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Kahlil Gibran – Preghiera

Kahlil Gibran

Preghiera

"Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore, e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l’offesa, ma disdegna di ripagarla
con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Kahlil Gibran – Magia della vita

Kahlil Gibran

Magia della vita

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?

Khalil Hawi – Il vento

Khalil Hawi
Il vento

Per tutto il giorno
oh Dio, per rompere
con mia madre e mio padre, per scappare
dai miei libri, la mia cella,
da Lei che vive e muore nell’attesa
di camminare sui cuori,
incluso il mio,
per bere dall’amarezza
senza amareggiarsi
così che le parole tornino a fiorire
sulle mie labbra e la mia via porti
alla mora ragazza beduina
nell’oasi della sua carne immacolata,
nella valle del sole del meriggio,
nell’amaro turbinio della sabbia.
Solo chi indossa la pazienza del cammello
può domare la ribelle ragazza beduina.
E lui, nel suo cuore un bimbo crea un paradiso.
Solo lui che vive
di strani frutti
alcuni cresciuti a stento
altri presi con facilità.

Lei si alza scuotendo dalle trecce
le fiabe del deserto, cantando,
girando dovunque indico
ma eludendomi
come gioiosa tempesta.
Il vento ha stagioni di rabbia

Kahlil Gibran – Te

Kahlil Gibran

Te

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Kahlil Gibran – [Senza titolo]

Kahlil Gibran

[Senza titolo]

La vita è un’isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze, i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria, i suoi ruscelli sono la sete.
La vostra vita, uomini, miei simili, è un’isola,
distaccata da ogni altra isola e regione.
Non importa quante siano le navi
che lasciano le vostre spiagge per altri climi,
non importa quante siano le flotte
che toccano le vostre coste: rimanete isole,
ognuna per proprio conto,
a soffrire le trafitture della solitudine
e sospirare la felicità.
Siete sconosciuti agli altri uomini
e lontani dalla loro comprensione
e partecipazione.

Kahlil Gibran – La morte

Kahlil Gibran

La morte

Conoscere il segreto della morte
significa cercare nel cuore della vita
svelare il mistero della luce.
Significa spalancare le porte del cuore
sui cieli dell’universo,
poiché la vita e la morte sono unite
indivisibili
proprio come lo sono il fiume e il mare
la terra e il cielo, l’alba e il tramonto
ed è nel profondo delle speranze
e dei desideri
che giace silenziosa
la conoscenza dell’aldilà.
E così come semi sognanti sotto la neve
ogni cuore sogna la primavera.
Così nei sogni
è nascosto il cancello dell’eternità.
E così morire
è bere dal fiume del silenzio
è scalare la cima del monte
significa stare nudi nel vento
e sciogliersi al sole.
Significa liberare il respiro
perché possa elevarsi
e cercare Dio.

Kahlil Gibran – Il piacere

Kahlil Gibran

Il piacere

Il piacere è un canto di libertà
è la fioritura di tutti i desideri
è una profondità che invoca un’altezza
è lo spazio infinito
che ha radici nel cuore della terra.
Il piacere
è il raccolto di un’estate
il silenzio della notte
che fa di una lucciola una stella
è la fiamma e il vento
è l’arpa che vibra nell’anima
musica dolce e suoni confusi.
Il piacere
è un tesoro con mani tremanti
è una necessità e un’estasi
è un messaggero d’amore
è una sorgente di vita.

Kahlil Gibran – Il folle

Kahlil Gibran

Il folle

Fu nel parco di un manicomio che incontrai un giovane con il volto pallido e bello, colmo di stupore.
E sedetti accanto a lui sulla panca, e dissi, "Perchè sei qui?".
E lui mi rivolse uno sguardo attonito e disse: "E’ una domanda poco opportuna, comunque risponderò.
Mio padre voleva fare di me una copia di se stesso,e così mio zio.
Mia madre vedeva in me l’immagina del suo illustre genitore.
Mia sorella mi esibiva il marito marinaio come il perfetto esempio da seguire.
Mio fratello riteneva che dovessi essere identico a lui: un bravissimo atleta.
"E anche i miei insegnanti,
il dottore in filosofia,e il maestro di musica,e il logico,erano ben decisi:
ognuno di loro,voleva che io fossi il riflesso del suo volto in uno specchio.
"Per questa sono venuto qui.
Trovo l’ambiente più sano.
Qui almeno posso essere ME stesso".
E di scatto si volse verso me e chiese: "Anche tu sei qui a causa dell’educazione e dei buoni consigli?"
Ed io risposi:" No, sono qui in visita".
E lui disse:" Ah, ho capito. Vieni dal manicomio dall’altre parte del muro".

Kahlil Gibran – Comprare e vendere

Kahlil Gibran

Comprare e vendere

E un mercante disse:
Parlaci del Comprare e del Vendere.

Ed egli rispose, dicendo:
La terra vi dispensa i suoi frutti, e non avrete bisogni se saprete come riempirvene le mani.
Scambiandovi i doni della terra avrete abbondanza e sarete soddisfatti.
Ma se lo scambio non avverrà con amore e benevola giustizia,
non potrà che portare alcuni all’ingordigia e altri alla fame.
Quando voi, lavoratori del mare e dei campi e delle vigne,
incontrate sulla piazza del mercato i tessitori e i vasai e i raccoglitori di spezie,
Invocate il supremo spirito della terra, che scenda in mezzo a voi e benedica le bilance e i conteggi
perché a un valore sia pari un altro valore.
E non consentite che chi ha le mani sterili prenda parte nelle vostre transazioni,
perché vi renderebbe parole per la vostra fatica.

A costoro direte:
"Venite nei campi con noi o andate in mare con i nostri fratelli e gettate le reti;
Perché il mare e la terra saranno generosi con voi come lo sono con noi".
E se verranno cantanti e danzatori e suonatori di flauto, comprate anche i loro doni.
Perché anch’essi raccolgono frutti ed incenso, e ciò che recano,
benché fatto di sogni, è cibo e veste per la vostra anima.
E prima di lasciare la piazza del mercato, badate che nessuno sia andato via a mani vuote.
Perché lo spirito padrone della terra non dormirà in pace nel vento
finché i bisogni del più piccolo di voi non siano stati soddisfatti.

Kahlil Gibran – Il lavoro

Kahlil Gibran

Il lavoro

Il lavoro è
poter andare di pari passo
con la terra e la sua anima.
Poiché oziare significa
diventare estranei alle stagioni,
e uscire dalla processione della vita,
che in fiera sottomissione avanza
maestosamente verso l’infinito.
Quando voi lavorate siete un flauto
che nel suo cuore volge in musica
il mormorio delle ore.
Chi di voi vorrebbe essere
una canna muta e silenziosa
quando tutte le altre
cantano insieme all’unisono?
Eppure molti considerano il lavoro
una maledizione e la fatica una sventura.
Lavorare vuol dire realizzare
una parte del sogno più remoto della terra,
a voi assegnata quando quel sogno nacque.
Ed è nel mantenersi con fatica
che in verità si ama la vita.
E amare la vita attraverso la fatica
significa essere molto vicini
al suo segreto più profondo.
Ma se voi nella vostra pena
considerate la nascita una calamità
e il sostentamento del corpo
una maledizione scritta sulla vostra fronte,
allora io vi dico che solo il sudore
della vostra fronte cancellerà ciò che è scritto.
La vita non è oscurità,
e ogni slancio è cieco se non c’è conoscenza,
e ogni conoscenza è vana se non c’è attività,
e ogni attività è vuota se non c’è amore,
e quando voi lavorate con amore
instaurate un legame con voi stessi,
con gli altri, e con Dio.