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Adonis (Siria) – Stupore prigioniero

Adonis
(Siria)
STUPORE PRIGIONIERO

Vado via, rifugiandomi nell’ombra,
tra gemme ed erbe, costruisco un’isola,
collego i rami con i rivi
e quando i porti si perdono e le linee si oscurano
indosso lo stupore prigioniero
nelle ali della farfalla
dietro la cittadella delle spighe
e la luce nella zona della fragilità.

Adonis – Pace

Adonis

Pace

Pace
ai volti che, soli, vanno nella solitudine del deserto,
all’oriente vestito d’erba e fuoco.

Pace alla terra lavata dal mare
al tuo amore, pace…
la tua nudità folgorante le sue piogge mi ha dato
il tuono consacrato nel petto
è maturato il tempo
avanza il mio sangue
prendimi e sparisci splendore d’oriente
perdimi hai cosce d’eco e lampo
prendimi del mio corpo copriti
favore il mio fuoco
astro la mia ferita è guida
m’infiammo…
stella divampo,
la disegno
dalla mia patria fuggendo nella mia patria,
divampo stella,
la disegna nella traccia dei suoi giorni perduti
oh cenere della parola
la mia storia ha un figlio nella tua notte?

Adonis – Il tempo stretto

Adonis
Il tempo stretto

Il miraggio è falso e cieco il giorno per noi
poi che il nocchiere è morto.
Noi, la generazione della barca
siamo figli di questo tempo stretto.

I mari sicuri ci hanno abbandonato,
i mari che cantano i salmi della partenza
ci hanno abbandonato al deserto.

Noi, la generazione del fitto colloquio
tra le nostre macerie e Dio.

Adonis
L’Oriente e l’Occidente

Qualcosa lungo il cunicolo della storia
si estendeva
una cosa ornata, esplosiva
in grembo un figlio avvelenato dalla nafta
ninnato da un mercante intossicato
un Oriente che, come il bimbo, chiedeva,
gridava
e l’Occidente un vecchio protetto.

Ho cambiato questa mappa
e l’essere è bruciante
e l’Oriente e l’Occidente una tomba
sola
un mucchio di cenere…

 

Adonis – Dopo il silenzio

Adonis

Dopo il silenzio

Urlo dopo il silenzio in cui le parole non si avventurano.

Urlo: chi di voi mi vede?

Oh resti senza statura! Oh resti morenti, sotto questo silenzio!

Urlo perché i venti siano generati nella mia voce

perché il mattino diventi una lingua e canti

nel mio sangue.

Urlo: chi di voi mi vede?

sotto questo silenzio in cui le parole non si avventurano

urlo per essere certo d’essere solo, io e il buio.