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Giulio Stocchi L’amico che è morto

Giulio Stocchi

L’amico che è morto
di notte mi torna a parlare

Mi chiede notizie del mondo
che ha dovuto abbandonare

Ascolta ciò che dico

Poi scuote la testa sospira
e scompare
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Nali – Dall’esilio, all’amico Salimi

Nali
Dall’esilio, all’amico Salimi

Nel narrarti le pene dell’esilio
il fuoco ardente della lontananza
mi scioglie il cuore,
sfacendolo poco a poco.
Dimmi, è giunto forse per me
il giorno del ritorno,
o dovrò per sempre rimanere
in questo luogo?
secolo XIX
Nota
I. Nei primi anni del 1800 il principe kurdo Abdul Rahman,
pascià dei Baban, fu scon­fitto dai Turchi.
Il poeta Nali dovette fuggire a Damasco.

Salim
A Nali

O vento, per il cielo ti imploro,
dì a Nali che lo supplico:
mai, mai, deve tornare a Sulaymani
di questi tempi.
La nostra terra non può essere governata
se non dal suo signore.
Senza di lui, o vento, non permettere
che Nali si metta in cammino.
secolo XIX

Nota
Con la sconfitta della rivolta del principe Abdul Rahman dei Baban
contro il viceré ottomano di Baghdad, Sulaimania,
capitale del principato dei Baban,
fu messa a ferro e fuoco e soggiogata dai Turchi.

Rainer Maria Rilke. – Tacito amico delle molte lontananze, senti

Rainer Maria Rilke.

Tacito amico delle molte lontananze, senti

Tacito amico delle molte lontananze, senti
come lo spazio accresci ad ogni tuo respiro.
Con le fosche campane nella cella oscillando
rintocca anche tu. Ciò che ti consuma

diverrà forza grazie a questo cibo.
Tu entra ed esci dalla metamorfosi.
Qual è la tua esperienza che più duole?
Se t’è amaro il bere, fatti vino.

In questa notte in cui tutto trabocca
sii magica virtù all’incrocio dei tuoi sensi,
dei loro strani incontri sii tu il senso.

E se il mondo ti avrà dimenticato,
dì alla terra immobile: Io scorro.
All’acqua rapida ripeti: Io sono.