Archivi categoria: Germania – Bertold Brecht

Bernard Brecht – Pane

Bernard Brecht

Il pane degli affamati è stato mangiato

Non si sa più cos’è la carne. Inutilmente
È stato versato il sudore del popolo
Gli allori sono stati
Tagliati.

Dalle ciminiere delle fabbriche di munizioni
Sale fumo
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Bertold Brecht – Breviario tedesco

Bertold Brecht
Breviario tedesco

Per chi sta in alto
discorrer di mangiare è cosa bassa.
Si capisce: hanno già
mangiato, loro.
*
Chi sta in basso deve andarsene dal mondo
senza aver mangiato
un po’ di carne buona.
*
Per pensare di dove venga e’dove
vada, chi è in basso,
nelle belle serate,
troppo è sfinito.
*
I monti e il mare grande
non li hanno ancora visti
che il loro tempo già è passato.
*
Se chi è in basso non pensa
alla bassezza, mai
potrà venire su.

Bertold Brecht – Canto, della pace

Bertold Brecht
Canto, della pace

(Libera versione da Neruda)

Pace alla nostra terra!
Pace alle nostre campagne!
Che appartengano sempre
a chi le sa coltivare!
*
Pace nel nostro paese!
Pace nella nostra città!
Offra a chi l’ha costruita
la sua ospitalità!
*
Pace nella nostra casa!
Pace nella casa vicina!
Pace al vicino pacifico
perché ogni casa fiorisca!
*
Pace alla Piazza Rossa!
e al monumento di Lincoln!
Alla porta di Brandeburgo e
alla sua bandiera di fuoco!
*
Pace ai bimbi della Corea!
Ai minatori della Neisse e della Ruhr!
Pace agli autisti di New York
e ai coolies di Singapore!
*
Pace ai contadini tedeschi!
E a quelli del grande Banato!
Pace ai buoni studiosi della vostra
città di Leningrado!
*
Pace alle donne e agli uomini!
Pace ai vecchi e ai bambini!
Pace al mare e alla terra
che ci siano propizi!

Bertold Brecht – Ballata del sapere

Bertold Brecht
Ballata del sapere
Il poveraccio sgobba notte e giorno:
quel che gli manca, suda e non ce l’ha,
e quel che ha, cioè i suoi guai, si tiene.
Questo perché? Ma perché nulla sa!
Chi un cavallo possiede è cavaliere,
chi non ce l’ha, schiacciato finirà.
Dalla scienza dipende ogni mestiere
perché il guadagno è sempre di chi sa.
*
Quando capisco, io, piccolo mercante,
che farla ai pescecani non si può,
in i strappo i peli dalla zucca, e penso ,
se pescecane mai diventerò.
Lui sa quel che da secoli la gente
per la pagnotta e un calcio ha fatto e fa:
il suo compenso è di non far mai niente:
Ira il suo guadagno; è lui quello che sa.
*
chi sente, per esempio, male ai reni
al dottore la groppa mostrerà.
I malato se n’esce a quattro zampe
ma prima paga: è il medico che sa.
sa il nome del malanno, e sa il contante
che ha tolto a un altro tale poco fa.
Si, chi non sa rimane un mendicante,
mentre il guadagno è sempre di chi sa.
*
Nell’amore ci sono due destini:
se l’uno è amato, l’altro lo amerà.
Ad uno toccan gioie, all’altro pene,
uno dà, l’altro prende: così va.
Copriti il viso quando avvampa, e il cuore
non mostri mai lo strazio che ti dà.
Tu muori, se un coltello dai al tuo amore:
ci guadagni e lui lo sa

Bertold Brecht – Per l’esattezza

Bertold Brecht
Per l’esattezza
Così, sembra, ti sei espresso: noi
abbiamo commesso un errore, e perciò
da noi ti vuoi separare.
*
Così, sembra, hai detto: se
il mio occhio mi dà scandalo
io lo strappo.
Con questo, ammettiamo, intendevi
che ti senti a noi legato come
un uomo si sente legato
al proprio occhio.
*
Questo è ben detto, compagno, però
lascia che ti ricordiamo una cosa:
in quest’immagine l’uomo siamo noi,
tu sei solo l’occhio.
E quando mai s’è udito che l’occhio,
se l’uomo, che lo ha, commette un errore,
si stacchi da lui? Dove
potrà mai vivere?

Bertold Brect – In morte di un combattente per la pace

Bertold Brect
In morte di un combattente per la pace

 

Chi non si era arreso
è stato ucciso.
*
Chi è stato ucciso
non si era arreso.
*
La bocca che ammoniva
l’hanno empita di terra
Comincia
l’avventura di sangue.
Sulla fossa di colui che amò la pace
battono il passo i battaglioni.
*
Fra inutile, allora, la lotta?
*
Quando a venire ucciso è chi non da solo lottava,
il nemico
ancora non ha vinto.

Bertold Brecht – Ballata dell’incendio del Reíchstag

 

Bertold Brecht
Ballata dell’incendio del Reíchstag

 

I.
Dopo che il grancassa per tredici anni
a tutto il mondo aveva annunciato
i misfatti dei comunisti, non uno
si era ancora avverato.
2.

 

E i tamburini irati rullano:
qualcosa deve succedere alfine.
Gli assassini, vedete, non vogliono
commettere assassinii.
3•
Un giorno, era ancora inverno,
sulle rive della Panke si sostava —
il Fiihrer disse: oggi si sente
un incendio del Reichstag nell’aria.
4•

 

E quel lunedì sera un grande
edificio era avvolto nel fuoco.
Era tremendo il crimine
e l’incendiario ignoto.

 

5

 

Fu trovato un ragazzo
Con i calzoni e basta
e in tela, rilegata,
la tessera comunista.
6.
Chi gli ha dato quella tessera?
Perché stava li in giro?
Le SA stavano nei pressi,
ma a loro non si chiede il motivo.
7•

 

Per incendiare quell’edificio
dovevano essere in dodici:
era quasi tutto di pietra e i punti
che ardevano erano dodici.
8.
In mezzo ai dodici incendi
c’erano in dodici delle S.A
, indicavano con mani annerite
quel gracile ragazzo là.
9•

 

E così, per merito del Führer
fu scoperta la congiura,
certo, quello che veniva alla luc
e a più d’uno ha messo paura.

 

10
Nella casa dove la congiura
deve essere passata per forza,
abitava un certo Góring
all’oscuro della cosa.
II.
Lui, il presidente del Reichstag, aveva
mandato in permesso tutte le guardie,
e non è in casa quanto sente
che il Reichstag è in fiamme.
12
Perché tu, presidente, hai mandato
oggi in permesso le tue guardie?
Oggi è proprio il lunedí
che il tuo Reichstag è in fiamme! ‘I
13
Se il giudice lo interrogasse,
non avrebbe la risposta facile,
ma non puoi incriminarlo,
perché lui stesso è il giudice.
14
Lui non interroga Hermann Góring,
così non scopre il vero e il falso,
ma conclude che la colpa
è dei comunisti. Chiaro.
15
E prima che fosse trascorsa la notte
di questo sanguinoso febbraio,
ogni nemico di Hitler
fu ucciso o imprigionato.
16.
Quando a Roma Nerone del sangue
dei cristiani aveva sete,
diede la sua Roma alle fiamme
e la ridusse in cenere.
17-
Cosí Nerone forni la prova
che i cristiani erano canaglie.
Questa lezione un certo Hermann Góring
l’imparò che era in fasce.
18
A Berlino nel millenove‑
centotrentatre, un lunedí sera,
c’era il palazzo dell’ultimo
Reichstag che ardeva.
19.
Chi cantò questo fattaccio, si chiamava
Oberfohren e non visse più a lungo:
quando il mondo lo venne a sapere
gli hanno sparato subito.