Archivi categoria: Germania – Bertold Brecht

Bertold Brecht – Per l’esattezza

Bertold Brecht
Per l’esattezza
Così, sembra, ti sei espresso: noi
abbiamo commesso un errore, e perciò
da noi ti vuoi separare.
*
Così, sembra, hai detto: se
il mio occhio mi dà scandalo
io lo strappo.
Con questo, ammettiamo, intendevi
che ti senti a noi legato come
un uomo si sente legato
al proprio occhio.
*
Questo è ben detto, compagno, però
lascia che ti ricordiamo una cosa:
in quest’immagine l’uomo siamo noi,
tu sei solo l’occhio.
E quando mai s’è udito che l’occhio,
se l’uomo, che lo ha, commette un errore,
si stacchi da lui? Dove
potrà mai vivere?
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Bertold Brecht – Il pane del popolo

Bertold Brecht
Il pane del popolo

 

Giustizia è il pane del popolo.
Qualche volta è abbondante, qualche volta scarso.
Il suo sapore qualche volta è buono, qualche volta cat­tivo.

 

Quando il pane è scarso, regna la fame.
Quando il pane è cattivo, regna lo scontento.

 

Via la cattiva giustizia!
Messa in forno senza amore, impastata da inesperti!
La giustizia senza sapori, con la crosta grigia!
La giustizia rafferma, che arriva troppo tardi!

 

Quando il pane è buono e abbondante
il resto del pasto è scusabile.
Non possiamo avere tutto in abbondanza.
Nutrito del pane della giustizia
è possibile svolgere il lavoro
dal quale proviene l’abbondanza.

 

Come è indispensabile il pane quotidiano
così è indispensabile la giustizia quotidiana.
Si, è indispensabile più volte al giorno.

 

Da mattino a sera, nel lavoro, nello svago.
Nel lavoro, che è uno svago.
Nei tempi duri e in quelli felici
il popolo ha bisogno del copioso, sano
pane quotidiano della giustizia.

 

Poiché, dunque, il pane della giustizia è
così importante,
chi, amici, deve metterlo in forno?
Chi cuoce l’altro pane?
Come l’altro pane
Il pane della giustizia
Deve metterlo in forno il popolo
Senza risparmio sano ogni giorno

Bertold Brecht – Epigrafe per Gorki

 

Bertold Brecht
Epigrafe per Gorki

 

Qui giace
il delegato dei quartieri di miseria
il descrittore dei boia del popolo
e di chi li combatte,
dalle università delle strade maestre educato,
che nacque in basso stato,
che aiutò ad abolire il sistema dell’Alto e del Basso,
lui maestro del popolo
che dal popolo aveva imparato.

Bertold Brecht – Per chi sta in alto

 

Bertold Brecht
Per chi sta in alto

 

discorrer di mangiare è cosa bassa.
Si capisce: hanno già
mangiato, loro.
*
Chi sta in basso deve andarsene dal mondo
senza aver mangiato
un po’ di carne buona.
*
Per pensare di dove venga e dove
vada, chi è in basso,
nelle belle serate,
troppo è sfinito.
*
I monti e il mare grande
non li hanno ancora visti
che il loro tempo già è passato.
*
Se e chi è in basso non pensa
alla bassezza, mai
potrà venire su.

Bertold Brecht – I tessitori di tappeti di Kujan-Bulak onorano Lenin

Bertold Brecht
I tessitori di tappeti di Kujan-Bulak onorano Lenin
Più volte e con larghezza
fu. onorato il compagno Lenin. Vi sono suoi busti e sta­tue,
e città alle quali fu dato il suo nome, e bambini.
In ogni sorta di lingue si tengono discorsi,
la gente si raduna e dimostra
da Shanghai a Chicago, in onore di Lenin.
Ma così lo onorarono i tessitori di tappeti
di Kujan-Bulak, piccolo borgo al sud del Turkestan:
*
Ogni sera laggiù venti tessitori si alzano
febbricitanti dal misero telaio.
Serpeggia la febbre: nella stazione ferroviaria
vibra il ronzio d’una spessa nuvola di zanzare
che si leva dall’acquitrino dietro il vecchio cimitero dei
cammelli.

 

Ma la ferrovia, che
ogni due settimane porta acqua e fumo, un giorno porta
pure la notizia che è imminente
il giorno delle onoranze al compagno Lenin.
E quelli di Kujan-Bulak,
povera gente, tessitori di tappeti, decidono
che al compagno Lenin anche nel loro villaggio
sia innalzato il busto di gesso.
Ed ecco, quando vien raccolto il denaro per il busto
tutti son li, tremanti di febbre, a pagare
con mani malcerte i loro copechi risparmiati a fatica.
E Stepa Gamalev, soldato dell’Armata Rossa,
scrupoloso nei conti e dall’occhio vigile, vede
con gioia tanto slancio nell’onorare Lenin.
Ma vede anche le mani tremule.
E li per li fa la proposta
che col denaro del busto si compri petrolio, e
lo si versi sull’acquitrino dietro il cimitero dei cammelli
da cui si sollevano le zanzare, quelle
che generano le febbri.
In tal modo dunque combattere a Kujan-Bulak la mala­ria, appunto
in onore di lui che è morto
ma non va dimenticato,
il compagno Lenin.
*
Questo decisero. Il giorno delle onoranze portarono là
i loro secchi ammaccati, pieni di nero petrolio
e uno dietro l’altro
ne cosparsero l’acquitrino.
*
Cosi giovarono a se stessi, onorando Lenin,
onorarono lui giovando a se stessi, e dunque l’avevano capito.

 

2.
Abbiamo udito come gli abitanti di Kujan-Bulak
Onorarono Lenin. E quando a sera
il petrolio comprato fu sparso sull’acquitrino
un uomo nell’adunanza si levò e chiese
che alla stazione ferroviaria si ponesse un’iscrizione
col resoconto dell’accaduto, e vii fosse detto
di preciso che il progetto era stato mutato e il busto di Lenin
scambiato con la botte di petrolio, vincitrice delle feb­bri.
E tutto ciò in onore di Lenin.
E anche questo fecero
e posero l’iscrizione.

Bertolt Brecht, – La guerra che verrà

Bertolt Brecht,
La guerra che verrà
La guerra che verrà

 

non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.

Bertolt Brecht, – E che venne alla donna del soldato

"Bertolt Brecht,

E che venne alla donna del soldato
Canto di riferimento: Und was bekam des Soldaten Weib
*
E che venne alla donna del soldato
da Praga, dall’antica capitale?
Da Praga le venne la scarpa col tacco,
un saluto e la scarpa col tacco,
questo le venne da Praga.
*
E che venne alla donna dei soldato
da Varsavia in riva alla Vistola?
Da Varsavia le venne
la camicetta di lino,
così vivace e strana,
una camicetta polacca!
Questo le venne
dalla riva della Vistola.
*
E che venne alla donna del soldato
Da Oslo sul Sund?
Da Oslo le venne
il baverino di pelliccia;
speriamo le piaccia, il baverino di pelliccia.
Questo le venne da Oslo sul Sund.
*
E che venne alla donna del soldato
dalla ricca Rotterdam?
Da Rotterdam le venne il cappello.
E le sta bene, il cappello olandese.
Questo le venne da Rotterdam.
*
E che venne alla donna del soldato
da Bruxelles in terra belga?
Da Bruxelles i fini merletti.
Oh, averli, quei fini merletti!
Questi le vennero dalla terra belga.
*
E che venne alla donna del soldato
da Parigi la ville lumière?
Da Parigi le venne la veste di seta.
Per l’invidia della vicina, la veste di seta.
Questa le venne da Parigi.
*
E che venne alla donna del soldato
da Tripoli di Libia?
Da Tripoli le venne la catenella,
gli amuleti alla catenella di rame.
Questi le vennero da Tripoli.
*
E che venne alla donna del soldato
dall’ampio paese dei Russi?
Di Russia le venne il velo di vedova.
Per il funerale il velo di vedova.
Questo le venne di Russia.