Mario Melèndes – La spiaggia dei poveri

Mario Melèndes  – 

La spiaggia dei poveri
  1
I poveri trascorrono l’estate a un mare
che solo essi conoscono
Lì installano le loro tende
fatte di vimini e cellofan
e poi scendono a riva
per vedere l’arrivo delle scialuppe
indurite di addii
Sulla piaggia
la miseria si abbronza bocconi
la fame prende il sole su uno scoglio
i bambini costruiscono rifugi sulla sabbia
e le ragazze passeggiano
con i loro bikini passati di moda
Esse stendono i loro asciugamani di carta
e si sdraiano a guardare le onde che s’infrangono
che ricordano loro la forma di un pane
o una cipolla
Nuotano i sogni in alto mare
Ed esse vedono il venditore di gelati
che accarezza i loro seni
o se stesse in viaggio verso la schiuma
da cui itornano con vestiti nuovi
e un sorriso nell’anima
2
I poveri trascorrono l’estate a un mare
che solo essi conoscono
E quando scende la sera
e di fronte a loro si sveste l’orizzonte
e i gabbiani si schiodano dall’aria
per tornare a casa
e il crepuscolo è una pentola in comune
piena di pesci e colori
essi accendono i falò sulla sabbia
e cominciano a cantare e a ridere
e a respirare la breve storia dei loro nomi
e bevono vino e birra
e si ubriacano
abbracciati ai loro migliori ricordi
Nuotano i sogni in alto mare
Ed essi vedono i loro figli diretti verso la scuola
carichi di libri e scarpe e giocattoli
o se stessi di ritorno dal lavoro
con le tasche gonfie
e con un bacio dipinto sopra l’anima
E mentre essi sognano
spegne i loro falò la fame
e si mette a correre nuda sulla spiaggia
con le ossa piene di lacrime.

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