Magda Isanos. – Ho visto anch’io uomini partire

Magda Isanos.
Ho visto anch’io uomini partire

Ho visto anch’io uomini partire
per la guerra.
Giovani figli della terra,
laceri, su treni merci, andavano a morire,
cantando canzoni monotone e tristi.
Erano tanti da oscurare
la chiarità estivale.
E non sono tornati. Grano e segale
hanno buttato, in Russia, i loro corpi.

Intanto, al loro paese,
passeggiava tronfia nelle città
la sfrontatezza, l’iniquità. Loro neppure sapevano
per chi morivano.
Erano popolo, soltanto.
Uomini cresciuti come le piante,
in semplicità, con la terra accanto.

Signore,
dove sono i loro occhi? Le tante
braccia piene di obbedienza e di lena?
Chi li comandava si è preso pena
di numerare le croci e gli storpi?
Se soffia il vento, mi pare di udire
canzoni, moltitudini di piedi
che marciano in cadenza. I babbei,
morti in Russia, tornano alla loro terra
per giudicare te, grugno di porco,
pescecane di guerra!

Fai bene a tremare. Non è sfizio.
È il giorno del giudizio!

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