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Sergio Endrigo – La canzone della libertà

Sergio Endrigo –

La canzone della libertà

Quello che domandiamo è libertà
quello che rifiutate è libertà
quello che non sapete
è che noi ad ogni costo
noi ce la prenderemo libertà
*
quello che domandiamo è libertà
quello che rifiutate è libertà
quello che non sapete
è che siamo in tanti al mondo
troppi a volere ancora libertà
*
quello che volevamo è libertà
quello che negavate è libertà
ora però sapete è arrivato quel momento
subito la vogliamo libertà
*
quello che domandiamo è libertà
quello che rifiutate è libertà
ora però sapete è arrivato quel momento

Sergio Endrigo – La canzone della libertà

Sergio Endrigo –
La canzone della libertà

Quello che domandiamo è libertà
quello che rifiutate è libertà
quello che non sapete
è che noi ad ogni costo
noi ce la prenderemo libertà

quello che domandiamo è libertà
quello che rifiutate è libertà
quello che non sapete
è che siamo in tanti al mondo
troppi a volere ancora libertà

quello che volevamo è libertà
quello che negavate è libertà
ora però sapete è arrivato quel momento
subito la vogliamo libertà
quello che domandiamo è libertà

quello che rifiutate è libertà
ora però sapete è arrivato quel momento

Paul Verlaine – Canzone d’autunno

Paul Verlaine
Canzone d’autunno
I singulti lunghi
dei violini
d’autunno
mi struggono il cuore
d’uniforme
languore.
Ah squallido
e smunto, quando
risuonan l’ore
io mi ricordo
dei giorni in fuga
e piango;
e vado errando
nel cupo vento
che mi trasporta
di qua, di là,
simile alla
foglia morta.

Cesare Pavese – Canzone

Cesare Pavese
Canzone
Le nuvole sono legate alla terra ed al vento.
Fin che ci saran nuvole sopra Torino
sarà bella la vita. Sollevo la testa
e un gran gioco si svolge lassù sotto il sole.
Masse bianche durissime e il vento vi circola
tutto azzurro – talvolta le disfa
e ne fa grandi veli impregnati di luce.
Sopra i tetti, a migliaia le nuvole bianche
copron tutto, la folla, le pietre e il frastuono.
Molte volte levandomi ho visto le nuvole
trasparire nell’acqua limpida di un catino.
Anche gli alberi uniscono il cielo alla terra.
Le città sterminate somiglian foreste
dove il cielo compare su su, tra le vie.
Come gli alberi vivi sul Po, nei torrenti
così vivono i mucchi di case nel sole.
Anche gli alberi soffrono e muoiono sotto le nubi
l’uomo sanguina e muore, – ma canta la gioia
tra la terra ed il cielo, la gran meraviglia
di città e di foreste. Avrò tempo domani
a rinchiudermi e stringere i denti. Ora tutta la vita
son le nubi e le piante e le vie, perdute nel cielo.

Lefteris Pulios – Canzone popolare

Lefteris Pulios
Veniamo dall’Arabia, dall’Egitto
e dalla Palestina e dalla Siria:
Veniamo dalla sabbia del deserto
e dai muri di Protèo.
Anime raggrinzite da pubblici peccati,
ciascuno col suo rango come l’uccello in gabbia.
Ghiorgos Seferis, da Ultima tappa, 1944

Canzone popolare

Stremati dall’acquazzone che ci scaraventò
in questo misero angolo della terra
ci riposiamo come carcassa
giù nella forra
sulla strada.
Un pugnale nel fodero del Mediterraneo
l’impugnatura incisa da secoli di artisti
e di agoni. Il colore è d’oro lucido
le dita come i chiodi di Cristo.
Io, un Elleno che trova se stesso in Grecia.
Mi siedo su una sedia martellando il mio essere
come se fossi morto, prima ancora di nascere.
Rostri di acciaio dilaniato
la mia mente
le mie viscere.
Nelle mani ho catene.
Sono inerte.
Sono forte. La violenza è un ostacolo
che mi abbatte. (l’Acropoli appesa in alto
in mezzo a tutte le sporte del silenzio),
e la folla vuota di ogni palpito di vita.
Lacerato sulla strada
strisce di ombra e luce
e sommerso dalla colpa, mi chiedo
che cosa sto cercando in questo luogo
nel tempo più maledetto?

Tewfiq Zeyyad – Canzone per gli uomini

Tewfiq Zeyyad

CANZONE PER GLI UOMINI

Io cammino verso la riva piu` bella.
Non piangete, miei piedi, che la spina insanguinata
Io cammino verso la riva piu` bella:
non piangere, cuore mio, straziato dal criminale.

Il mio cuore, immagine della terra,
e` un vento leggero che accarezza la mano dell`amore,
tempesta per I lupi dell`odio.

Io cammino verso la riva piu` bella.
Se le mie scarpe restano senza suola
Camminerò sulle mie ciglia.

Che importa dormire?
Io tremo, pensando ai morti addormentati a mezza strada.
Compagni tristi e incatenati,
noi camminiamo verso la riva più bella.
Non perderemo che i nostri sudari, e vinceremo!

In alto i petti,
in alto gli occhi,
in alto le speranze,
in alto le canzoni.
Con le nostre forze,
con le croci presenti e passate,
noi supereremo i cammini
del paziente domani,
apriremo il paradiso dalle porte chiuse.
Dai nostri petti, dai nostri lamenti,
tesseremo poesie e le berremo,
dolci come il vino delle feste.

Fritz Böda-Löhner – La canzone di Buchenwald

Fritz Böda-Löhner

La canzone di Buchenwald

 

Quando il giorno si desta,
prima che il sole rida,
le colonne si dirigono
alla fatica del giorno
nel mattino che spunta.
E la foresta è nera e il cielo rosso
E noi portiamo nel tascapane un pezzetto di pane
E nel cuore, nel cuore le pene.
O Buchenwald non ti posso dimenticare
perché Tu sei il mio destino.
Chi ti abbandona, lui solo può aver la misura
di quanto è meravigliosa la libertà!
O Buchenwald non ci dogliamo e lamentiamo,
E quale che sia il nostro destino,
ciononostante vogliamo dire sì alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno, allora saremo liberi!
Vogliamo dire sì! alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno: allora saremo liberi!
E la notte è bollente e la bimba lontana,
e il vento canta piano, e io le voglio così bene
se solo restasse fedele, sì fedele!
E le pietre son dure, ma il nostro passo è deciso
E portiamo vanghe e picconi
e nel cuore, nel cuore l’amore.
O Buchenwald non ti posso dimenticare
perché Tu sei il mio destino.
Chi ti abbandona, lui solo può aver la misura
di quanto è meravigliosa la libertà!
O Buchenwald non ci dogliamo e lamentiamo,
E quale che sia il nostro destino,
ciononostante vogliamo dire sì alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno, allora saremo liberi!
Vogliamo dire sì! alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno: allora saremo liberi!
E il giorno è breve e la notte sì lunga,
tuttavia un canto risuona, ché la patria cantò:
il coraggio non ce lo facciamo rubare!
Tieni il passo, compagno e non perdere il coraggio,
perché la volontà di vivere portiamo nel sangue
e nel cuore, nel cuore la fede.
O Buchenwald non ti posso dimenticare
perché Tu sei il mio destino.
Chi ti abbandona, lui solo può aver la misura
di quanto è meravigliosa la libertà!
O Buchenwald non ci angosciamo e lamentiamo,
E quale che sia il nostro destino,
ciononostante vogliamo dire sì alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno, allora saremo liberi!
Vogliamo dire sì! alla vita,
perché prima o poi verrà il giorno: allora saremo liberi!

Una grande parti di queste poesie sono tratte da un bellissimo
blog “Canzoni contro la guerra”

Canzoni contro la guerra