Andrej Belyj – Dal finestrino del vagone

Andrej Belyj
Dal finestrino del vagone

a Ellis

Il treno geme. Nelle remote distese natali
Si stende la rete del telegrafo.
Volano via i campi cosparsi di rugiada.
Volo via nei campi: è la morte.

Volo via: che abbandono, che squallore…
Volano via — ecco, qua e là
Volano via — si susseguono i villaggi,
Vola via — un paese dietro l’altro;

E la taverna, e il camposanto, e il bambino
Che si addormenta là, sul seno:
Là — miseri stuoli di capanne,
Là — miseri stuoli di individui.

Madre Russia! A te vanno i miei canti,
Oh, muta, severa madre!
Concedimi di elevare singhiozzi più sordi e più oscuri
Sulla mia vita insensata.

Il treno geme. Le remote distese natali.
Si stende la rete del telegrafo –
Là – nei tuoi spazi gelati,
Per rombare con gli alberi spezzati dalla tempesta autunnale.

Agosto 1908

RUSSIA

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