Archivi tag: burchiello

Babulco Arcade – In nome del Burchiello

Gianfruscolo Miliano
BUBULCO ARCADE

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.

Gianfruscolo Miliano

Bubulco Arcade

IN NOME DEL BURCHIELLO.

Per più Secoli già ramingo, e pazzo
Ho girato pel Mondo, e appena mezzo
Palesato mi son, che a pezzo, a pezzo
Molti sbranato m’han con gran strapazzo.

Un Fico Bitontone, e un Pagonazzo,
Perchè non m’hanno inteso, a mio disprezzo
Disser, ch’a far Sonetti i’ m’er’avvezzo
Gettati a caso, e coloriti a guazzo:

Ben mi difese un Fiorentin rubizzo
Con lingua d’oro, ma il mio corpo mozzo
Di nuovo in torbid’acque fè lo schizzo.

Oggi, mercè d’un Galantuom, dal pozzo
Di tanti error me n’esco, e in piè mi rizzo
Per gir tra i letterati a dar di cozzo:

Or c’ho pieno il barlozzo
De’ miei Sonetti, l’appetito aguzzo
A molti, e di vedermi entrano in ruzzo.

Mi troveranno al puzzo
Nei nascondigli, ov’il timor mi mette
Dei Zoccoli ridotti oggi a scarpette.
Annunci

Burchiello – Per correggere i figliuoli

Burchiello

Per correggere i figliuoli.

Quando il fanciul da piccolo scioccheggia

Castigal con la scopa, e con parole,

E da’ sette anni in sù, e’ sì si vuole

Adoperar la sferza, e la correggia:

Se da’ quindici in sù ei pur folleggia,

Prova il baston, che altro non ci vuole,

E tante glie ne dà, che dove suole

Disubbidirti, perdonanza chieggia;

E se da’ venti in su ei t’affatica,

Fà metterlo in prigion se te ne cale,

E quivi presso a un anno tel nutrica:

E se dai trenta in su ei pur fa male,

Amico mio, non durar più fatica,

Che di trent’anni castigar non vale:

Partil da te cotale

Me’ che tu puoi, benchè ti sia gran duolo,

E fai ragion che non ti sia Figliuolo

M. Rosello d’Arezzo – A Burchiello.

1404 – 1449

M. Rosello d’Arezzo A Burchiello.

Burchiel mio caro, tu girai al Fonte,
Che sta in Ovile presso a San Francesco,
Fa che non sii Pollacco, nè Tedesco,
Ma parla Fiorentin con larga fronte:
Dirai a colei, per cui ricevessi onte,
Che non t’asconda più sotto il suo desco;
Perchè volendo scuoter troppo il pesco,
La via facesti, che fece Fetonte: T
u hai nome d’aver cattiva coda,
La qual t’ha dato già molta mattana
Secondo c’ho sentito da Giovanni:
Quand’eri al Bagno, non mutavi proda,
Ma del continuo con la tua Gualdana
Ti stavi, ricevendo molti inganni;
Fino a lasciarvi i panni;
Tornasti a Siena a piè senza un quattrino,
Pulito, e netto più del tuo Bacino.

Burchiello
Risposta al suo Sonetto.
Ben ti sei fatto, sopra il Burchiel, conte;
Ben per via di San Gallo ne vien fresco;
Ma stu sarai sì fiero barberesco,
Vedrollo in Calimara, o su pel ponte:
Già di razza non sei di Chiaramonte,
Ma lungo, alto, sottil, marin cordesco;
E dell’essere stato sì manesco,
Per Giuppitèr, ch’elle ti sieno sconte:
Non ti vergognerai che questo s’oda?
Tu bezzichi il finocchio alla Romana;
Non ischifando scabbia, nè molt’anni:
Legati questa al dito; e ben l’annoda:
Non è fine Spagnuola, o Marchigiana
La seta, e ’l pelo, che per fame incanni:
Fu Corso, o San Giovanni,
Che ti fece azzuffar col pecorino,
Per la quistion del resto del fiorino?

Il Lasca – Sonetto In Nome Del Burchiello.

 

Sonetto In Nome Del Burchiello.
Premesso dal Lasca nella sua Edizione stampata da’ Giunti nel 1552.

Com’è possibil mai? Pur sono stato Gran tempo,
colpa degli Stampatori Ignoranti, assassini, e traditori,
Lacero, guasto, ferito, e storpiato;

Chi m’avea mozzo i piedi, e chi tagliato
Le braccia, e cincischiato entro, e di fuori;
Or sano, e salvo, e purgato gli errori
Tornato son nel mio primiero stato.

Ma se voi non sapete, come Ulisse
Rinchiuse nella sacca gli Agnusdei,
Andate a legger nell’Apocalisse;

E troverete a carte trentasei
Come l’Alfana di Busatto disse
Siano sconfitti tutti gli Aramei:

Or chi gli piace i miei
Capricci udir, riboboli, o sentenze,
O venga, o mandi a comprarmi a Firenze.

IL LASCA.

Burchiello – Va in mercato, Giorgin; tien qui un grosso

image
1404 – 1449
Burchiello
Va in mercato, Giorgin; tien qui un grosso
Va in mercato, Giorgin; tien qui un grosso,
togli una libbra e mezzo di castrone,
dallo spicchio del petto, o dall’arnione;
di’ a Peccion, che non ti dia tropp’osso
Ispàcciati, sta su, mettiti in dosso,
e fa di comperare un buon popone,
fiutalo che non sia zucca o mellone;
tôlo del sacco, che non sia percosso.
Se de’ buon non n’avessero i foresi,
ingegnati averne un da’ pollaiuoli:
costi che vuole, che son bene spesi.
Togli un mazzo fra cavolo e fagiuoli;
un mazzo; non dir poi: «Io non t’intesi»;
e del resto, tôi fichi castagnuoli,
colti senza picciuoli;
che la balia abbia tolto loro il latte,
e siansi azzuffati colle gatte.

1404 – 1449 Sonetto Di Betto Busini – Per la morte del BURCHIELLO.

1404 – 1449
Sonetto Di Betto Busini
Per la morte del BURCHIELLO.

Or piangi Marte nella tuo tesalia e pianga
Orfeo e spezi la suo cetra e per dolor
Cupido la Faretra e Venere bella avampi le suo alia.

Perchè glie spento un gran lume in italia
che adolcea co versi un cor di pietra or morte
vol nella suo tomba tetra succhiaarsi il lacte di si dolci balia

Pianga Minerva e collei piangha Apollo pianghi
lamate donne e giovinetti piangnia Ulgano,
e piangnia Mungibello

Pianga la terra e die per doglia un crollo
le piante e gli animali, e gli ugellecti
pianghin la morte del nostro Burchiello.

Burchiello – Se vuoi far l’arte dello indovinare

 
1404  –  1449



Burchiello




III
Se vuoi far l’arte dello indovinare,
Togli un Sanese pazzo, e uno sciocco;
  Un’Aretin bizzarro, e un balocco,
E fagli insieme poi tutti stillare:
Poi fa Volterra in tutto dimagrare,
Burchiello e altri
E abbi del butir d’un’Anitrocco,
E di Compieta il primo, e ’l sezzo tocco,
  E questo è il modo se tu vuoi volare.
Ed a ’mparar l’arte della memoria
Convient’ire a combatter Mongibello;
Ma fa che tu ne rechi la vittoria;
E se romor si leva in Orbatello,
Fuggi in Ringhiera, e fa sonare a gloria,
E mostra pur d’aver un buon cervello:
E quando vai in Mugello,
Fatti increspare, e guarda verso Siena,
E non arai mai doglia nella schiena.