuore puro

Non ho padre né madre
né Dio né patria
né culla né sepolcro
né amante né baci.

E’ da tre giorni che non mangio
né troppo né poco,
sono potere i miei vent’anni.

Se nessuno li vuole
se li compri il diavolo,
con cuore puro scardino
servisse, uccido anche l’uomo.

Mi catturino e m’impicchino
con terra benedetta mi coprano
erba mortale cresca
sul mio bellissimo cuore.

Attila József – Quello che nascondi nel cuore

Attila József

Quello che nascondi nel cuore

Quello che nascondi nel cuore,
aprilo agli occhi,
quello che ti pare di vedere,
aspettalo nel tuo cuore.

Di amore si muore,
chi è vivo
dicono
ma la felicità ci vuole,
ci manca come un pezzo di pane.

Chi è vivo, rimane sempre un bambino,
e vuole tornare nel grembo materno
o si ama o si uccide,
campo di battaglia o letto nuziale.

Sarai tu l’ottantenne, che
ucciso dalla nuova generazione,
mentre muori
generi milioni col tuo sangue.

Tu la spina nel piede
non ce l’hai più,
e dal tuo cuore
scappa anche la morte.

Quello che ti pare di vedere,
con la mano devi prendere,
quello che nascondi nel cuore,
uccidilo o bacialo forte.

Devisio Deli – Lettera per un cuore amato da 8 anni

Devisio Deli
Lettera per un cuore amato da 8 anni
Scritta in zona di operazione Fine 1940

 

Questa, precisa Delfi, fu scritta sul monte Tamori, a quota 2019. «Erano momenti brutti: fame, freddo e pericolo!
I superiori cordiali, ma si marciava anche per sei gior­ni senza viveri». È firmata: Zona Cap. magg. Delfi Delvísio.
I

 

Benché mi trovo al campo di battaglia,
Mi voglio ricordar d’una creatura.
Sotto il canto poi della mitraglia,
Canto lo stesso con disinvoltura.
Mi ricordi quando ero canaglia.
Nemmeno adesso mi metto paura.
Voglio dirti della mia vita.
Ti prego, però, sii sempre ardita.
Il
Quando la battaglia l’è finita,
Torna su di noi quella vittoria.
Arriverà la festa tanto ardita
Ché la Patria porterà la gloria.
Allora sì che ritorna la vita,
Rileggeremo pagine di storia.
Così ritornerà fra noi l’amore,
Che adesso l’è rinchiuso dentro al core.
III
Se venisse disdetta del tuo amore,
Tieni sul tuo labbro sempre il riso.
Mai ti abbandona questo cuore,
Ma bensì ti ricordo in paradiso.
Se questo avvien ne porterò rancore
Del nostro giuramento che fu inciso
Benché fosse sepolto questo fiore
IV
Non piangerai se questo cuore
Combatte con affetto di patriotto.
Benché mancasse al tuo giardino il fiore,
Ricorda sempre il combattente vostro.
Sempre seguì con grande ardore,
Conosciuto un amore di anni otto.
Questo accende su me una grande fiamma,
Sempre ti prego di mia cara mamma.
V
Il vostro amore è qui che sempre canta,
Segue il destino del suo protettore.
Il manto divino che l’ammanta
Gli fa sempre avere ardito core.
Forse sarà preghiera di mia mamma,
Oppure sarà la tua, mio dolce amore.
Sempre spero su me questa fortuna,
Prego di cuore sotto il chiar di luna.
VI
Ma sopra tutto la Madonna buona,
Quella che abita giù al fiume.
Sopra di me sua grazia dona.
Sul mio cammino accenderà suo lume.
‘S’e questo avvien Delvisio gli ridona,
E un dono offrirò al suo nome,
Ringraziando della sua grandezza,
Per la sua santità la mia salvezza.
Tratto da
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Charles Bukowski – Il cuore che ride

Charles Bukowski

Il cuore che ride

La tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c’è luce.
forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché ce l’hai.
tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Attila József – Un cuore puro

27 GENNAIO

Attila József

Un cuore puro

Non ho padre né madre
né Dio né patria
né culla né sepolcro
né amante né baci.

E’ da tre giorni che non mangio
né troppo né poco,
sono potere i miei vent’anni.

Se nessuno li vuole
se li compri il diavolo,
con cuore puro scardino
servisse, uccido anche l’uomo.

Mi catturino e m’impicchino
con terra benedetta mi coprano
erba mortale cresca
sul mio bellissimo cuore.

Antonio Machado – Chiamò il mio cuore, un chiaro giorno

Antonio Machado

Chiamò il mio cuore, un chiaro giorno


Chiamò il mio cuore, un chiaro giorno,
nel profumo di un giardino, il vento.
– In cambio dell’aroma,
chiedo tutto l’aroma delle rose.
– Io non ho rose; fiori
non ha il mio giardino; son tutti morti.
Porterò via i pianti delle fonti,
le foglie gialle e i petali appassiti.
E il vento sparì…Il cuore sanguinava…
Anima, che ne è del tuo povero orto?

Trilussa – Er core der popolo

Trilussa

 

Er core der popolo

 

Finita la lettura der verdetto
che rimannava libbero er pittore,
scoppiò un evviva e tutte le signore
faceveno così cór fazzoletto.

 

Nun te dico le scene! Er difensore
je dette un bacio e se lo strense ar petto,
una regazza je buttò un bijetto,
una signora volle daje un fiore…

 

E quanno uscì je fecero lo stesso:
che sbattimano! che dimostrazzione!
Cristo, la folla che j’annava appresso!

 

Solo una vecchia curva e sganghenata
rimase ferma, a piagne in un cantone…
Forse la madre de l’assassinata.
II

 

Sto fatto te dimostra chiaramente
la gran bontà der popolo, per via
che, quanno ha da pijà ‘na simpatia,
per chi la pija? per un delinquente.

 

L’assassinato è sempre un propotente…
Er testimonio a carico è ‘na spia…
Er reo viè assorto… Evviva la giuria..
E vedi tutto che finisce in gnente.

 

Se domani, pe’ fattene un’idea,
quer boja de Nerone, ch’è Nerone,
telegrafasse: «Arrivo co’ Poppea»,
er popolo direbbe: — Me ne glorio! —

 

E j’annerebbe incontro a la stazzione
co’ le fanfare de l’educatorio!

Italo Slavo – Nel cuore del mio mondo

Italo Slavo

Nel cuore del mio mondo

   C’è una piazza
   grande, come un grande lago
   dove si specchiano a miriadi le foglie
   rosse fuoco dell’autunno:
   nel cuore del mio mondo
   è la piazza Tien An Men
   Al centro della piazza sta il corpo
   immobile, del presidente Mao.
   E sciamano milioni di cinesi:
   bambini della scuola che salutano contenti
   famiglie di provincia, curiosi, da ogni angolo
   del continente Cina, anziani,
   studenti, tassisti, donne e proletari
   e giovani soldati dell’Armata Popolare
   Al centro della piazza è fermo il corpo
    immobile, del presidente Mao.
   Nel cuore del mio mondo è la piazza Tien An Men
   grande, come un grande lago
   dove si specchiano a miriadi le bandiere
   rosse fuoco dell’autunno.
   Veicoli a motore e fotocamere, o fiori, vento
   e sposini di provincia,
   comitive, contadini
   e milioni di cinesi
   in ogni istante sanno
   che al centro della piazza
   immobile, è il presidente Mao.
   Nel cuore del mio mondo
   è la piazza Tien An Men
   con il volto
   immobile, del presidente Mao:
   tra ali di milioni di cinesi e proletari
   al centro della piazza
   nel palazzo memoriale
   tra milioni di cinesi proletari
   sorvegliato da picchetti di uniformi popolari
   di rivoluzionari
   da filari militari di bandiere sventolanti rosse fuoco
   al centro del palazzo memoriale
   che è al centro della piazza
   al centro della Cina
   nel cuore del mio mondo
   sta il corpo
   immobile, del presidente Mao.

Hsüan Chüeh Poeta Cinese

Hsüan Chüeh

Poeta Cinese

Chiaro specchio del cuore, riflesso infinito,
squarcia il vuoto pieno di innumerevoli mondi.
Facendo scintillare ogni cosa, ombre, luci.
Perla irradiante: ne’ fuori ne’ dentro.

Che calunnino pure, che sparlino,
che brucino il cielo, fatica inutile:
bevo le loro grida, come chiara rugiada!
Improvvisamente, purificato, mi sciolgo nell’Impensabile.